Mi scrivete il titolo del vostro film preferito?
Lo so, è una domanda difficile. Non voglio sapere il film più bello che avete visto di recente, ma quello che è in cima a tutte le vostre liste. Grazie!
Ora, ce ne andiamo in Giappone e leggiamo Gli ultimi sei di Akinari Asakura, tradotto da Federica Lippi aka @Alabamaglam per Feltrinelli Editore. Sarà con noi la traduttrice!
Primo incontro: giovedì 15 ottobre alle 19
Il turismo responsabile nel Delta del Mekong comincia con una domanda scomoda: quello che vedi nei tour da un giorno è davvero il delta, o una versione per i turisti?
https://t.co/Pt4hS85jSk
È morto Ratko Mladić, "il boia di Srebrenica". Mi permetto sempre di consigliare lo spettacolo di @Apndp, per fortuna ancora su YouTube, che ricostruisce il tragico conflitto nella ex Jugoslavia, fino all'agghiacciante massacro del luglio '95. Titolo: "Srebrenica, 8372...".
Sono decenni che lo dico: la letteratura indiana è la nuova letteratura russa. Ma forse il tocco post-coloniale apre delle profondità ancora inesplorate nel grande romanzo ottocentesco.
Tra i tanti errori commessi da Robert #Kennedy Jr, l’ultimo è l’aver sciolto la Divisione CDC che si occupava delle malattie parassitarie
Dopo questa decisione geniale, un parassita sta causando enormi problemi di diarrea in tutti gli Stati Uniti
Questo parassita si è diffuso in 31 stati degli USA, causando ricoveri e dando il via a un’indagine su prodotti ortofrutticoli freschi contaminati.
Dal 1° maggio 2026, i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) hanno confermato 843 casi di ciclosporiasi in 31 stati; tuttavia, i dati segnalati a livello statale indicano che il numero reale di contagi potrebbe essere molto più elevato, con oltre 1.500 casi aggiuntivi attualmente in fase di analisi.
La malattia è causata da *Cyclospora*, un parassita microscopico che si diffonde tipicamente attraverso la contaminazione di frutta o verdura fresca. Sebbene le autorità sanitarie stiano indagando attivamente per individuare la fonte esatta dell’epidemia di quest’anno, in passato picchi di casi analoghi sono stati collegati a prodotti freschi di importazione, tra cui coriandolo, basilico, lamponi e insalata misticanza.
A differenza delle comuni gastroenteriti che si risolvono nel giro di pochi giorni, le infezioni da *Cyclospora* possono persistere per settimane o addirittura mesi se non trattate, spesso con sintomi che sembrano migliorare prima di ripresentarsi.
L’infezione provoca grave diarrea acquosa, forti crampi addominali, gonfiore, nausea e affaticamento. Poiché il parassita prolifera in ambienti caldi, si raccomanda di lavare accuratamente tutti i prodotti ortofrutticoli freschi e di conservarli subito in frigorifero. Inoltre, dato che i comuni esami delle feci non prevedono di routine la ricerca della *Cyclospora*, i pazienti con sintomi persistenti dovrebbero richiedere specificamente al proprio medico di effettuare il test, trattandosi di un’infezione facilmente curabile con antibiotici mirati.
Ref. Centers for Disease Control and Prevention. (2026). Surveillance of #Cyclosporiasis.
Mentre il mondo segue i #Mondiali2026, vi racconto un libro che parla proprio dei Mondiali… ma di quelli del 1990.
In “Polvere di Piksi” di Barbi Marković (trad. Lucia Assenzi, ed.Voland) la protagonista ha 8-10 anni, si chiama Barbi come l’autrice, e odia il calcio. Eppure suo padre la porta ogni domenica allo stadio di Belgrado, anche quando il campo è vuoto.
Intorno a loro la Jugoslavia unita sta per esplodere.
Piksi è il soprannome di Dragan Stojković, stella dell’ultima nazionale jugoslava e la “polvere di Piksi” è quella che si alza dagli scarpini durante le partite, ma diventa anche qualcosa di magico, quasi rituale, nella testa di una bambina che non vuole stare lì.
Il libro è scritto con il ritmo e il linguaggio di una telecronaca sportiva: veloce, ironico, a tratti brutale. Parla di tifo, di padri che vorrebbero un figlio maschio, di nazionalismi che nascono anche negli stadi.
Alla fine c’è una frase netta: «Odio il calcio».
Eppure questo piccolo libro (appena 112 pagine) è una delle cose più belle e dolorose che abbia letto sul rapporto tra sport, identità e distruzione.
"Un viaggio al mese" (Giacovelli editore) di Martina Massai è un libro diretto, motivante, che parla a chi sente il bisogno di cambiare, ma non sa ancora da dove iniziare. L'autrice racconta il viaggio non solo come spostamento fisico, ma soprattutto come scelta interiore.
Ho riletto Le sorelle in giallo di Kawakami, il romanzo della scrittrice giapponese più maturo, da un punto di vista di stile, più interessante, più profondo. Racconta di donne e ragazze, di povertà, di vite invisibili, e lo fa con brutale onestà e piglio letterario.