🚨LA CACCIA ALL'ANTI-MARQUEZ
Una storia italiana🇮🇹
Non è mai stato (solo) sport.
È narrativa. È spettacolo.
È bisogno di una storia da raccontare, che tenga lo spettatore incollato tra un sorpasso e una pubblicità.
Quando Marc Márquez ha cominciato a dominare, c'era un problema: non era italiano... e dominava troppo. Troppo veloce, troppo costante, troppo forte per essere ignorato.
Ma troppo scomodo per essere amato, troppo scomodo per essere "venduto" al pubblico.
Serviva un eroe.
Un volto buono da opporgli. Un gladiatore da esaltare nel Colosseo del motomondiale.
Prima Valentino Rossi, almeno dopo che è tornato competitivo.
Il mito, l’icona, il sole giallo contro il marziano. Una rivalità esplosiva, personale, mediatica. Un dono per qualsiasi emittente: polemiche, tifoserie, ascolti alle stelle. Márquez diventava il cattivo perfetto, e Rossi l’eroe tragico di un ultimo atto da leggenda.
Poi, quando Rossi ha iniziato a perdere smalto, è toccato a Dovizioso.
Il pilota operaio, il “ragioniere della velocità”. Non aveva il carisma di Valentino, ma batteva Marc in pista. A suon di staccate e intelligenza.
E allora via con i servizi, i focus, le telecamere in casa. "Dovi contro Marc": l’archetipo del Davide contro Golia.
Dopo Dovi, è arrivato Bagnaia. Il campione "made in Academy", il volto nuovo, calmo, aziendale, pulito. Il pilota da costruire. Márquez intanto era fermo, infortunato, fuori scena. Ma la narrativa non si ferma: “Pecco è il nuovo punto di riferimento. È lui il numero uno. È lui l'uomo da battere”.
Anche se, realisticamente, nessuno in pista aveva ancora preso il posto del vero nemico: Marc.
Perché Marc era assente, a causa del grave infortunio patito.
Ed ecco che la narrativa cambia!
"Che bello, vanno tutti forte uguale, quanto è alto il livello di questa MotoGP"
Per tre anni di fila il Mondiale si chiude all'ultima gara, a Valencia...
Ed Oggi?
Ed Oggi che il cattivo è tornato, che ha chiuso il Mondiale già a metà stagione perché ha in mano la moto più dominante della storia come la mettiamo!?
Mentre la terra della narrazione si sgretola sotto ai piedi, causa la debacle di Francesco Bagnaia che a parità di moto viene surclassato è giunto il momento di Marco Bezzecchi.
Simpatico, spontaneo, con l’accento romagnolo e il sorriso facile. SKY lo spinge, lo mette al centro. Perché serve sempre qualcuno da lanciare, da vendere al pubblico come la nuova speranza.
Durerà poco anche lui, giusto il tempo che Jorge Martin, Fabio Quartararo e Pedro Acosta trovino l'attrezzatura adatta al combattimento, vista la "mancanza" di Italiani.
Uno dei tre, dal 2027 sarà il prescelto.
Perché la verità è semplice:
Márquez è sempre stato il pretesto perfetto.
Márquez è grasso che cola.
Non il problema.
Ma l’alibi narrativo per creare pathos, rivalità, conflitti, share.
Un catalizzatore di interesse, attorno a cui costruire l’identità dei nostri.
Il palinsesto non racconta solo la MotoGP. Racconta una guerra tra eroi e cattivi.
E per farlo, serve un eroe nazionale o un eroe "amico", ogni volta che il nemico torna in scena.
Non c’è nulla di nuovo. Solo una vecchia storia con lo stesso cattivo in pista.
Articolo di un anno fa.
Più attuale che mai.
#MotoGP
Qué aprender de la España vencedora: siete pistas
Hoy propongo en @TheObjective_es que nos fijemos en aquello que ha llevado a nuestra selección de fútbol a triunfar. Pues ello podría servirnos para mejorar en otros siete aspectos de la España actual.
https://t.co/IMEFVGsyt9
Queridos amigos hispanoamericanos.
Cualquier odio que fomenten entre España y sus naciones hermanas en ambos sentidos es el mismo procedimiento que en el siglo XIX usaron para reventarnos por dentro y acabar como estamos hoy todas.
¿Quién se beneficia? Lo sabemos perfectamente.
Necesitan enfrentarnos para que miremos hacia otro lado. Ustedes, a Washington o Tel Aviv; nosotros, a Bruselas, Paris o Londres.
No nos equivoquemos. Dejemos la leyenda negra de lado y más para lo que son meros títulos deportivos.
Tenemos una hazaña mucho más importante entre manos. No caigamos en los mismos errores. Aprendamos de nuestra historia y, sobre todo, sepamos que los sentimientos siempre serán manipulados para intereses de terceros.
España es padre/madre de Argentina.
Por supuesto.
Y el oro os lo robaron los ingleses, como “pago” por sumiros en la pobreza y la discordia regional, al igual que al resto.
A ver si empezamos a conocer la verdadera historia y nos dejamos de pendejadas.
Decía el autor de un documental sobre Miguel Ángel Blanco hace unos días que ETA ya no existía.
ETA es esto. El miedo que genera esto hará que en el próximo partido de España nadie vaya a esa terraza.
Pues ese miedo es ETA.
Los medios de comunicación que estuvieron días criticando que los chavales de un colegio mayor hicieran bromas a las chavalas del colegio de enfrente, apenas le dedicarán una frase a esta violencia animalesca.
BASTA YA. Basta ya que en España te apaleen solo por ser español.
La ministra de Trabajo, Yolanda Díaz, de vacaciones en Grecia en un hotel de 700 € la noche.
Hay trabajadores en España que necesitan un mes entero para ganar lo que cuesta una sola noche en ese hotel.
Expulsan a tres mujeres de una piscina de Burgos por utilizar burkini.
Así debería ser siempre, las culturas retrógradas no deben adueñarse de los espacios comunes.
Ni un paso atrás.
É Márc che la rende tale,é Marc che con la sua presenza in pista stimola gli altri a superare i limiti,quando lui é presente,il resto della griglia si sente in dovere di fare di piú o non fare da meno..e qui casca l'asino,se strafai sbagli. Se lui non c'é tutto é piú tranquillo
🚨 MY TWO CENTS | Per anni abbiamo sentito dire che la MotoGP fosse diventata prevedibile.
Oggi i numeri raccontano una storia completamente diversa ed è proprio ciò che vuole l'organizzatore.
Dopo 11 Gran Premi, i primi cinque del Mondiale sono racchiusi in appena 24 punti.
Un record nell'era moderna, frutto del lavoro fatto da MotoGP, Dorna, costruttori e team per alzare il livello tecnico della categoria.
Oggi non esiste più una moto nettamente superiore alle altre.
Se trovi il weekend perfetto puoi vincere, se sbagli qualcosa puoi ritrovarti fuori dalla top 10.
Il livello della griglia è semplicemente altissimo e questo rende ogni gara imprevedibile.
Ma c'è un dato che fa ancora più rumore.
Marc Márquez è pienamente in corsa per il titolo nonostante abbia saltato due Gran Premi per infortunio ed abbia corsa le prime gare con un problema grave al nervo.
Ed è qui che nasce una riflessione.
"Se oggi il Mondiale è così aperto, una parte del merito è anche di Marc.
Perché, nonostante due GP persi, è riuscito a rientrare nella lotta iridata recuperando 100 punti, impedendo che il campionato prendesse una direzione definitiva.
È la dimostrazione che il livello generale si è alzato, ma anche che, quando Marc è in pista, riesce ancora a spostare gli equilibri come nessun altro.
È la MotoGP è più equilibrata che mai o forse, ancora una volta, è Marc Márquez a renderla tale!?
📷 Jerez 20
#MotoGP
Para los que no saben de qué va el tema:
La directora de la Guardia Civil, por orden del gobierno, quiere impedir al general de Madrid asistir al Día de la Comunidad para boicotear a Ayuso.
Pero el general Mora se planta ante su superior y dice que no acata órdenes políticas⬇️
En pleno 2026 y con la ideología de género en declive, Burger King decide cancelar el menú de El Xokas por dar una opinión libre.
Eso sí, se lo mantiene a una influencer que cobra por posar con ropa del Gobierno más corrupto de nuestra historia y también ha puntuado a hombres.