Finisce in lacrime. Quelle di Myriam Sylla che in questi Europei ci ha messo l'anima. La migliore delle azzurre non ce la fa a nascondere la sua delusione per la sconfitta in finale al tie break contro la Turchia (25-16, 22-25, 25-12, 21-25, 10-15). «Le lacrime sono per le compagne, per il percorso che abbiamo fatto, per il lavoro che abbiamo fatto - il racconto di Sylla con gli occhi lucidi -. Sono orgogliosa del gruppo che abbiamo e questo è il mio dispiacere, perché questa squadra meritava qualcosa di più. Non vuol dire che questa medaglia non sia importante, ne vado orgogliosa, la guardo con fierezza perché è frutto di tanto sudore e tanto lavoro». […]
«Non facciamo il solito discorso tutto italiano che se vinci va tutto bene ma se perdi è una vergogna - le parole del ct Julio Velasco -. Sono orgoglioso di questa squadra che ha lottato sempre e non si è arresa neanche nel tie break. Ai Mondiali il tie break lo vincemmo noi contro la Turchia, lo sport è questo e la medaglia d'argento è un risultato importante». La storia continua, si riparte dalle lacrime d'argento dell'Italia che non molla mai.
Il racconto integrale del nostro inviato Angelo Di Marino è su La Stampa
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«È preoccupante che i più ricchi del mondo oggi siano proprietari della maggior parte delle fonti di informazione. Ma c'è ancora spazio per un buon giornalismo». George Clooney si fa subito amare dai giornalisti nell'unico incontro che ha concesso prima di ritirare il Leone D'oro alla carriera dalle mani di Laura Dern. […]
È meno ottimista sull'intelligenza artificiale: «Vorrei evitare di essere su una pubblicità per tamponi venti anni dopo la mia morte ma è già complicato. Ho visto video di me che non sono io, ti mettono in bocca cose che non hai detto, cosa succede se tutto questo è applicato a un governo? Non sapremo mai se le cose sono vere o no, la gente pensa che tutto sia un fake».
Il racconto integrale di Claudia Catalli su La Stampa
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Non esclude di fare causa a Paolo Corsini, Sigfrido Ranucci, la cui battaglia legale per essere reintegrato a Report continua. E, a rigor di legge, potrebbe anche avere successo. Ma l’ex conduttore starebbe pensando anche a una causa nei confronti del direttore dell’approfondimento Rai per alcune sue parole. Di Gianluca Roselli
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"Sono vecchio, ma combatterò fino all'ultima mia energia il suo tentativo di ricostruzione della retorica del fascismo". Lo ha detto l'ex presidente del Consiglio Mario Monti all'incontro con il leader di FnV Roberto Vannacci a Cernobbio. #ANSA https://t.co/H1vhr5Dsdo
Matteo Berrettini rompe il silenzio sul tema scommesse nel tennis, sfociate drammaticamente in minacce. Un caso non più isolato, per cui ora il fuoriclasse chiede un intervento dell’associazione professionistica. L’episodio risale allo scorso Roland Garros. Berrettini stava vivendo un buon momento di forma, con la volata ai quarti di finale prima del sofferto ritiro nel derby azzurro contro il connazionale Matteo Arnaldi.
E proprio mentre gli azzurri lottavano punto su punto, il fratello minore del campione romano, Jacopo Berrettini, anche lui tennista professionista, ha ricevuto dei messaggi con minacce di morte se suo fratello avesse vinto. «Ci minacciavano», ha ammesso. Più precisamente, il messaggio, riferito al cammino vincente di Matteo, era: «Se non gli dici di perdere la prossima partita, uccideremo la tua famiglia».
Ne parla Cristina Benenati su La Stampa
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Dopo essere stata morsa alla coscia e alle braccia, riportando una granve emorragia e ferite così profonde da costringere successivamente i medici ad amputarle il braccio sinistro, la donna ha cominciato a sferrare i pugni finchè l’animale ha mollato la presa ➡️ https://t.co/2p5TVelnz3
Sigfrido Ranucci ha deciso di contestare legalmente la sua rimozione dalla guida di Report.
I suoi avvocati hanno inviato una lettera alla Rai chiedendo:
il reintegro alla guida di Report;
il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali;
di conoscere fatti, documenti e circostanze concrete alla base della rimozione;
di sapere chi ha deciso, quando e sulla base di quale istruttoria.
I legali contestano soprattutto le motivazioni della Rai, definite insussistenti e prive di fatti specifici accertati, chiedendo chiarimenti sulle generiche accuse di “pressioni”, “opacità”, “commistioni”, “interferenze” e “incompatibilità”.
Particolarmente duro il passaggio in cui viene denunciato il paradosso di considerare la vittima di un attentato responsabile di una presunta situazione di incompatibilità.
La Rai ha sette giorni per consegnare la documentazione richiesta. Poi potrebbe partire la battaglia per il risarcimento dei danni alla dignità, alla reputazione professionale e all’immagine.
In sostanza: Ranucci non accetta la rimozione e chiede alla Rai di mettere finalmente le carte sul tavolo.
C’è chi non vaccina i figli, il risultato è che muoiono di difterite. Vi accendo un ricordo sulle destre No-Vax. Ecco cosa diceva Meloni in un’intervista che facemmo qualche anno fa, prima che divenisse premier, sui vaccini e sua figlia Ginevra.