Vannacci si vende come l’ufficiale che ha rotto il silenzio. Ha rotto soltanto il silenzio sui bersagli più comodi.
Per decenni è stato un pezzo dello Stato che oggi finge di scuotere: Folgore, addetto militare, istituti, gerarchie, missioni, uniforme. Ha servito un Paese inchiodato alle basi americane, ai trattati, alla catena di comando atlantica. Poi ha scoperto il “coraggio”. Il coraggio, nel suo caso, è stato spiegare che gli omosessuali «non sono normali» e che i tratti di una campionessa non rappresentano l’italianità. Quello è il suo assalto al palazzo. Un assalto da salotto, a chi non comanda nulla.
Sulla struttura vera — chi decide la guerra, chi tiene le basi, chi detta la linea strategica — il generale torna funzionario. L’Italia deve restare nella Nato, dice, «come fa la Turchia». Non uscire. Restare. Con la schiena dritta, l’agenda nazionale, il tono da potenza media che tratta l’Alleanza come un club in cui si alza la voce. È la sovranità da brochure: si resta dentro il recinto e si pretende di abbaiare più forte degli altri cani.
Contro Meloni alza il volume sulle armi a Kiev. La guerra costa, il gas russo conveniva, quattro anni di strategia non hanno prodotto vittoria. Tutto vero, e tutto spendibile. Ma il dissenso si ferma dove inizia lo scranno. Siede a Bruxelles. Fonda un partito. Parla di remigrazione, di identità, di Occidente cristianissimo da una parte e di rubinetti russi dall’altra. Il sistema gli ha dato il microfono. Lui gli restituisce lo spettacolo dell’uomo fuori dal coro.
Un atlantista di destra è chi ha fatto carriera dentro l’esercito di un Paese Nato, ha rappresentato Roma da ufficiale dell’Alleanza, e oggi propone di restare nell’Alleanza con più fierezza e meno «subalternità». La finta opposizione è esattamente questo: prendersela con i deboli — migranti, minoranze, «lobby», scuola, costumi — e trattare il vincolo strategico come un dettaglio da rinegoziare, mai come il recinto.
Chi parla sempre di sangue, suolo e decenza, e quasi mai di chi possiede le leve della guerra e della moneta, non sta sfidando il potere. Sta facendo il lavoro che il potere gli ha assegnato: assorbire la rabbia, dirottarla sul costume, lasciare intatta l’architettura. Il generale non è l’opposizione. È il prodotto di lusso di un establishment che ha bisogno di un volto marziale, un libro “scandaloso “e una voce «non addomesticabile» — purché il recinto resti dove sta.
I resigned from Anthropic today. I spent the last three years doing pretraining research at both OpenAI and Anthropic. Neither company is acting responsibly. They are racing straight to self-improving superintelligence and gambling with our lives. More thoughts below.
i think this will forever be one of the greatest rallies i’ll ever see. absurd defending from arnaldi. every time i thought there’s no way he gets the ball, he was there. just mind-blowing tennis the entire match