🇪🇺🇨🇳 Cina-UE, la sostituzione è avvenuta.
Le esportazioni di auto europee in Cina sono crollate del 75% in quattro anni, e continuano a scendere.
Quelle di auto cinesi verso l'UE sono esplose.
Non so a voi, ma da un terremoto così a me sembra difficile riprendersi.
Oggi mi sono imbattuta per caso nella storia di Cristina, che ha ucciso la madre malata strangolandola.
La mamma era affetta da demenza frontotemporale, la stessa malattia che ha portato via mio padre.
Cristina è stata condannata a 11 anni e 4 mesi, le è stato riconosciuto il vizio parziale di mente.
Ho aperto i commenti presenti sotto il post che dava la notizia. Molti commentatori cercavano di comprendere, ma qualche commento a mio parere era oltremodo giudicante. Pochi, per fortuna.
Ora, questo mio post non vuole certo sostenere che sia giusto uccidere un genitore malato. Vuole piuttosto essere un invito a riflettere e a guardare le cose da un’altra prospettiva, prima di puntare il dito.
Chi assiste persone gravemente malate e con patologie come la demenza frontotemporale spesso è lasciato solo. Non perché chi lavora nelle strutture per dare supporto a questi malati sia assente o inadeguato, semplicemente sono troppi pochi, con risorse scarse, pagati poco, e con un carico di pazienti che ogni anno di più diventa sempre maggiore.
Ci sono anche sussidi a livello economico, che cambiano di regione in regione, ma sono anche questi gravemente insufficienti e non riescono a coprire le ingenti spese che seguire un malato di questa gravità comporta.
Ho letto che avrebbe dovuto assumere una badante. Sapete quanto costa assumere una badante? Un cifra che molte famiglie non si possono permettere. Oltretutto, malattie di questo tipo sono di difficile gestione e non tutti sono in grado di accudire queste persone.
Nelle strutture non ci sono posti, dove ci sono costano delle cifre assurde.
Negli anni di malattia di mio padre, se non fosse stato per mia madre che si è sacrificata H24, non so onestamente in che modo mio padre avrebbe potuto essere seguito in maniera adeguata.
Io ho visto mio padre progressivamente smettere di parlare, smettere di riconoscermi, avere degli scatti d’ira incontrollabili e pericolosi. Per anni e anni. Era di fatto un’altra persona, mangiata e controllata da una malattia orribile.
Per mesi, quando era ormai entrato in coma vegetativo, è stato sballottato tra una struttura e l’altra, finché non è entrato in hospice, dove poi è morto. Io a distanza di 8 anni dalla sua morte sono dovuta tornare in terapia per affrontare quello che in quegli anni ho vissuto come fossi in una bolla di irrealtà.
Quando è morto era uno scheletro, pesava qualcosa come 30 kg. Attaccato da ogni batterio esistente credo, respingente a qualsiasi tipo di terapia antibiotica. Eppure, così è rimasto per mesi e mesi perché in questo Paese sia mai che si possa accompagnare una persona alla morte in maniera dignitosa.
Esistono le cure palliative, ci mancherebbe, non lo nego, e ringrazierò sempre il medico e tutto il personale che l’ha seguito negli ultimi giorni di vita cercando di fare il possibile per trattarlo cn dignità umana.
Questo non cancella il calvario che passano i congiunti che affrontano con il proprio caro la malattia; un calvario disumano che è in grado di portarti alla pazzia.
Tutto questo per dire: non giudicate. È chiaro che l’omicidio di un genitore sia una mostruosità, ma dovremmo chiederci quanta responsabilità abbia uno Stato che di fronte a queste situazioni non è in grado di sostenere i propri cittadini e li lascia a se stessi.
L'algerino Saidi Mohammed ieri, di buon mattino, ha iniziato a sfasciare auto in corso Buenos Aires a Milano.
Fermato dalla polizia, è stato trovato in possesso di refurtiva rubata poco prima in zona Lambrate e perciò denunciato per furto aggravato (reclusione da 2 a 6 anni).
Portato dalla questura in tribunale, il giudice ha ritenuto di non applicare misure cautelari ma solo il divieto di dimora in città. Cosa legittima ma singolare, considerando che è un clandestino senza fissa dimora, quindi con elevato rischio di fuga e reiterazione.
Già a piede libero nel pomeriggio, Saidi Mohammed si reca alla metropolitana di Piazza Duomo, dove aggredisce verbalmente una donna e, rivendicata la sua fede musulmana, la sfigura in maniera irrimediabile.
E' solo uno dei tanti casi in cui i criminali vengono subito rilasciati dopo essere stati fermati in flagranza di reato.
Sull'operato dei giudici non si può fare nulla, perché la maggioranza degli italiani ha deciso, votando NO al referendum, di lasciarli al di sopra di qualsiasi scrutinio che non sia quello delle correnti della magistratura.
La riflessione, a questo punto, dovrebbero farla i legislatori in merito alla sospensione condizionale della pena. Infatti, secondo il codice di procedura penale, il giudice non può applicare la misura della custodia cautelare in carcere o quella degli arresti domiciliari se ritiene che con la sentenza possa essere concessa la sospensione condizionale della pena.
In molti altri paesi, a cominciare da USA e Regno Unito, è molto più difficile ottenere la condizionale. Spesso anche le pene detentive più brevi vanno scontate in carcere.
Un altro punto che si potrebbe rivedere è la riforma del 2004 (per inciso: voluta dall'allora governo di centro-destra) che ha eliminato il cumulo della pena pecuniaria nel computare il limite dei due anni di pena sotto i quali può scattare la sospensione condizionale.
‼️ 2018 : tutti i beni della società R.BRUNELLI SPA sono stati dilapidati in appena 10 mesi dalla data di fallimento del 24.10.2017
‼️ I curatori fallimentari erano :
1) Avv.ssa Francesca Crivellari, figlia di Dino, ex key man gruppo UniCredit
2) Dott. Francesco Giustiniani, amico intimo del Giudice Dott. Di Salvo (attuale Presidente sezione Imprese del #TribunalediRoma ), suo testimone di nozze, nominato in violazione dell’art. 35 co. 4-bis codice antimafia.
‼️ Il Perito CTU Ing. SCIFONI nominato dal Tribunale di #Roma a seguito di istanza trasmessa il 23.05.2017, con autorizzazione firmata il 06.06.2017 per la stima del patrimonio immobiliare in pendenza di concordato, dei quali Crivellari e Giustiniani erano Commissari Giudiziali.
#fallimentopilotato
‼️ Perizia fatta quasi 5 mesi prima di un fallimento avrebbe consentito di accelerare i tempi per dismettere tutto alla velocità della luce.
‼️ L’Ing. Marcello SCIFONI ha periziato antiche Grotte di tufo Etrusco-Romane del 1mo Sec. A.C. come fossero un magazzino in una periferia romana.
Qui e’ nato il #PecorinoRomano BRUNELLI, conosciuto in tutto il mondo per l’eccellenza della sua qualità. Era il top di gamma di tutto il comparto.
#UNILEVER era tra i grandi clienti.
La proprietà apparteneva a Remo BRUNELLI persona fisica che la conferì nella società quando venne costituita la SPA nel 1978, che subentrava alla Ditta Individuale Remo Brunelli.
Gli imprenditori “sani” che hanno costruito l’Italia mettevano denaro e patrimoni personali nelle aziende, a differenza di questi parassiti che rubano per trasferire i beni a compiacenti e collusi.
‼️ Asta fallimentare pilotata per trasferire il patrimonio alla F.lli Petrucci srl (stessa società che ha falsificato atto del 11.02.2022 per BRUNELLI SUD SPA) :
1) perizia ha omesso che la proprietà aveva n. 3 vincoli (archeologico, storico e paesaggistico)
2) Atto notarile del 09.01.2019 Rep. 87852 Racc. 38227 rogato dal notaio Raffaele Casertano (medesimo che ha falsificato quello di BRUNELLI SUD SPA) senza saldo del prezzo (cioè senza pagamento alla procedura) in violazione dei termini inderogabili del bando di vendita di 120gg e in violazione di quanto disposto dal Giudice « previo pagamento del saldo prezzo »
‼️Il saldo prezzo è stato versato in da data 28.03.2019, ovvero 182 gg dopo l’asta del 27.09.2018.
Perchè? Perché i criminali si erano dimenticati che non potevano vendere senza il diritto di prelazione al Ministero dei Beni Culturali e ambientali, comunicato dopo la stipula dell’atto notarile.
Quindi, si sono « aggiustati » con la F.lli Petrucci srl e in violazione di legge hanno trasferito la proprietà con tutto quello che c’era dentro, compresi effetti personali della famiglia BRUNELLI rubati, ivi depositati dagli anni 40/50.
Tutti i beni che c’erano dentro lo stabilimento (beni strumentali, arredi, ecc) oltre n. 2 Camion Autocarri Refrigerati li hanno trasferiti a €50.000
(Solo il tavolo riunioni erano costato circa €15/20K)
Sto aprendo molti procedimenti penali su molte Procure Italiane.
Queste larve della società che non sanno nemmeno cosa sia il lavoro non devono più lavorare.
Per sbrigarsi a tuffarsi sul patrimonio di BRUNELLI hanno fatto una marea di errori, facendomi un regalo enorme 😄
Un noto avvocato Romano mi disse appena ci hanno fatto il pacco : « seguili, vedrai che faranno tanti errori ». Aveva ragione.
Tutti i fatti sono documentati e saranno oggetto di Inchiesta Parlamentare con i delegati A.C.M.I. Associazione che ho costituito con un gruppo di imprenditori (https://t.co/uksSk2EfRH).
#Mafia
“Notte. Autostrada Milano-Torino. Autogrill deserto. Zizou, Sonia ed io stiamo rientrando da Milano, dopo un evento organizzato da Adidas. Siamo scappati via di corsa, niente buffet, per tornare a casa prima. Ma la fame è fame! Ci fermiamo. Dentro non c'è nessuno, solo la cassiera e la signora del bar. Alla fine la scelta cade su un trancio di pizza Margherita, di quelle che restano quando è tardi. Ma, come ho detto, la fame è fame: guardate Zizou! lo sono stato più veloce, il piattino di cartone è già accartocciato sul tavolo accanto alle chiavi della macchina buttate lì, mentre la signora al bancone dietro di noi sta preparando il caffè, indifferente. Il mio compagno di squadra è ancora molto concentrato alla pizza, io invece ho già altri interessi...
Clic. La macchina fotografica che Gianni Giansanti portava sempre al collo, senza che noi ce ne accorgessimo, cattura quel momento. Qui non eravamo in posa, non ci aspettavamo che scattasse. Lo abbiamo scoperto solo dopo che l'aveva sviluppata.
Questa è una delle foto a cui tengo di più. Dentro c'è quasi tutto: l'amore, l'amicizia, la semplicità, la normalità, la spensieratezza, la tenerezza, la voglia di stare insieme, il sentirsi fortunati, pieni di vita.”
Alessandro Del Piero.
Brividi.
@_juvefanpage_
L’ex calciatore e oggi dirigente dell’Udinese Andrea Carnevale aveva 14 anni quando il padre uccise sua madre. L’uomo la prese a colpi di accetta vicino a casa a Monte San Biagio in provincia di Latina. È stato detenuto per cinque anni in un manicomio criminale. Poi si è suicidato davanti al figlio nella stessa casa e dopo averlo aggredito. Carnevale oggi parla con La Stampa della strage familiare di Nuoro. E dice di sentirsi come il figlio di 14 anni di Roberto Gleboni: «La mia fortuna è stata che mi sono dato da fare in tutto quello che potevo, anche perché eravamo due fratelli e cinque sorelle, tutti molto giovani, e volevo aiutare. Lavoravo di giorno e mi allenavo di sera, dato che giocavo già a calcio e la mia famiglia era povera».
«Ho fatto di tutto: meccanico, fabbro, operaio in segheria. La tragedia non mi ha spezzato moralmente, ho chiuso dolore e rabbia dentro un forziere e li ho usati per darmi forza», aggiunge. Oggi invita i ragazzi che possono avere la tentazione di buttarsi via davanti a queste tragedie a «cercare di reagire, anche se è dura, molto dura. Quando mia madre è stata uccisa mi sono messo a testa bassa e sono andato avanti nonostante il dolore: sapevo già che sarei diventato un calciatore, era il mio obiettivo».
Poi racconta cosa è successo a lui: «I segnali c’erano tutti, perché mio padre, che era tornato a casa dopo un anno passato a lavorare in Germania come operaio nelle ferrovie, ha cominciato a mostrarsi sempre più strano e spaesato, e poi a picchiare nostra madre davanti a noi, anche mentre cenavamo insieme la sera. Poteva farlo in qualsiasi momento. Andai dai carabinieri più volte per sentirmi dire che se non vedevano il sangue non potevano farci niente. A casa c’era sempre un clima di terrore, perché da un momento all’altro diventava violento, soprattutto verso mia mamma, che subiva questi scatti d’ira. Per anni mia madre ha preso schiaffi e botte davanti a noi».
Carnevale dice che il suo «era un paese piccolo, c’era senso di vergogna, oltre alla paura di mia madre che mio padre venisse a saperlo. Si teneva un po’ tutto nascosto. Mia mamma era una donna per bene, ma mio padre si era fissato con l’idea che lo tradisse, una pazzia che si verifica anche oggi. Eppure il maresciallo, in caserma, fu capace di dire che finché non vedeva il sangue non poteva intervenire».
Poi l’omicidio: «Una mattina mio padre si è svegliato, ha preso l’accetta ed è andato ad ammazzare mia madre mentre stava lavando i panni al fiume vicino casa. Una delle mie sorelle era presente, io stavo giocando a pallone lì vicino. Ho raccolto il cervello di mia mamma nel fiume e l’ho portato alla caserma: “Hai visto che poi è successo?”, ho detto al maresciallo. “Quante volte sono venuto qui, adesso il sangue lo vedi”. Oggi però non ho rancore per nessuno: mio padre era un uomo malato che non è stato curato».
Qui c’è tutto
C’è la rabbia di ognuno di noi
C’è la sofferenza per i 6 di fila
C’è il milanismo che si rifiuta della mediocrità
C’è Lorenzo Torriani che sbraita come un pazzo
C’è Capitan America che suona la carica
C’è Matteo Gabbia
C’è casciavitismo puro
La tristezza infinita che mette sto spot Amazon, fai la vita del sorcio ma poi guardi serie in streaming, spendi un patrimonio per ordinare piante e vasi e fai sempre la vita del sorcio ma con la casa piena di piante