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Palestra al Chelsea: "Vergogna, potevi essere il futuro simbolo della squadra di stato"
La #Ducati non vinceva dal 2007, l' #Italia dal 2009 e un binomio pilota-Moto italiano dal 1982. In un colpo solo Pecco #Bagnaia ha spezzato tutti e 3 i tabù, nel primo anno dopo il ritiro di #Rossi, facendo bis l' anno dopo e sfiorando il tris.
Rimarrà sempre nella storia
Dobbiamo veramente spiegare ancora questa cosa ?
1. Il Chelsea può fare l’offerta e comprare il giocatore.
La UEFA non impedisce materialmente a un club di presentare un’offerta o firmare un contratto.
Il controllo arriva sui bilanci, sulle liste UEFA e sui target del settlement.
2. Il Chelsea è sotto settlement, quindi ha un percorso obbligato.
Nel settlement UEFA, il Chelsea ha accettato un regime di 4 anni. Per il 2026 dovrebbe arrivare a un deficit massimo di 5 milioni, ma quel target può salire fino a 60 milioni se coperto da contributi/equity della proprietà.
Quindi non è che non può spendere
3. Il vero limite immediato è la lista UEFA.
La UEFA ha imposto al Chelsea una restrizione: nelle stagioni 2025/26 e 2026/27 non può registrare nuovi giocatori nella Lista A delle competizioni UEFA se il saldo della Lista A non è positivo. Tradotto: se vuoi inserire nuovi acquisti in Champions/Europa, devi compensare con uscite, risparmi di stipendio e costi in meno.
4. Il costo di un acquisto non entra tutto subito a bilancio.
Se il Chelsea compra un giocatore a 55 milioni, non mette automaticamente 55 milioni di costo nell’anno. La quota cartellino viene ammortizzata nel tempo, oggi con limite UEFA massimo di 5 anni. Quindi, a spanne, 55 milioni diventano circa 11 milioni l’anno di ammortamento, più stipendio lordo e commissioni.
5. Se vendono, rientrano.
Il Chelsea ha una rosa enorme. Se vende giocatori, soprattutto quelli cresciuti in casa o già molto ammortizzati, può generare plusvalenze e liberare stipendi. In pratica può dire: “compro Palestra, ma poi vendo due/tre giocatori e sistemo il saldo”.
Quindi può farlo perché il sistema glielo permette.
Può comprare, può offrire stipendi enormi, però poi deve sistemare i conti entro le scadenze UEFA. Se non lo fa, rischia multe più pesanti, restrizioni sulla lista europea e, nei casi peggiori, esclusione dalla prossima competizione UEFA a cui si qualifica.
Nel settlement c’è scritto che se supera certi target di oltre 20 milioni, la UEFA può terminare l’accordo e applicare l’esclusione.
Il paradosso è proprio questo: anche quando è sotto controllo UEFA, il Chelsea ha comunque più margine operativo di una big italiana sana.
Non perché sia gestito meglio, ma perché ha proprietà ricchissima, ricavi altissimi, Premier League alle spalle, rosa da vendere e regole che colpiscono dopo, non prima.