#AHouseofDynamite è l’attacco al potere di Kathryn Bigelow, che col suo solito stile d’assalto ci catapulta nell’ora più buia ed estrema del collasso - ridicolo, posticcio, perfino terribilmente satirico - del potere americano, dove a essere bombardati sono soprattutto i dem USA.
#IlMagodelCremlino è un biopic politico mefistofelico e avvolgente in cui Assayas riversa tutto il suo spirito punk rock, pur con un’assoluta e chirurgica fedeltà alla sceneggiatura co-scritta con Carrère e alle sue dissertazioni machiavelliche, dallo spirito cinico e dissacrante
#Frankenstein non è solo la più dolce e tenera appropriazione possibile di Mary Shelley da parte di Guillermo del Toro, ma anche il suo tributo definitivo a un’idea tenerissima e straziante di mostruosità in grado di azzerare i confini tra la scienza e la fede, la vita e la morte
@fabpmcg questo potrebbe tenerti decisamente sulle spine dall’inizio alla fine, anche se il suo stile ampiamente provocatorio e capace di giocare con i stili e le forme c’è sempre, pur cambiando camaleonticamente sempre pelle.
#AftertheHunt è il Carnage di Luca Guadagnino sulla guerra in atto tra generazioni: un kammerspiel dove l’intelletto e la carne si scontrano a suon di feroci e impietosi duelli dialettici, sfumando e corrompendo i confini tra le vittime e i carnefici. Seducente e destabilizzante.
#NoOtherChoice è il punto di massima esplosione e deflagrazione del cinema di Park Chan-wook, formalista assoluto e cineasta magnetico in grado di lavorare sulla sovreccitazione dell’immagine come pochi altri e (qui) di restituire il capitalismo sotto forma di barzelletta macabra
#APiedoeuvre di Valérie Donzelli, ritratto di uno scrittore (da) precario tanto semplice e sobrio quanto emozionante (con una struggente prova d’attore di Bastien Bouillon), che riflette con schiettezza scarna e anti-retorica sulle eterne trappole del successo e del consenso.
Con #Orphan l’ungherese Lászlo Nemes si rinchiude nuovamente in un formalismo levigato che ha il sapore costante dell’accademismo di maniera, ma trova anche una via personale, schietta, anche dolcemente infantile nel raccontare gli orrori del ‘900 attraverso un limpido simbolismo
#JayKelly è un monumento malinconico al carisma sfacciato e sornione di un ritrovatissimo #GeorgeClooney, ma anche una dolcissima e toccante radiografia delle miserie e delle ipocrisie dell’intrattenimento hollywoodiano di oggi, con #AdamSandler a fare da irresistibile punchball
Di fronte al cinema di Werner Herzog ci si sente come sempre piccolissimi, microscopici: #GhostElephants risale addirittura al miracolo del cosmo tra antropologia, rabdomanzia, etica dello sguardo e del cinema, ambientalismo, con gli elefanti eletti a sommo viatico per il divino.
#LaGrazia è forse, ma anche oltre ogni ragionevole dubbio, il film di Sorrentino più emozionante e umano: un trattato senile e autunnale sui chiaroscuri del potere che si apre al brivido della dissidenza civile, ma anche alla giovinezza del romanticismo più inatteso e spericolato
#BiennaleCinema2025#WernerHerzog is officially Golden Lion for Lifetime Achievement! To get here, Herzog crossed the Amazon River, hauled a steamboat over a mountain, braved the cold in Alaska, and walked with elephants. And now, he holds his Golden Lion before the #Venezia82 audience!