Che stupenda sequenza di idiozie per spiegare l'ovvio.
Giuliani, come tanti altri, nella politica ha trovato il reddito che i mediocri non possono conseguire sul mercato.
E lo ha fatto grazie a gente come te che mette l'ideologia al di sopra dei risultati.
Stefano, grazie.
Ci interessano i punti programmatici non il voto contro qualcuno.
1) Nato europea anche attraverso il riamo nazionale;
2) sostegno militare all’Ucraina e ingresso in UE;
3) eliminazione del diritto di veto in Consiglio europeo;
4) cancellazione del green deal per rimpiazzarlo con un piano fattibile;
5) concorrenza in particolare nel settore dei monopoli pubblici e delle partecipate;
6) controllo ferreo delle frontiere e CPR in ogni regione italiana + regolarizzazione per chi trova lavoro. Dodicimila carabinieri in più nelle strade;
7) nucleare e rinnovabili per sostituire gas.
8) no superbonus no RdC, soldi su sanità ricentralizzandola.
9) ripristino industria 4.0 e ampliamento energivori a settori esposti all’import
10) salario minimo, contrattazione decentrata e salario di produttività.
Purtroppo non credo che 5S, AVS e il Fatto approverebbero. Però tutto può accadere. Quando avrete un programma confrontiamolo.
Vedere Putin avventurarsi nella manipolazione dei dati economici russi durante il Foro (leggasi “buco”) Economico di San Pietroburgo è piuttosto spassoso e grazie alle varie cheerleader nostrane che ripetono la sua propaganda c’è pure chi gli crede.
Facciamo però due conti con la realtà.
Putin non mente quando dice che il debito pubblico russo è intorno al 16% mentre quello di molti paesi occidentali supera il 100%. Quello che non dice è che il debito non va mai calcolato in termini assoluti, ma di sostenibilità. L'Occidente emette "valute rifugio" (dollari e euro). Il mondo intero (fondi sovrani, banche centrali, investitori privati) compra debito americano o europeo perché sa che è l'asset più sicuro del pianeta. Questi paesi possono finanziare debito elevato a costi relativamente bassi perché la domanda globale è infinita. Mosca non ha un basso debito per "virtù fiscale", ma perché nessuno all'estero le fa più credito. Tagliata fuori dal sistema SWIFT e dai mercati finanziari occidentali a causa delle sanzioni, la Russia non può emettere titoli di stato sui mercati internazionali. Deve finanziarsi quasi interamente sul mercato interno, costringendo le banche locali a comprare i propri titoli (i rubli) a tassi di interesse altissimi stabiliti dalla Banca Centrale Russa (che ha dovuto alzare i tassi per frenare l'inflazione).
I dati di crescita del PIL russo (che negli anni passati hanno mostrato tassi apparentemente robusti) sono drogati dalla cosiddetta economia di guerra. Sono innanzitutto totalmente dipendenti dalla spesa pubblica - quindi non il risultato di un’economia sana - e pertanto per definizione temporanei. Un carro armato prodotto in Russia inoltre viene spedito al fronte e distrutto in Ucraina nel giro di poche settimane. Genera PIL al momento della fabbricazione, ma ha un valore economico futuro pari a zero. Gli investimenti pubblici occidentali, insieme a quelli privati (assenti in Russia) costruiscono invece catene del valore che generano crescite spesso più basse ma reali e durature, che non rischiano di sgonfiarsi improvvisamente, come sta invece accadendo a Mosca, quando il doping di Stato non basta più.
Anche sulla disoccupazione, è sbagliato considerare il 2,2% un motivo di vanto. Intanto perché quel dato è frutto di una crisi demografica causata anche da un milione e mezzo di morti ed invalidi ed un altro milione di persone fuggite all’estero per sottrarsi ad un possibile reclutamento. Ma la quasi piena occupazione risente anche dell’elemento distorsivo delle imprese del comparto militare, che, forti di appalti multimiliardari e di varie agevolazioni, pagano stipendi più alti, sottraendo lavoratori ai settori civili. Un mercato del lavoro che non ha una riserva di inoccupati obbliga le imprese a cannibalizzarsi a vicenda a colpi di offerte di stipendi a rialzo per attrarre lavoratori. L’effetto è un dumping salariale interno, che causa un trasferimento di competenze (ingegneri, tecnici, operai specializzati) in favore dell’industria bellica (che come dicevo non genera valore futuro), penalizzando crescita e innovazione della restante parte dell’economia, quella più utile per lo sviluppo di un paese. Questo sistema ha peraltro in questi anni alimentato a dismisura l’inflazione, la quale ha costretto la Banca centrale ad aumentare i tassi, che, deprimendo l’accesso al credito, comprimono la domanda e strangolano le imprese, creando ulteriori problemi soprattutto ai settori non incentivati, quelli, appunto, che dovrebbero generare crescita reale.
Quella presentata da Putin allo SPEIF è dunque la fotografia di una economia distorta, insostenibile e in rapido ed irreversibile declino. Quella di un paese che è tornato ai tempi dell’URSS nella gestione delle questioni nazionali e al medioevo in quelle internazionali.
Nello studio di Gruber il mondo gira all’incontrario: Putin diventa un bravo ragazzo, l’Europa bellicista, l’Ucraina una noia e la sinistra una terra promessa di cui Conte è il profeta. Meloni rappresenta il male assoluto qualsiasi cosa faccia.
Se non ti adegui a questa narrazione faziosa e miope diventi “il nemico”.
Il mondo crolla, ma un pezzo di politica e giornalismo continua con le polemiche da cortile come nulla fosse. Questo teatro dove i ragazzi ucraini vengono dileggiati e la faziosità sostituisce i valori e il ragionamento libero, rappresenta ciò che @Azione_it combatte. E ce n’è molto bisogno.
Solidarietà a @matteohallissey, @Ivan_Grieco e agli altri amici aggrediti da quattro fascisti amici di Putin.
@Anpinazionale è responsabile di queste violenze ripetute, assieme a @cgilnazionale e @pdnetwork che continuano a permetterle e a non dissociarsi.
Gli amici di #Putin vanno trattati tutti uguali, che si chiamino Salvini o Orsi non fa differenza. @ora_italia
Siccome @CarloCalenda ha osato fare notare che l' editore del Fatto Quotidiano è sommerso dai debiti, allora Travaglio scrive un editoriale bomba nel quale comunica al mondo che Calenda ha cambiato idea circa i rapporti che l'Italia deve avere con la russia dopo che questa ha invaso l' Ucraina. Penso che tutte le persone ragionevoli la abbiano cambiata.
Travaglio sulla russia invece ha idee immutabili.
Il gasdotto Nord Stream era per l' Ucraina un obiettivo militare legittimo. Anche non lo fosse stato, la russia ha commesso dal 1945 atti terroristici molto piu gravi.
All' Ordine dei Giornalisti come sempre sono occupati da lezioni di Aikido.
Ho scritto una lettera aperta alla Presidente @GiorgiaMeloni, al Ministro @Antonio_Tajani e al Ministro @Piantedosim, per l’inaccettabile e gravissima mancanza di un quadro normativo nazionale in applicazione delle sanzioni Ue.
Qui il testo.
l'Italia non sta applicando in modo efficace le sanzioni europee contro i media controllati dalla Federazione russa. Il quadro normativo è chiaro: il Regolamento (UE) 2022/350 e le modifiche al Regolamento (UE) n. 833/2014 vietano la trasmissione, la distribuzione e qualsiasi forma di aggiramento delle attività di emittenti come RT, Sputnik e altri organi di informazione sanzionati.
Eppure, nel nostro Paese, queste norme restano in gran parte inapplicate. Eventi, iniziative editoriali e attività pubbliche riconducibili a questi soggetti continuano a svolgersi, anche sul territorio nazionale.
Il recente festival legato a Russia Today a Bologna lo dimostra. Il problema è semplice: manca un decreto attuativo e mancano circolari operative perché dal 2022 ad oggi il Governo italiano che voi rappresentate ha scelto di non scegliere.
Senza questi strumenti, questure, prefetture e Polizia di Stato sono lasciate senza indicazioni chiare. Devono decidere caso per caso, senza una cornice uniforme.
Il risultato è che le sanzioni restano sulla carta.
Nel frattempo, queste attività si intensificano proprio in prossimità delle scadenze elettorali, con una presenza sempre più strutturata sul territorio e nei circuiti culturali.
Il festival di Bologna, organizzato da RT, ha ricevuto pubblicamente i complimenti di Margarita Simonyan, direttrice di Russia Today e figura centrale dell’apparato propagandistico del Cremlino, che ha rilanciato contenuti e partecipanti attraverso i propri canali ufficiali.
L’Italia è, insieme all’Ungheria, tra i pochi Paesi europei a non aver definito strumenti operativi per rendere effettive queste sanzioni.
Altrove si interviene. Qui si lascia correre. Questo indebolisce le istituzioni e rende inutile il lavoro delle forze di sicurezza. E apre un problema politico più ampio, che riguarda tutte le istituzioni della Repubblica, chiamate a garantire il rispetto degli obblighi europei e la tutela dello spazio democratico che oggi passa anche dalla capacità di non continuare ad essere il ventre molle dell’Occidente.
Scrivo malvolentieri sull'attualità politica, perchè: a) ho creduto inutilmente per tanto (troppo) tempo alla possibilità di una sinistra moderata, riformista, pro-mercato, garantista, in Italia, b) non ne capisco molto ed è giusto parlare prevalentemente di cosa si conosce, c) penso che scienza e tecnologia siano i veri motori di trasformazione sociale.
Faccio un'eccezione per postare questo splendido intervento del Prof. @Arturo_Parisi (link 1ma risposta), soprattutto perchè mi ricorda un'epoca di dibattito serrato ma civile che non esiste più.
A parte che la separazione delle carriere riguarda tutti i magistrati e non lo 0,5%, è falso che vengano riscritti 7 articoli della Costituzione. Gli articoli con modifiche sostanziali sono due (104 e 105), gli altri cinque hanno solo modifiche consequenziali per rendere il testo coerente con i due articoli modificati: in sostanza gli articoli 87, 102, 106, 107 e 110 vengono aggiornati (spesso aggiungendo una sola parola “ciascun” o “rispettivo”) per dire che ci sono due carriere o due Csm laddove, nella versione originale, c’è scritto che ce n’è uno.
.@corradoformigli lo Stato liberale prevede la terzieta’ del giudice. Nella maggioranza delle democrazie liberali c’è la separazione delle carriere. Ergo hai detto svariate cavolate. Ma al di là di questo, può uno che invita regolarmente Sachs, Di Battista, D’Orsi e compagnia cantando, a fare propaganda pro Putin, ergersi a difensore dello Stato liberale. Non ti senti un poco poco ridicolo?
Gli ultimi 3 procuratori nazionali antimafia sono diventati rispettivamente: parlamentare europeo del PD, senatore (poi presidente del senato) di LeU, deputato del M5s.
Ovviamente no la magistratura non è politicizzata.
Lo hanno osservato per ore vomitare, contorcersi per il dolore, impazzire e infine soffocare.
Gli esperti di Regno Unito, Germania, Francia, Svezia e Paesi Bassi, dopo aver esaminato campioni biologici dell’oppositore russo Alexei Navalny, morto in carcere il 16 febbraio di due anni fa, hanno dichiarato che sono state trovate tracce di epibatidina, una potente neurotossina, e che non esistono motivazioni innocenti per le quali quella sostanza poteva essere nel suo corpo, visto che viene estratta da una rana freccia del Sud America (che certo non passava per caso quel giorno in un gulag in Siberia) e che servono grandi competenze chimiche per maneggiarla.
Si tratta di una sostanza che sovrastimola i recettori nicotinici, amplificando in modo incontrollato i segnali nervosi e mandando in crisi muscoli e sistema nervoso. I sintomi all’inizio sono quelli di una forte nausea e di una sudorazione intensa, cui segue uno stato di confusione acuta ed agitazione neurologica. Poco dopo arrivano spasmi muscolari e convulsioni ed un rallentamento del battito cardiaco. A quel punto subentra una crescente difficoltà respiratoria fino alla totale paralisi dei muscoli respiratori, che inevitabilmente porta alla morte per soffocamento. Se somministrata nelle dosi giuste l’agonia è estremamente dolorosa, può durare diverse ore e, a differenza di quello che accadrebbe con potenti sedativi ed oppioidi, il soggetto avvelenato può restare cosciente e consapevole fino all’ultimo istante.
Mi scuso per i dettagli crudi, ma è bene che siano tutti consapevoli di quali metodi utilizzi Vladimir Putin con gli si oppone. Leggeteli ad alta voce ai tanti “pacifisti”, secondo i quali, “insomma, qualche concessione l’Ucraina la deve pur fare”, parlando di territori come se fossero distese vuote e disinteressandosi completamente della sorte dei milioni di donne, uomini e bambini che ci vivono.
Quello russo è un regime mafioso, malato e assassino, che ha scelto la strada della sopraffazione e dell’oppressione, che ha trasformato la morte in dottrina di Stato e la tortura in scienza. Il mito delle colpe dell’Occidente, davanti a queste evidenze, ha senso solo per gli imbecilli e i collaborazionisti.
La Russia perderà questa guerra e non c’è alternativa ad una condanna che la costringa a pagare per ogni singola malefatta. Di certo non potrà tenere un solo centimetro di terra non sua. Perché questo gigantesco paese, incapace di coesistere pacificamente col prossimo, nato da terre rubate in mille anni di guerre e che continua a volerne rubare, ancor più nel quarto di secolo di potere di Putin, ha sempre rispettato lo schema ineludibile secondo cui non esiste un solo criminale che, dopo essere stato premiato per i propri crimini, non senta il desiderio di compierne di peggiori.
I “membri politici” del Csm non possono far “interdire” i magistrati, qualunque cosa significhi. Già adesso, come da sempre, la Costituzione attribuisce al ministro della Giustizia la facoltà di promuovere l’azione disciplinare nei confronti dei magistrati (quindi il governo non ha mai avuto bisogno dei membri del Csm eletti dal Parlamento per questo). Con la riforma nulla di tutto questo cambia.
Né è vero che con la riforma i membri “controllati dalla politica sono di più e contano di più”. La riforma mantiene per la composizione di entrambi i Csm (requirente e giudicante) le stesse proporzioni: 2/3 togati (pm o giudici) e 1/3 laici.
Anzi, proprio per quanto riguarda la giurisdizione disciplinare, i membri “politici” conteranno di meno. La riforma prevede l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare di 15 membri, composta da 9 magistrati (6 giudici e 3 pm), 3 componenti nominati dal Presidente della Repubblica e 3 dal Parlamento. Quindi i cosiddetti consiglieri “controllati dalla politica” nell’Alta Corte peseranno il 20%, molto meno dell’attuale 33%: saranno di meno e conteranno di meno.
Insomma, Telese non ne ha azzeccata una su tante. Stavolta è persino sotto al suo standard.
Votano per il Sì indagati, pregiudicati, massoni, fascisti, farabutti, prostitute, malversatori, ladri, corrotti, stupratori, pedofili, assassini, mafiosi, spacciatori… In pratica se la magistratura facesse bene il suo lavoro e li arrestasse tutti, il No vincerebbe facilmente.
La narrazione di Vannacci e altri, ad esempio Conte, secondo la quale gli aiuti all'Ucraina toglierebbero risorse agli italiani, alla sanità, al lavoro, alle pensioni, alle forze di polizia ecc. è una balla; tecnicamente una balla.
E comunque anche se fosse vero (e non lo è) i numeri sono questi:
In 4 anni abbiamo inviato all'Ucraina circa 4 miliardi di aiuti;
Di questi meno di 3 sono aiuti militari in senso stretto;
1,4 sono contributi al programma europeo EPF;
Circa 200 milioni sono stanziamenti per l'accoglienza dei profughi.
I 4 miliardi (in 4 anni) sono lo 0,3% della spesa prevista nel bilancio di previsione per l'anno 2026; lo 0,2% del PIL;
Il 2,9% della spesa sanitaria
sanitaria;
L'11% della spesa in sicurezza e ordine pubblico;
Lo 0,9% della spesa per pensioni e protezione sociale.
Ribadisco, ho calcolato il totale della spesa di 4 anni e l'ho applicata al SOLO bilancio 2026
Il Parlamento Europeo approva il prestito da 90 miliardi per sostenere l’Ucraina, finanziato con debito comune europeo.
Un passo decisivo per la sicurezza e la credibilità dell’Europa.
Lega e M5S uniti votano contro.
Avs si è astenuta.
Ogni commento è superfluo ormai.
#standwithukraine
La Russia esclusa dalle #OlimpiadiInvernali2026 spero non sia per sempre, solo una edizione per ogni morte, ogni stupro, ogni furto, ogni innocente ucciso per sport.
In Ucraina
In Cecenia
In Siria
In Mali
In Libia
Nel Sudan
E ho finito i caratteri.
Grazie per l'attenzione.
Spero che #Barbero fosse ubriaco. Si direi che la Crimea è Ucraina. Perché lo è. E’ stata presa con la forza da un dittatore fascista. Avrei detto la stessa cosa dei Sudeti e della Cecoslovacchia. Ma forse Barbero avrebbe dato ragione a Hitler.
L’Alto Adige/Südtirol è dell’Austria. É sempre stato dell’Austria per 555 anni! Quindi Austriaci riprendetevi l’Alto Adige.
Così hanno deciso Barbero e D’Orsi.
Donbas 2014: 23 semplici domande che smontano una narrazione falsa
Molti propagandisti filorussi sostengono che il Donbas sia “sempre stato russo” e che la maggioranza della popolazione desiderasse la riunificazione con la Russia.
Un’affermazione ripetuta come un dogma — e quasi mai verificata.
Secondo questa narrazione, tutto ciò che è accaduto in Ucraina dal 2014 sarebbe colpa dei “nazionalisti” o addirittura dei “nazisti” ucraini, manovrati dalla CIA e sostenuti da un’Europa descritta come guerrafondaia. In questo racconto, Vladimir Putin avrebbe semplicemente “salvato” i russofoni del Donbas da una presunta giunta nazista di Kyiv, nata da un colpo di Stato orchestrato dall’Occidente.
Se questa versione fosse fondata, dovrebbe reggere al confronto con una lunga serie di fatti concreti e documentati.
Ma sono proprio quei fatti a porre domande che questa narrazione non riesce a spiegare.
È da quei fatti — e dalle domande che ne derivano — che occorre partire.
Le domande che la propaganda non spiega
1) Perché prima del 2014 nel Donbas non esisteva alcun conflitto etnico o linguistico — e tantomeno armato — tra la popolazione locale?
2) Perché prima di febbraio 2014 non esisteva alcun movimento separatista filo-russo organizzato nel Donbas, né politico né militare, paragonabile a realtà come l’ETA in Spagna o l’IRA in Irlanda del Nord?
3) Perché nelle elezioni locali e regionali di Luhansk e Donetsk non erano presenti forze politiche separatiste, mentre la competizione avveniva interamente all’interno del quadro costituzionale ucraino?
4) Perché Viktor Yanukovyč e il Partito delle Regioni portarono avanti per anni una politica ufficiale di integrazione con l’Unione Europea, sostenuta anche dall’elettorato del Donbas?
5) Perché gli studi sociologici mostravano una popolazione del Donbas aperta all’integrazione europea, purché fossero mantenuti rapporti economici e culturali con la Russia?
6) Perché centinaia di giovani di Donetsk e Luhansk parteciparono alle proteste di Euromaidan?
7) Perché nel 2014 migliaia di persone a Donetsk sfilarono con bandiere ucraine a sostegno di Euromaidan, prima che tali manifestazioni venissero represse con la violenza?
8) Perché, come confermato anche da leader separatisti, le proteste anti-Maidan ricevettero finanziamenti esterni e inclusero persone trasportate in autobus dalla Russia?
9) Perché il 5 maggio 2014, dopo gli attacchi armati filorussi a Sloviansk e Kramatorsk e l’occupazione di edifici pubblici a Luhansk e Donetsk, le autorità locali di Luhansk celebrarono la Giornata della Vittoria sotto la bandiera ucraina?
10) Perché i cittadini di Luhansk parteciparono a quella celebrazione senza proteste o disordini?
11) Perché nessun leader eletto del Partito delle Regioni di Yanukovyč guidò le cosiddette “repubbliche popolari” separatiste?
12) Perché le nuove “autorità” della DPR e della LPR furono composte da persone sconosciute alla popolazione locale, spesso prive di qualsiasi mandato elettorale?
13) Perché figure chiave del separatismo erano cittadini russi o ex funzionari dei servizi di sicurezza russi?
14) Perché sindaci e funzionari eletti — inclusi quelli del Partito delle Regioni — furono emarginati, rimossi o costretti alla fuga?
15) Perché persino gli oligarchi del Donbas, come Rinat Akhmetov — inizialmente sostenitori di Yanukovyč — si schierarono con Kyiv all’arrivo dei cosiddetti “separatisti” russi?
E perché lo stesso Akhmetov, in un appello televisivo ai cittadini del Donbas, affermò: «Chi conosce questi nuovi arrivati? Che cosa hanno fatto per il Donbas, se non portare caos e distruzione?», arrivando a indire uno sciopero generale nelle sue miniere e acciaierie contro i separatisti?
16) Perché a Mariupol gruppi di residenti locali si organizzarono spontaneamente per controllare strade e sicurezza e respingere i nuovi arrivati separatisti?
17) Perché i bombardamenti contro aree civili con sistemi Grad iniziarono solo dopo l’arrivo di colonne militari provenienti dalla Russia?
18) Perché esistono database indipendenti che documentano l’afflusso di migliaia di armi pesanti russe nel Donbas?
19) Perché esistono prove consolidate della presenza di migliaia di combattenti e unità militari russe nel Donbas nel periodo 2014–2015?
20) Perché i crimini più gravi contro i civili — come il bombardamento del mercato di Mariupol e l’abbattimento del volo MH17 — sono stati attribuiti con prove solide alle forze russe e filorusse?
21) Perché nel 2014 la maggioranza dei profughi del Donbas fuggì verso territori controllati dall’Ucraina, e non verso la Russia?
22) Perché, dopo il 2022, centinaia di migliaia di civili da Mariupol e dai territori occupati sono fuggiti in Ucraina o in Europa, e non in Russia?
23) Perché, secondo fonti russe, oggi a Mariupol solo circa il 30% della popolazione è costituito da residenti originari, mentre il resto è composto da nuovi arrivati dalla Russia?
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