La spesa pubblica è componente fondamentale del Pil. Un euro di spesa è un euro di Pil. I soldi poi ricevuti dai cittadini vengono in parte spesi e perciò un euro di spesa diventa poi almeno un euro e mezzo di Pil. Al contrario la riduzione della pressione fiscale non determina un aumento diretto del Pil. Un euro di riduzione di tasse porterà a nuovi consumi, ma data la propensione al risparmio delle persone (molto alta in momenti di crisi dove si ha paura di spendere), non si tradurrà mai in un euro di Pil.
Ergo dovreste applaudire di più quando aumentano la spesa pubblica! E solo aumentando la spesa pubblica in deficit è possibile generale Pil. La riduzione della pressione fiscale ottenuta tagliando la spesa, visto quanto vi ho spiegato, è addirittura ulteriormente recessiva.
Da ripetere e soprattutto capire:
1. la moneta si crea dal nulla, la quantità disponibile è solo una scelta politica;
2. le tasse non pagano la spesa pubblica, casomai è la spesa pubblica che distribuisce il denaro creato dal nulla con cui poi si pagheranno le tasse.
@darkwsideofthem Rita, non ti conosco dal vivo ma vederti nelle foto è davvero fuoco. Bionda con occhi scuri, i capelli ricci, il fare sensuale, le pose che fai tu rendono sinuosa. Se a ciò unisci un cuore sensibile, devi essere una dolce gnocca! 😘
Meloni si dice dispiaciuta di non essere riuscita a stare sotto il 3% di deficit.
Una percentuale inventata A CAZZO DI CANE (ipse dixit) da un economista francese chiamato Guy Abeille e spacciata come il verbo divino nel fottutissimo trattato di Maastricht.
Basta servi dell'UE!
Ci sono persone che incarnano lo spirito di un popolo. E Putin incarna lo spirito del suo popolo. Lo ha salvato dalla disintegrazione, dopo la fine dell’ Unione Sovietica e lo ha riproposto tra le grandi potenze del mondo. Ma non vuole conquistare il mondo, vuole solo difendere lo spazio del suo mondo ed essere in pace con il resto del mondo. Putin non ha aggredito l’Ucraina: il suo obbiettivo era la difesa dei russi nel Donbass. Siamo noi, imbecilli europei, che ora vogliamo la guerra contro i russi. E non riusciamo a bloccare questa follia
JD Vance ha detto la cosa più onesta che un dirigente americano abbia pronunciato da anni: il colpo in Venezuela serve a mettere le mani sulle risorse energetiche del Paese e a consolidare il predominio statunitense. Non “democrazia”. Non “diritti”. Non “il popolo venezuelano”. Petrolio e egemonia. Fine della commedia.
È sempre la stessa sceneggiata. Prima si srotola il tappeto rosso delle parole nobili: dittatore, narcotraffico, oppressi da liberare, valori liberaldemocratici da esportare. Poi, a operazione conclusa, arriva il funzionario e spiega che ora “controlliamo le risorse” e che Caracas potrà vendere il greggio solo se serve gli interessi di Washington. Gli adulti fanno finta di stupirsi. Non dovrebbero. Hanno già visto questo film.
Iraq: armi di distruzione di massa, poi le compagnie petrolifere. Libia: “responsibility to protect”, poi il disfacimento e i contratti. Afghanistan: diritti delle donne e lotta al terrorismo, poi vent’anni di occupazione e un ritiro che ha lasciato il Paese a pezzi. Ogni volta il governo chiama in causa il meglio dell’umanità — la compassione, la libertà, la giustizia — per compiere il peggio: saccheggio, umiliazione, controllo. Ogni volta una parte del pubblico, quella che si crede istruita, ci casca. Ogni volta, a guerra finita o a regime sostituito, si scopre che i discorsi altisonanti erano solo il rivestimento di un calcolo di potenza.
Vance, che un tempo si presentava come scettico delle “avventure” lontane, ora celebra l’operazione perché non è costata vite americane e perché consegna agli Stati Uniti una delle più grandi riserve energetiche del pianeta. La morale è cristallina: se il bottino è grosso e i morti sono degli altri, allora l’imperialismo diventa “politica estera intelligente”. Il resto è propaganda per i giornalisti e per chi ha bisogno di sentirsi dalla parte giusta.
Non è credulità ingenua. È una forma di lusso morale. Credere che le grandi potenze facciano le guerre per altruismo permette di non guardare in faccia il meccanismo. Permette di ripetere, dopo ogni massacro e ogni occupazione, la stessa frase: “questa volta è diverso”. Non è diverso. È identico. Ci si appella al meglio per giustificare il peggio, si intasca il petrolio, si rafforza il dominio, e si passa alla prossima “crisi umanitaria”.
Chi continua a credere alla favola non è un bambino. È un adulto che ha deciso di non imparare. Perché imparare obbligherebbe a chiamare le cose con il loro nome: rapina, sudditanza, imperialismo. E quello, a quanto pare, è ancora troppo scomodo.
Se ne usciremo vivi, un domani dovremo pensare a qualcosa per neutralizzare la nefasta influenza di politici e giornalisti.
Non sto parlando di ritorsioni, perché non sono vendicativo, bensì di autotutela, per impedire che possano riorganizzarsi e reiterare i medesimi delitti...
Zone rosse, libertà di spostamento cancellata.
"Eh, ma c'era l'emergenzah sanitariah della pandemiah!"
Ora lo capite che la salute non è mai c'entrata un cazzo? Ora capite cosa significa "addestramento all'obbedienza"?
Capite cosa significa "demolizione dello Stato di Diritto"?
- Giuseppe Salamone
#Zelensky non solo è un corrotto, un bugiardo e un terrorista, ma è anche un criminale che, pur di rimanere al potere, è disposto a decimare il suo popolo fino all'ultimo ucraino.
È stomachevole il silenzio della stampa di regime e della politica su questa vicenda e dimostra ancora una volta quanto siano miserabili, cinici e guerrafondai.
Il primo ministro polacco Donald Tusk, non di certo un personaggio vicino al Cremlino (anzi, uno dei più russofobi d'Europa), ha detto che, secondo quanto riferitogli addirittura da Kiev, le perdite ucraine tra morti e feriti hanno raggiunto quota 27.000 al mese. E lo ha detto durante una sessione parlamentare, mica al bar.
È una cifra altissima, anche se credo sia decisamente sottostimata. Quel criminale di Zelensky, a inizio 2026, parlava di 55.000 perdite totali nelle fila ucraine. Ovviamente mentendo.
A ogni modo, Tusk non è stato smentito da Kiev e le sue affermazioni sono state censurate nel "buono e democratico Occidente". I conti di Tusk tornano, visto che qualche mesetto fa Budanov, capo dell'Ufficio di Zelensky, diceva che servivano almeno 30.000 nuove reclute al mese.
Un'ultima cosa, a chi parla di resistenza ucraina: la vera resistenza in Ucraina oggi è quella parte di gente che si oppone ai reclutatori.
Quella è la vera resistenza!
@Stefanutti8@anterelli@stregadentro Io parlo di media della popolazione Italiana in relazione al potere d'acquisto che la Nazione offriva allora, poi che ci fossero casi come quello dei tuoi genitori, il ché mi spiace molto, è vero.
L’utilità del parlamento e delle regioni è quella di mantenere un numero imprecisato di parassiti che ricevono ordini dalla UE e le scaricano sui cittadini senza farsi domande altrimenti non vengono rieletti.
Abolire parlamento e regioni, attuare una politica di sole province che decidano in autonomia.
@RiccardoVena Ok, concordo col principio di fondo ma a livello concreto cosa puoi fare? Se scendi in piazza non riaprono automaticamente gli Stretti di Hormuz e Bab-El Mandeb. Cosa facciamo, prendiamo tutti un aereo e andiamo a riaprire gli Stretti?!
@stregadentro@anterelli Non solo. Noi (dai 40 anni in giù) viviamo da decenni con un costo della vita è sempre andato aumentando e (da 30 anni almeno) a fronte di salari mai aumentati. Mettiamoci poi i ripetuti shock economici globali che soprattutto degli ultimi 6 anni. Ma di cosa stiamo parlando???!!!
@anterelli@stregadentro I nostri genitori hanno vissuto sacrifici e rinunce enormi, è vero. Ma ebbero un potere d'acquisto ed un'economia Interna che tra gli anni '70-'90 permetteva di vivere vite coi fiocchi. Un 30enne e 20enne medio, oggi, debbono stare attenti anche a spendere un'euro fuori budget.