Il telefono ha continuato a squillare fino alla fine, nella storica sede di Exodus al Parco Lambro di Milano, sotto le grandi travi di legno intrecciate sul soffitto. Lì, nel luogo che per decenni è stato una delle frontiere del disagio giovanile italiano, don Antonio Mazzi s'è spento poco fa all'età di 97 anni, circondato dalla sua grande famiglia. Non ci arrivavano quasi più i ragazzi dell'eroina, quelli che negli anni Ottanta la dipendenza e la strada consumavano nell'impotenza generale e che - solo, insieme agli altri “preti di frontiera” che in quegli anni sceglievano la prima linea delle periferie umane e geografiche del nostro Paese - il sacerdote veronese raccoglieva e provava a salvare. A chiedere aiuto per figli fragili come cristalli, scavati dal disagio mentale, dall'anoressia, dal male di vivere, dalle dipendenze da azzardo e social network, c'erano i banchieri, i politici, le madri disperate, le famiglie smarrite. Lui, il don, li ascoltava tutti dalla sua grande scrivania e continuava a fare ciò che aveva fatto per tutta la vita: incontrare le persone prima ancora che i loro problemi.
Continua a leggere il racconto curato dalla nostra Viviana Daloiso
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Seguo con apprensione il perdurare e l’inasprirsi della violenza in #TerraSanta, di cui ultimamente sono state vittime anche molti civili, in #Cisgiordania e a #Gaza. Rivolgo un accorato appello affinché si torni a negoziare un’equa soluzione politica, fondata sulla pari dignità e gli uguali diritti di ogni persona umana, e a rigettare nuove azioni militari e decisioni unilaterali, in particolare quelle che violano il rispetto e lo status quo dei luoghi santi di ogni fede religiosa.
Ben ancorati alla Parola di Gesù, leggendo il Vangelo ogni giorno, non smettete mai di sognare una terra dove ci siano pace e fratellanza, di guardare al mondo con meraviglia, di affrontare il futuro con la luce della speranza. Non lasciate che nulla e nessuno vi rubi la speranza!
Non sono le armi atomiche che generano la #pace, ma il disarmo. Tale verità, che sembrava acclarata nei decenni scorsi, durante i quali abbiamo assistito ad una de-escalation nucleare, è stata offuscata da una corsa agli armamenti che oggi spaventa e atterrisce.
Tornano purtroppo a soffiare i venti della guerra in Medio Oriente, in Ucraina e in numerose altre parti del mondo, seminando violenza, terrore e morte e colpendo, ancora una volta, tanti innocenti. Non lasciamo che questi venti spengano la fiammella della speranza e della pace, anche quando essa sembra fragile e vacillante.
Rinnovo il mio auspicio affinché si percorra con perseveranza la via del dialogo, dell’incontro e della diplomazia, unico cammino capace di condurre a una pace giusta e duratura, nella quale i popoli possano vivere riconciliati, nella sicurezza reciproca e nel rispetto della dignità di ogni persona.
365 volte ritorna nella Bibbia l'esortazione di Dio: non temere, non avere paura.
365 volte, una al giorno, il buongiorno di Dio ad ogni risveglio: non temere!
Ermes Ronchi
#29giugno#ErmesRonchi
Nessuno è un nemico.
Chiunque incontriamo
è un possibile amico.
Fare il primo passo
per diventare amico di un altro aiuta a creare una comunità di persone
che si vogliono bene e possono creare insieme
un piccolo regno di Dio,
che può aiutare il mondo intero
a diventare di Dio.
Sono venuto a ringraziarvi, fratelli di Lampedusa, per la prossimità che molti hanno scelto di esercitare. Tra voi è l'amore a essersi organizzato, quell'amore di cui la compassione, che vede il fratello in mare, è come il primo fremito. Saluto le persone migranti.
– Leone XIV
"Non c'è bisogno di essere eroi, basterebbe ritrovare il coraggio di aver paura, il coraggio di fare delle scelte, di denunciare".
Il #4luglio 1958 nasceva don Giuseppe Diana, ucciso dalla camorra.
#peppediana#giuseppediana#camorra#NatiOggi
L’esigenza di una maggiore collaborazione tra i cristiani di fronte alle sfide odierne, quali la pace, il buon uso delle nuove tecnologie, la cura del creato, scaturisce dallo stesso Vangelo di Gesù Cristo: infatti la responsabilità nei confronti della vita e della dignità di ogni essere umano, a partire dai più piccoli e bisognosi, è il criterio che decide del nostro destino presente ed eterno (Mt 25,31-46). #UnitàdeiCristiani
"Basta con parole di odio, basta con gli insulti, con il bullismo, basta con tutte quelle cose che fanno guerra fra le persone, fra le comunità, fra i Paesi.
Dobbiamo imparare tutti a essere costruttori di pace e promotori di riconciliazione."
Papa Leone XIV
Questa roba dei processi mediatici in tv è totalmente sfuggita di mano.Due donne abusano di farmaci per pressione insostenibile. Anime belle di colleghi che con la scusa " io faccio il giornalista" hanno trasformato i talk show in aule di tribunale. No, non cambierete mai.
«Dinanzi a un fatto così grave non possiamo limitarci allo sdegno. Come popolo di Dio siamo chiamati anzitutto alla preghiera e alla riparazione». È quanto afferma il cardinale Baldo Reina, nella lettera diffusa dopo il furto del tabernacolo nella cappella dell’Aurelia Hospital
Ogni società veramente giusta si fonda sul riconoscimento della dignità inviolabile della persona umana. Tale dignità precede ogni concessione dello Stato e non può essere subordinata a consensi sociali mutevoli. Essa appartiene a ogni essere umano per il fatto stesso di esistere, e per questo deve orientare ogni ordinamento giuridico positivo. Quando questa convinzione rimane viva, il diritto diventa tutela di tutti e garanzia contro l’imposizione di interessi e programmi particolari. #ViaggioApostolico
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Nell’Eucaristia si mostra visibilmente che noi siamo la Chiesa di Cristo, siamo le sue membra, il suo corpo. Siamo fratelli e sorelle in Lui. E in Cristo, pur essendo molti e differenti, siamo una cosa sola: “In Illo uno unum”. #CorpusDomini#MagnificaHumanitas
Il progresso tecnico, in sé prezioso, chiede un discernimento sulla visione antropologica che lo guida e sui fini che persegue. Se lo sviluppo tecnologico procede senza un’adeguata maturazione etica e sociale, può accadere che aumentino i mezzi senza che cresca in pari misura l’umanità: si “ha di più” ma non si “è di più”, e la persona rischia di essere valutata soprattutto in base alle prestazioni che garantisce. #MagnificaHumanitas
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