Ignoranza, disinteresse e superficialità al voto sono i miei mulini!
Lotto estenuamente ogni giorno sperando di elevare dalla mediocrità i miei concittadini!
Incredibile. Quello che sta accadendo è semplicemente incredibile.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha scritto al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per chiedergli di verificare se gli abbia mentito.
Testuale, dalla nota del Quirinale: “Acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare” la “supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza”.
Una cosa che nella storia della Repubblica si conta sulle dita di una mano.
Il Capo dello Stato che chiede al proprio Guardasigilli: scusa, mi hai fatto firmare una bugia?
La domanda di clemenza è quella di Nicole Minetti. Quella del Ruby bis. Quella delle cene eleganti. Quella condannata in via definitiva a 3 anni e 11 mesi per favoreggiamento della prostituzione e peculato.
E la storia raccontata al Quirinale per ottenere la grazia, firmata il 18 febbraio 2026, era una storia perfetta: un bambino gravemente malato, abbandonato alla nascita in Uruguay, costretto a continui viaggi all’estero per cure salvavita, bisognoso di Minetti come unica figura di riferimento.
Storia commovente, ma falsa.
Perché quel bambino, scrive il Fatto Quotidiano carte alla mano, abbandonato non era mai stato.
Aveva due genitori biologici, vivi, con nomi e cognomi. Talmente vivi che Minetti e il suo compagno Giuseppe Cipriani li hanno trascinati in tribunale per togliergli la patria potestà, ottenendola il 15 febbraio 2023.
La madre biologica oggi risulta scomparsa.
L’avvocata che assisteva i genitori biologici è morta carbonizzata in casa con il marito, anche lui avvocato.
Questo è il dossier che ha portato il Presidente della Repubblica a essere costretto, oggi, a scrivere al proprio ministro per sapere se gli hanno mentito.
Una vergogna istituzionale di proporzioni mai viste.
E adesso aspettiamo la dichiarazione di Nordio.
Quella in cui ci spiegherà che lui non sapeva, che si è fidato della Procura, che la Procura si è fidata dei carabinieri, che i carabinieri si sono fidati dei documenti, che i documenti li ha portati l’avvocato. La catena del “non è colpa mia” è già pronta a partire.
Solo che stavolta in fondo alla catena c’è la firma del Capo dello Stato.
E quando trascini Sergio Mattarella dentro una porcheria del genere, quando lo costringi a scrivere al tuo ministero per chiedere se gli hai mentito, hai già smesso di essere ministro.
Le dimissioni di Carlo Nordio, a questo punto, sono il minimo sindacale.
Tutto il resto è un’offesa al Paese.
Dopo giorni difficili per il Governo arriva un riconoscimento per Meloni: è quello di Rutte della Nato per aver superato in un solo anno il 2% del Pil sulle spese militari e in difesa. Ben 45 miliardi, con aumenti di 12 miliardi in un anno. E ora si corre verso il 5% firmato da Meloni su spinta di Trump.
Intanto famiglie e imprese continuano ad aspettare da 4 anni di potersi complimentare nello stesso modo col Governo: al momento è durissima fra record di pressione fiscale, crollo della produzione industriale, liste d'attesa, boom di cassa integrazione e rincari. Datevi da fare!
Il partito di Meloni, indirizzato dal fido Fazzolari, esulta trionfalmente e denigra chi ha fatto la battaglia per il referendum per rivendicare più diritti ai lavoratori. Meritano una risposta: la migliore l’ha scritta proprio Giorgia Meloni, nel 2016.
Sono trent’anni che bramavi il potere e una volta che l’hai ottenuto, anche sull’istituto referendario, tra trucchi e inviti dei tuoi sodali ad andare al mare, ti sei smentita, con scarsa dignità. Prendere in giro milioni di italiani non è comportamento consono a un Presidente del Consiglio. Neppure cambiare idea su tutto. Ma proprio tutto: dalle trivelle in giù.
Come sei cambiata Giorgia!
🇺🇦 Giorgia Meloni sostiene di non «aver mai usato la parola “vittoria” rispetto alla guerra in Ucraina». In questo video abbiamo raccolto un po’ di volte in cui invece lo ha fatto.
Oggi a Londra i leader europei si sono riuniti sull'Ucraina. Si parla ancora di armi su armi. Missili e miliardi da Londra per l'Ucraina; la Presidente Von der Leyen - sostenuta da Meloni e centrosinistra europeo - che ormai affida lo sviluppo europeo a un massiccio piano di investimenti militari; l'accenno a un piano di pace di Gran Bretagna e Francia per l'Ucraina. E Meloni? Di fatto, non pervenuta. Attende istruzioni da Washington: prima del vertice ha provato a telefonare a Trump ma le istruzioni non sono ancora chiare, ha anticipato che volerà presto a Washington per farsi spiegare meglio. Nel frattempo spara il primo pensiero che le passa per la testa, anche il più balzano, come l’applicazione dell’art. 5 per l’Ucraina senza ingresso nella Nato. Il che significherebbe esonerare l’Ucraina dagli obblighi dell’Alleanza ma riconoscerle il diritto di portarci in guerra. Piuttosto venga subito in Parlamento a spiegare la posizione che porterà al Consiglio europeo del 6 marzo dopo essersi impegnata finora solo per aumentare a dismisura le spese militari.
Abbiamo diritto di discutere e sapere, senza giochi di prestigio e prese in giro, dopo anni di fallimenti. Se l'Europa, con l'Italia in testa, si fosse mossa da subito per negoziati di pace, come chiedevamo anni fa, oggi saremmo protagonisti, avremmo accordi più vantaggiosi per l'Ucraina, avremmo evitato morti e distruzione, spese in armi e danni economici per il nostro Paese, che paghiamo salatamente anche in bolletta con famiglie e imprese sul lastrico.
La Premier ci ha detto come un disco rotto che dovevamo mandare armi su armi e che “scommetteva” sulla vittoria contro la Russia. Solo un mese e mezzo fa sosteneva che la Russia si era "impantanata". Purtroppo la “scommessa” è persa. Ma non la sta pagando lei. Lei, di fronte al fallimento di questa strategia, gioca ora a nascondino. Venga in Aula a chiedere scusa agli italiani, a spiegare se esiste una posizione unitaria nel suo Governo - visti gli stracci che volano in maggioranza - e venga a dirci come intende rimediare ai fallimenti. Senza aspettare istruzioni da Washington!
Andava assolutamente evitato lo scontro che è avvenuto alla Casa Bianca a favore di telecamere: rischia di avvantaggiare Putin, nel complesso negoziato che è stato avviato. Questo negoziato deve essere affrontato e portato avanti tutelando duramente ed efficacemente le ragioni dell’Ucraina, che rimane il Paese aggredito. Anche per questo occorreva un'Europa forte e in prima linea per i negoziati di pace e non un'Europa subalterna a Washington, che ha inseguito in questi anni la folle strategia dell'escalation militare e delle armi a oltranza. Una strategia fallimentare che ora condanna l'Europa e l'Italia a una totale irrilevanza davanti a questi sviluppi. Con un’aggravante per il nostro Paese: di Meloni si sono perse proprio le tracce.
@ilCoperchio Negativo perché è tutto più caro e non ho visto alcun intervento per salvare chi pur avendo un lavoro non riesce più a sopravvivere. ma non solo.. Ci sarebbe da scriverci un libro per argomentare
Il sottosegretario Delmastro, quello che giocava con i documenti riservati col coinquilino Donzelli, è stato condannato in primo grado per rivelazione di segreto d’ufficio. Ha già annunciato che non si dimetterà. Non avevamo dubbi. Purtroppo. Da Delmastro a Santanché si sentono ormai tutti intoccabili. La principale colpevole di questo grave andazzo è Meloni che chiedeva le dimissioni di tutti dall'opposizione e ha perso la coerenza da qualche parte a Colle Oppio. Poltrone piene di colla per i suoi amichetti, anche se l'amichetto è un condannato in primo grado al Ministero della giustizia per violazione dei doveri d’ufficio.
Calcinate (BG): Nuovo grave attacco al diritto di sciopero dei lavoratori di Italtrans (Colosso della logistica alimentare), da parte della polizia.
Ho la vaghissima sensazione che questa notizia verrà totalmente ignorata da tutti i Tg nazionali.
Benvenuti su TeleMeloni.
Mondo Convenienza, Italtrans, GLS:
le lotte nella logistica si moltiplicano, a Bergamo ennesimo attacco repressivo...
ancora forze dell'ordine al servizio dei padroni.
Assemblea nazionale il 26 febbraio
#SchiaviMai
https://t.co/UsjYHcE0VV
TUTTO PER UN BACIO IN TESTA. MELONI CHIEDA SCUSA
Dopo aver preso il bacio in testa da Biden, Meloni ha continuato per mesi e mesi a dirci che l’obiettivo era la vittoria sulla Russia, inviando armi a oltranza, mettendo in campo investimenti record in spese militari e facendo pagare le conseguenze economiche della guerra in Ucraina a cittadini e aziende, dai tagli ai costi alle stelle dell’energia e delle bollette.
Ora il telefono con Putin lo alza Trump, con aperture ai negoziati, l’Europa senza un ruolo e l’Italia come sempre muta. L’ultimo telefono che ha alzato Meloni è quello con i comici russi, per intenderci. Per 2 anni e mezzo abbiamo perso l’occasione di rendere l’Italia centrale e decisiva per una pace giusta: le carte le danno gli altri sulle nostre teste, i danni economici della strategia della guerra a oltranza sono tutti a nostro carico. Abbiamo una nuova Commissione europea appoggiata dal partito trasversale della guerra che ha voce solo per parlare di armi. Abbiamo una premier che appoggia questa Commissione e che sa alzare la voce solo per difendere il Governo dalle indagini, non certo per difendere gli italiani.
Meloni chieda scusa. Non solo a quelli che - come noi, altri politici o giornalisti - sono stati accusati di essere pericolosi putiniani per aver chiesto per anni negoziati di pace con Italia ed Europa protagoniste. Chieda scusa agli italiani, che pagano le conseguenze di una strategia fallimentare in Ucraina. Tutto per un bacio in testa.
TV e media in massa a #Roccaraso per raccontare l' "invasione" dei napoletani. Nessuna telecamera è corsa quando Patrizio Spasiano è morto a 19 anni sul lavoro. Faceva un tirocinio a 500€ al mese. Nessuna istituzione si è affrettata. Muori sul lavoro? Sei un cittadino di serie B