Difendere una persona nel processo significa garantire il suo diritto ad essere giudicato secondo legge (e non secondo l'arbitrio). Non significa identificarsi con le azioni del proprio assistito. Difendiamo la PERSONA non il REATO. @Movforense@AVVOCATI_PER#avvocati
@Marcovix0471@boni_castellane Difendere una persona nel processo significa garantire il suo diritto ad essere giudicato secondo legge (e non secondo l'arbitrio). Non significa identificarsi con le azioni del proprio assistito. Difendiamo la PERSONA non il REATO. @Movforense@AVVOCATI_PER#avvocati
@Cartabellotta@GiorgiaMeloni No guardi, è il contrario. È la pretesa di mettere un marchio agli avversari politici, per escluderli dalla vita culturale adesso (e poi? Da quella lavorativa ed economica?) ad essere non in linea con i più basilari concetti di democrazia e diritti fondamentali.
@ClaudioCenta1 E se giustamente "nessuno tocchi Caino", chi si occuperà di Abele se lo Stato non provvede?
Solo la fede ed i valori di una religione che predica amore verso il prossimo, pur senza rinunziare alla disciplina, credo possa darci speranza.
La Chiesa sia una guida.
@ClaudioCenta1 Questo disequilibrio purtroppo mina quello che i giusnaturalisti chiamarono "patto sociale". Perché un cittadino dovrebbe rinunciare a farsi giustizia da sé (es. Vendetta), se poi lo Stato non adempie al suo ruolo di amministratore di giustizia (giusto processo e sanzione)?⬇️
@ClaudioBorghi Ciò premesso, mi permetto di porre attenzione su tre aspetti:
1) gli abusi
2) che non diventi più conveniente separarsi che tenere unita la famiglia
3) l'equità che esige vengano sostenute tutte le famiglie con figli, quelle separate e quelle unite.
W la #famiglia # W i #figli
@Enrico26659481@ClaudioBorghi No guardi, non è una questione mogli c/ mariti. La casa viene "assegnata" al genitore presso il quale sono collocati i figli. La casa dei figli va mantenuta da entrambi. Giusto quindi questo sostegno, che va visto come contributo al patrimonio della famiglia "separata" (segue)
Senza entrare nel merito, rilevo che il caso della #famigliadelbosco sta evidenziando tutte le criticità del processo minorile, esattamente per come denunciate (disperatamente) dagli #avvocati.
Vi rendete conto di che cos'altro continua a subire questa famiglia? 👇
Famiglia nel Bosco, questi vogliono portarli via. Perizia choc: “Genitori inadatti”
https://t.co/EaDRCRrSZk
Il caso della #famigliadelbosco sta facendo emergere le criticità strutturali e procedurali che gli #avvocati denunciano da decenni. E che, riforma dopo riforma, NON vengono risolte.
I tempi della giustizia, inadeguati e lesivi per le esigenze dei minori, ad esempio.
La Corte d’Appello minorile dell’Aquila si prende due mesi per valutare i ricorsi dei Trevallion, oggi attesi alla Camera.
dI @FdQd https://t.co/LNCvIRsc7o
@boni_castellane@22Uboot Se i servizi sociali si muovono dentro un giudizio minorile, come in questo caso, il controllo è dato (rectius, dovrebbe essere dato) dal GIUDICE, nei vari gradi di giudizio. Il punto è che il processo minorile è in disequilibrio, e necessita di urgente revisione strutturale.
@ParcodiGiacomo Con #charliegard si è stabilito il principio che lo Stato in ultima istanza decide chi vive e chi muore.
E decide chi muore anche contro la volontà della persona stessa o dei suoi rappresentanti legali.
@michele_geraci Dissento. Questo referendum serve a SEPARARE le carriere di PM e GIUDICI, per completare la separazione delle loro FUNZIONI nel processo penale attuata nel 1989. Senza equidistanza tra accusa e difesa, e senza un giudice terzo, quello penale resta un NON PROCESSO.
#VOTA_SI
@GfveGianfra@Quirinale@Palazzo_Chigi@minGiustizia Vero che le persone non sono di proprietà di nessuno. Ma è anche vero che il legame di #APPARTENENZA che lega #figli e genitori (e si chiama FAMIGLIA) è riconosciuto e tutelato dalla Costituzione.
In tal senso figli e genitori si APPARTENGONO.
Michela Vittoria #Brambilla ha presentato una proposta di legge sull'allontanamento dei minori dal nucleo familiare che prevede, tra l'altro, l'istituzione di un "collegio tecnico multidisciplinare", coordinato da una figura nuova, l'esperto delle relazioni familiari fragili, che affianchi fin dall'inizio il magistrato chiamato a prendere, in un senso o nell'altro, una decisione tanto delicata.
L'obiettivo, come si legge nell'articolo, è "ridurre la possibilità di errori, evitare che le conclusioni del giudice si fondino esclusivamente sulla relazione dei servizi sociali, creare un 'ponte' tra la famiglia e i soggetti istituzionalmente preposti alla tutela".
Per approfondire: https://t.co/TqaKAA4Twl
#12marzo #famiglianelbosco
@agostinomela Ci sarebbero altre molteplici vie. Ad esempio educare le persone, sin dall'infanzia, a riconoscere e gestire le emozioni, tra le quali la rabbia. Per gli adulti, bisogna promuovere centri di gestione ed aiuto della rabbia e violenza per carnefici e vittime. Altra via non c'è.