Per la seconda volta, in pochi giorni, uso la parola miracolo. E lo so: può suonare eccessivo. Ma non credo che ci siano altri modi per definire Boris, di cui ho parlato anche su Sky TG24 Insider, e Lo chiamavano Jeeg Robot, il film di Gabriele Mainetti uscito al cinema dieci anni fa, nel 2016.
Dico che Lo chiamavano Jeeg Robot è un miracolo perché nessuno, all'inizio, ci voleva credere. A parte il regista, Mainetti, e i due sceneggiatori, Nicola Guaglianone e Menotti. Per girarlo, Mainetti ha dovuto mettersi in gioco in prima persona: con la sua società, la Goon Films, e investendo i suoi soldi. Una cosa che non si fa mai. Successivamente sono arrivate Rai Cinema e Lucky Red, che poi lo ha distribuito al cinema. Ma sulla carta Lo chiamavano Jeeg Robot era un progetto alieno per il nostro cinema. Una storia di supereroi non basata sui fumetti, intrisa sia della visione che della cultura di anime e manga e profondamente radicata nel territorio romano.
Il protagonista non è un eroe. È un ladro. Il suo rivale è un piccolo criminale che cerca un modo per sfuggire alla camorra. Tutto cambia quando fa la sua comparsa una ragazza: delicata, fragile, mai appiattita o banalizzata; la vera fonte di ispirazione per il protagonista. Gli attori di Lo chiamavano Jeeg Robot - Claudio Santamaria, Luca Marinelli e Ilenia Pastorelli - si sono dati completamente al progetto. E sono uno dei motivi del suo successo. Un successo che, dieci anni fa, sembrava essere l'inizio di qualcos'altro: di un vero e proprio movimento cinematografico capace di scuotere le fondamenta del sistema italiano.
Come sappiamo, non è andata così. Però qualcosa è rimasto. Innanzitutto è rimasta una consapevolezza diversa per quanto riguarda l'effettistica. E poi c'è stato un cambiamento nel pubblico. O almeno in una fetta di pubblico che non aspettava altro che un film del genere. Costato un milione e settecentomila euro, Lo chiamavano Jeeg Robot ha incassato circa cinque milioni e ha vinto sette David di Donatello. Sì, lo ripeto: Lo chiamavano Jeeg Robot è stato un miracolo per il nostro cinema. Se volete rivederlo sul grande schermo, vi consiglio di approfittarne: è di nuovo in sala con Lucky Red.
Il Museo Egizio di Torino ha dedicato la sala storica di Deir El Medina (sala n. 6) al giovane ricercatore italiano #GiulioRegeni, barbaramente ucciso al Cairo nel 2016. La sala ospita oltre 245 reperti legati alla vita degli artigiani e al primo sciopero documentato della storia
They’d NEVER get Americans to enlist for WW3…
Unless they:
- Made owning a house impossible.
- Made everyone lose their jobs to AI.
- Made groceries unaffordable.
And then made the military the only real way to provide for a family.
Oh wait…
The antidote for brain rot is books.
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Il mio boomer complaint: voglio parlare con un maledettissimo essere umano quando cerco assistenza, non con le vostre inutili AI che 9 volte su 10 non capiscono un cazzoOOO preferisco un centralinista scorbutico che mi manda a fanculo giuro
AI eliminates shared culture.
If you can generate what you want, why read somebody else's book or listen to somebody else's song?
Technocapitalists are manufacturing alienation, and selling you back your own isolation.
Famously, human learning takes *very little* energy. A toddler learns thousands of words and an entire grammar while eating nothing but raspberries, before learning to read. An LLM needs a nuclear reactor and the entire internet as a training corpus.