"La storia insegna che quando i popoli barattano la propria libertà in cambio di promesse di ordine e tutela,gli avvenimenti prendono sempre una piega tragica e distruttiva!"
Pres. Mattarella #25aprile#Liberazione
@pinapic ahahhahahahha un’altra che è ingrassata con il @pdnetwork e soprattutto grazie agli elettori, che se fá er partitello suo. miserabili saltimbanchi egoisti
Appello ai giornalisti: quando un/una presunto onorevole tira fuori quella domanda patetica che sfiora Totò, Gassman e il Marchese del Grillo, potreste rispondere per una volta "stocazzo"? Possibilmente a favore di camera. Assurgereste alla gloria eterna. Grazie.
“Erano governi di coalizione e ci siamo sempre stati dentro anche noi, che governiamo questo Paese dal 1994, salvo rare parentesi, e abbiamo esclusivamente lavorato per proteggere Mediaset. Ma siccome disprezziamo i nostri elettori, continuiamo a sparare palle protetti dalle nostre tv”.
Filistin bayrağı açan Lamine Yamal tüm İsrail’de protesto ediliyor, formaları yırtılıyor.
O halde biz de Yamal’a çok büyük destek verelim!
Yamal’ı sevenler bu tweeti beğensin ve paylaşsın 🇵🇸
Nelle aule del Tribunale di Crotone è in corso il "processo Cutro". 94 vittime accertate del naufragio, 6 imputati. Non lo sapevate? Comprensibile, non ne parla nessuno. Vige il divieto di riprese video e audio. E a quanto pare anche di avere notizie.
@FrankCatania@CucchiRiccardo vittimismo un tanto al chilo…i protocolli dei savi non esistono, ció non vuol dire che non è in atto una strategia di distruzione e annientamento da parte dei tuoi idoli. feccia
@FrankCatania@dariodalb10@CucchiRiccardo eh niente… fare schifo al livello pro riuscito. la zona di guerra creata ad hoc. la vergogna si vergogna di essere una tua emozione.
#GianniCuperlo: “Insomma, ragionando di questo tema, la remigrazione, la domanda che credo dobbiamo farci è ma tutte le idee hanno diritto ad uno spazio, un palco, una piazza? L'anno scorso c'è stato il primo Remigration Day e il ministro dell'interno attuale, Matteo Piantidosi, disse che la democrazia non deve temere nessuna idea, anche se sono idee a volte molto forti, controverse e discutibili, usò queste tre categorie, questi tre termini. Ora, nella mia città, che è anche la città di Giovanna Botteri, il 18 settembre del 1938 fu montato un palco sotto il municipio di Piazza dell'Unità d'Italia a Trieste e Benito Mussolini proclamò le leggi razziali. Che cosa erano le leggi razziali? Erano delle idee molto forti, controverse, discutibili? No, era un provvedimento, erano delle idee che violavano il principio fondamentale dell'uguaglianza tra gli uomini e le donne, tra le persone e calpestavano i valori della dignità umana. La remigrazione, per come viene concepita da una parte importante della destra in Europa, anche in Italia, va in questa direzione.”
#inaltreparole #immigrazione
Assolto!
Per aver definito Matteo Salvini “Ministro della Mala Vita” sono stato trascinato in tribunale e oggi, dopo otto anni, sono stato finalmente assolto.
Questa assoluzione significa soprattutto una cosa: che la propaganda politica non può diventare uno strumento per mettere a tacere chi critica. Per anni Salvini ha giocato con parole e slogan, alimentando un clima ostile. “Gli toglieremo la scorta”, diceva riferendosi a me. E sapeva bene che, vivendo sotto protezione per le minacce dei clan, certe parole non sono mai neutre. Certe parole possono essere davvero pericolose, soprattutto se a pronunciarle è un Ministro della Repubblica.
E Ministro della Mala Vita non è un’espressione che ho inventato io, appartiene a Gaetano Salvemini, che la usò nel 1910 contro Giolitti per denunciare un modo di esercitare il potere fondato sulla paura, sul consenso facile, sull’uso della forza contro i più deboli. Ma soprattutto Salvemini lo usò per descrivere l’attitudine predatoria che Giolitti aveva nei confronti del sud Italia: sfruttato come bacino di voti e poi abbandonato.
“Ministro della Mala Vita” non era diffamazione allora e non lo è oggi. Era, ed è, una critica politica.
Mi sono dovuto difendere in questo processo per otto lunghi anni, mentre Salvini, chiamato a testimoniare, non si presentava in aula adducendo i più fantasiosi degli impedimenti. Ma questo processo sarebbe potuto durare anche cent’anni, una cosa è certa: per quanto aspra sia la critica, le parole non possono essere messe sotto accusa quando raccontano il potere.
Già il fatto che non tocchi gli extra profitti di Banche e Assicurazioni, ma tolga 6 milioni per la prevenzione del cancro al seno, basterebbe questo per mandare a casa questa donnetta contro le donne.
#11Aprile#Governo
L’anno scorso, dal profilo di Fratelli d’Italia, partivano lezioni (im)morali contro Gomorra descritta come un “esempio da evitare”.
Passa un anno, e leggiamo di vicende che riguardano Andrea Delmastro, di rapporti opachi che travolgono ambienti come quello dei riciclatori Caroccia, e di ombre che toccano Fratelli d’Italia in relazione al clan Senese.
A distanza di un anno è chiaro che le accuse a Gomorra erano solo l’ennesimo invito all’omertà. Valore fondante di questa nuova repubblica.
Angelucci è tornato in aula.
Non sapeva dove sedersi.
Il primo voto che ha fatto, dopo anni in cui non l'abbiamo visto neanche col binocolo, è stato guarda caso sull'accreditamento delle strutture sanitarie private.
I fatti suoi se li sa guardare, non ci sono dubbi.
Lo stavo aspettando.....Vieni avanti cretino
Causa cedimento strutturale crolla la paratoia e i campionati Italiani di Bob,Slittino e Skeleton
non si disputeranno.
Tutto bene idiota?
@matteosalvinimi
Diciassette dicembre 2024. A Biella, davanti a un notaio, sei persone costituiscono la “Le 5 Forchette”. Tra loro Delmastro e Miriam Caroccia, diciottenne figlia del prestanome condannato del clan Senese. Lo sappiamo, certo, ma c’è una novità: secondo la procura di Roma, è quel momento il punto d’innesco del reato: da quella data inizia il riciclaggio di capitali mafiosi.
L’avviso a comparire notificato a Miriam Caroccia non è un aggiornamento burocratico. È il salto di qualità che trasforma mesi di ipotesi in imputazione formale: la Bisteccheria d’Italia avrebbe permesso al clan di reinvestire capitali illeciti, rafforzare la propria posizione territoriale e sottrarre beni a misure ablatorie. Sporchi, scrivono i pm, erano i soldi con cui i Caroccia si sarebbero attribuiti fittiziamente il cinquanta per cento della società. Sporchi anche i capitali nella fase di avviamento.
Giorgia Meloni aveva detto “leggerezza”. Ogni giorno quella parola costa di più. Nel locale che la procura sospetta fosse un nodo di riciclaggio, i vertici del Dap erano stati fotografati a cena. Delmastro era ancora presente a fine gennaio 2026, mesi dopo aver ceduto le quote. E lui, in quel periodo, aveva la delega proprio al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, cioè al cuore del sistema carcerario: quello stesso sistema per cui nel febbraio 2025 era stato condannato in primo grado per rivelazione di segreto d’ufficio.
La commissione Antimafia, con voto unanime che include Fratelli d’Italia, ha approvato un ciclo di audizioni: procura di Roma, forze dell’ordine, Dap, scorta. E Delmastro stesso. “Leggerezza” attende ancora una definizione giuridica.
Buon martedì.
(il mio #buongiorno per @left_rivista)
https://t.co/9Z7fYVSgtM
@LKynes4
livello di comprensione del testo:
tavoletta del cesso.
se questi sono i risultati delle tue ore di studio…bah…lasciamo perdere…studio🤣 ad uno che retwitta bufalari cronici e je crede pure, che je voi dì😂