Una vetrina distrutta nel negozio di Louis Vuitton la chiamate "violenza"
Più di 20mila bambini morti li chiamate "una situazione complicata"
Ditelo ad alta voce e sputatevi in faccia.
Scusate, sapete per caso se il fascista che schiaffeggia gente a caso e spintona gli anziani è stato già identificato e portato in questura con la stessa celere solerzia con cui sono stati identificati e portati in questura i minorenni che hanno spaccato le vetrine a Milano?!
Tra i reati annunciati trionfalmente dalla Sgarbatella non ce n'è uno di nuovo. Tutti ci sono già. 😂E Mattarella ha cancellato il fermo preventivo, tipico delle dittature. Insomma figura di merda su tutta la linea. 🤡#MELONIVATTENE
Ascoltate lo sfogo di un poliziotto contro il Governo. Per giorni sentiamo la destra ciarlare di come loro sono "dalla parte della Polizia", ma sentite la realtà qual'è. Non fatevi manipolare. mandiamoli a casa.
condividete grazie
#milano#melonivattene#sciopero
Io non vi capisco,il governo ha cambiato il nome degli istituti tecnici, ha proibito i rave,ha vietato il velo a scuola e voi rompete il cazzo solo perché gli stipendi sono bassi,gli affitti sono alti,i tempi di attesa delle visite sono biblici,le scuole cadono a pezzi ?
Ingrati
Ogni volta che meloni vi chiede di condannare le violenze, voi ricordatele di quella volta in cui le è stato chiesto di condannare le devastazioni dei fascisti ai danni della CGIL e lei ha risposto che doveva prima verificare la matrice.
Un governo d’ indecenti truffatori che sta usando la tecnica della tensione per dividere il paese nel tentativo estremo di restare al potere usando la repressione. in 4 anni ha collezionato solo fallimenti inauditi e raccontato frottole senza alcuna vergogna
"perché li dovete prendere come gli animali, che dovete fare"
"Identificarli"
"chiedetegli i documenti in modo civile come fate con gli altri"
"Ieri sono stati civili?"
"Ma perché sono quelli di ieri?"
poliziotto andato in error 404 (chi é questa queen)
Dicono che la violenza alle manifestazioni é sbagliata e toglie attenzione da ciò che si chiede. E tuttavia da 7 giorni al sud manifestano pacificamente e non c'é nemmeno mezzo servizio al tg. Ci stanno dimostrando che serve la violenza per sentire le urla di dolore dei popoli.
SALVINI, IL TRAMONTO DI UN FENOMENO DA BARACCONE.
C’è un momento in cui anche il più arrogante dei venditori di fumo finisce per rimanere senza clienti.
Per Salvini quel momento sembra arrivato: anni passati a pontificare su tutto, distribuire colpe a destra e a manca, promettere miracoli e atteggiarsi a uomo forte.
Risultato? Un leader che rischia di non comandare più nemmeno a casa propria.
Ha costruito la sua carriera politica urlando contro il sistema, salvo poi dimostrare che il sistema più difficile da smontare era quello delle sue stesse contraddizioni.
Ha cavalcato ogni emergenza, trasformato ogni problema in uno slogan e ogni comparsata in una campagna elettorale permanente.
Ma quando gli slogan si scontrano con la realtà, il consenso non basta più a coprire il vuoto.
E adesso arriva la parte più umiliante: non sono gli avversari a metterlo in difficoltà, ma le crepe dentro casa sua.
Quelli che ieri lo applaudivano oggi fanno i conti con il suo peso politico, mentre la vecchia guardia gli presenta il conto di anni di gestione personalistica.
Il capolavoro di Salvini è aver confuso la Lega con sé stesso, i militanti con una claque e la leadership con il diritto divino di comandare. Ora scopre che un partito non è un giocattolo personale e che chi passa la vita a rottamare gli altri può finire rottamato dai propri.
Il personaggio che distribuiva patenti di italianità, impartiva lezioni a mezzo mondo e prometteva di cambiare tutto oggi deve fare i conti con la domanda più scomoda: quanto vale davvero, politicamente, senza la poltrona e senza il megafono?
Altro che Capitano. È il comandante di una nave che ha passato anni a promettere porti sicuri e ora scopre di aver consumato il carburante per fare propaganda in cerchio. L’equipaggio guarda le scialuppe, i passeggeri cercano l’uscita e lui, fedele al personaggio fino all’ultimo, continua a spiegare che il naufragio è colpa degli altri.
La politica, però, non è un reality e il consenso non è un abbonamento a vita.
E per chi ha costruito un’intera carriera urlando contro i traditori, c’è una lezione amarissima: quando anche i tuoi cominciano a voltarti le spalle, non puoi dare la colpa alla sinistra, ai giudici o ai giornalisti. Devi guardarti allo specchio. Sempre che, dopo tutti questi anni di propaganda, tu riesca ancora a riconoscerti.
@pottervato A Taranto abbiamo anche lo sciopero degli operai dell'ilva che hanno bloccato delle strade principali. Le pompe di benzina hanno i cartelli "carburante esaurito". Eh ma tutto ok, i tg non possono parlarne se no che figura ci fa il Governo?
“Let me die,” American photojournalist Heidi Levine repeats to journalists Jasper Nathaniel as they try to outrun masked Israeli settlers who attacked her on Friday while she covered the olive harvest in the West Bank village of Abu Falah, near Ramallah.
Around 80 settlers attacked Palestinian olive harvesters in the village, AP reported. The Palestinian Red Crescent said it treated six people injured in two attacks in Abu Falah.
Levine, a freelancer for the Washington Post, told the Committee to Protect Journalists that the settlers knocked her down and kicked her for at least 10 minutes, even after she identified herself as an American journalist. They stole her camera, phone and bag. She was eventually taken to a hospital in Ramallah.
"The IDF provided cover, with tear gas and machine guns, while the settlers beat" Levine "nearly to death," Nathaniel wrote, adding that soldiers then shot a Palestinian bystander and aimed their guns at and shoved paramedics trying to treat him. AP photos and circulating videos show Israeli soldiers standing over a wounded Palestinian man after they shot him.
Andrey X, an activist also at the scene, said a Palestinian man "saved our lives from the settler-terrorists who attacked the olive harvesters and journalists” armed only with a slingshot.
🚨🇦🇱 BREAKING: META SHUTS DOWN OR RESTRICTS DOZENS OF FACEBOOK AND INSTAGRAM ACCOUNTS SHARING FOOTAGE OF STUDENT PROTESTS IN ALBANIA
Dozens of social media accounts are reportedly being shut down or restricted on Facebook and Instagram as student protests continue in Tirana, raising concerns about freedom of expression and the ability to document events on the ground.