Una società che guarda i propri figli come un fastidio e gli animali domestici come surrogati affettivi su misura esprime un disagio culturale e psicologico totale.
Ne sono il manifesto perfetto le dichiarazioni della Murgia, che liquidava l'infanzia con un insulto e un cinismo provocatorio che è solo il sintomo di un’aridità emotiva profonda, dove l'incapacità di amare viene spacciata per emancipazione.
Dire che i bambini "rompono" significa aver smarrito l'istinto più elementare della nostra specie, rifiutando il futuro, la fragilità e il caos generativo della vita stessa.
Chi odia i bambini, in fondo, odia se stesso, la propria infanzia e inevitabilmente i propri genitori.
Perché un figlio richiede sacrificio, pazienza e la capacità di farsi da parte per far crescere qualcun altro; richiede, insomma, di non essere al centro del mondo.
Ed è precisamente questo che l'egoista contemporaneo non può tollerare.
Così, al posto del miracolo complicato di un figlio, si preferisce il cane o il gatto, usati come succedanei di un amore umano che è sì molto più difficile, ma proprio per questo infinitamente più appagante.
Il cane non contesta, non giudica e non cresce per rivendicare la propria indipendenza.
Offre una gratificazione emotiva immediata, sottomessa e a basso costo, capace di incastrarsi alla perfezione nei ritmi di una vita narcisistica e solitaria.
È l'amore ridotto a bene di consumo: un affetto da comprare, controllare o rinchiudere quando intralcia i piani personali.
Una civiltà che coccola i cuccioli di altre specie mentre anestetizza l'empatia verso i propri figli è una civiltà malata, che sta firmando la propria estinzione biologica e spirituale. Dietro la maschera dell'intellettualismo resta solo il vuoto di chi ha talmente paura della vita vera da preferire un surrogato pur di non mettersi mai in gioco.
In definitiva: si tratta di vigliacchi, egoisti e ignoranti.
Vigliacchi perché rifiutano le responsabilità della genitorialità.
Egoisti perché a un figlio non basta una crocchetta per fargli scodinzolare la coda.
E profondamente ignoranti, perché si riempiono la bocca di finto amore per la natura senza capire nulla delle sue leggi: nel mondo animale, nessuna specie caccerebbe mai via un proprio figlio per adottare il cucciolo di un'altra specie. Nel tentativo di imitare la natura, hanno finito per tradire persino quella.
Cuenta una vieja leyenda que cuando un niño está en el vientre de su madre contiene en sí mismo todo el conocimiento del mundo; sabe cuántas estrellas hay en el firmamento, cuántas gotas de agua contienen los océanos y cuántos granos de arena cubren todos los desiertos.
No hay misterio sobre la faz de la tierra que desconozca, ni misterio en el cielo o en el mar que no pueda resolver. Pero cuando está a punto de nacer, su Ángel de la Guarda baja del cielo y colocando un dedo sobre sus labios sella todo su conocimiento dentro de él, y le susurra una sola palabra: "APRENDE". Y el huequecito que hay entre la nariz y el labio es la huella del ángel.
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Saggistica originale con AVD 11 min e CTR 14%. La scheda Guadagna non si aggiorna. Potete far controllare a un revisore italiano? Grazie!