@RealKiefer I am writing from Italy and I am very sad about this news. As I read it, I screamed: NOOOOOOOOOO!!! My heart is broken because I really loved every role your great father has played. I hope you could accept a big hug 💔
Nel silenzio più totale, sta – vivaddio – fallendo il progetto italo-albanese sulla deportazione di migranti da noi verso le terre albanesi. Rama si sta tirando indietro.
È fallito, ma ora vi svelo il trucco di questa destra che le consente di poter continuare a macinare consensi nonostante non ne mandi in buca neppure una.
Questi usano una posizione di forza e predominanza mediatica (derivatagli da una gestione padronale delle reti) per fare annunci roboanti. Migranti, extraprofitti, flat tax e via discorrendo: scatenano il panico per 2-3 mesi, parlandone ovunque e dovunque. E poi con qualche trucco fanno finta di portare a casa il risultato. Sugli extraprofitti fu una norma. Su l’accordo con l’Albania una firma. Omettono però sempre di dire che quel primo step è appunto solo il primo di una lunga serie che occorrono per concludere il progetto, qualunque esso sia. Mettono la prima pietra, ecco. Poi rivendicano quella prima pietra per altri 2-3 mesi, spacciandola per una conclusione, e passano ad altro, spostando l'attenzione mediatica. In serie lo fanno, come una fabbrica.
Quello che succede tra un progetto e l’altro è che esso si ferma, fallisce, chiude bottega. È successo su praticamente ogni tema: dagli extraprofitti, dove dopo pochi mesi modificarono nel silenzio la norma per salvare le banche, a questo accordo con l’Albania, che sta saltando. Ma per loro non è importante, perché per quanto io e tanti altri ci si sforzi di notiziare le persone, gli elettori, di questi fallimenti, non si riuscirà mai ad arrivare al numero di persone che loro, nella prima fase, hanno convinto di aver portato a casa realmente qualcosa. Gli corriamo dietro, ma questi hanno il turbo. E così anche l’anno prossimo ci sarà ancora qualche milione di italiani convinto che la Meloni abbia tassato le banche e mandato tutti i migranti in Albania.
Andranno avanti così fino alla fine, è un modus operandi. Tema dopo tema, bugia dopo bugia, truffando milioni di elettori.
«Dovete lavorare come prima, ma con metà stipendio». E poi le minacce: o così o andate a casa. Sono le ultime trascrizione delle registrazioni fatte dai dipendenti di Visibilia alla Santanché, finite nel fascicolo d'inchiesta.
Io le leggo e mi chiedo, davvero sinceramente, come si sia potuto immaginare che una persona così potesse svolgere il proprio ruolo con disciplina e onore. Come si sia potuto immaginare, anche per una destra che non si fa troppi problemi, che da tale caratura potesse nascere qualcosa di buono.
O forse sono io che mi sbaglio ed è stato tutto voluto e ricercato. Mettere al vertice una persona che tratta così i lavoratori ha infatti significato mandare un messaggio chiaro al Paese: noi siamo questo. E vogliamo una società fatta così. Una società dove chi ha i soldi la fa da padrone, chi lavora ed è dipendente (un "caro inferiore" avrebbe detto Villaggio, pace all'anima sua) deve stare al suo posto.
Non c'è altra spiegazione, in effetti. Anche perché l"l'onorevole" qui è difesa a spada tratta e di dimissioni non si parla.
Povera Italia.
Ieri, solo per citare un caso, è accaduto in un liceo della provincia di Pordenone: alle 10 il termometro nelle aule segnava 13 gradi e di fronte alla prospettiva di passare in quell’aula altre sette ore gli studenti hanno deciso di lanciare un messaggio inequivocabile abbandonando le lezioni. Le altre classi in segno di solidarietà hanno deciso di proclamare un giorno di sciopero. La dirigente scolastica non ha potuto fare altro che rilasciare un’intervista al giornale locale in cui si augura che i caloriferi si accendano e la protesta si spenga.
Secondo un recente sondaggio del sito specializzato https://t.co/lrUQIRMmMc più di uno studente su due, complessivamente, si è lamentato per un ambiente scolastico in cui si registra un clima inadatto per poter svolgere serenamente le lezioni. Tanto che molti lasciano sulle spalle il cappotto, quando non arrivano a portarsi da casa il plaid. Per il 28 per cento degli studenti l motivo di tali problemi sarebbe da rintracciare nella scarsa tenuta termica degli edifici. Non è di certo una coincidenza che quasi sei strutture scolastiche ogni dieci su tutto il territorio stiano per compiere 50 anni.
All’Istituto Verga di Modica, in provincia di Ragusa, per ovviare al malfunzionamento dei termosifoni gli studenti si sono armati di coperte e scaldamani. Negli ultimi giorni al gelo s’è però aggiunta la pioggia che filtra dal soffitto e ha reso inagibili alcune aule. A Palermo nei giorni scorsi gli studenti dell’Istituto Tecnico Economico Marco Polo hanno deciso di occupare la scuola, per denunciare le temperature insostenibili che si protraggono costanti dal rientro dalle vacanze natalizie. A San Donà, in Veneto, nell’Istituto di Ragioneria Alberti hanno deciso di affidarsi ai cerotti riscaldanti perché secondo studenti e genitori le rotture della caldaia sono ormai croniche.
Quando non ci sono guasti il freddo è provocato dalle ristrettezze economiche, come nelle favole di Andersen: all’Istituto professionale Marconi del comune aretino di San Giovanni Valdarno il riscaldamento si accende il più tardi possibile perché – dicono i tecnici – le riserve di gasolio sono limitate. Cristina Costarelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi del Lazio, intervistata sulla questione, spiega che il freddo nelle scuole si lega alle strutture scolastiche ormai datate, alla difficoltà di manutenzione e alle esigenze di risparmio economico. I dirigenti scolastici possono gare poco di fronte a impianti vetusti e a cavilli burocratici. Qualche giorno fa nna dirigente scolastica di un istituto di Torino illustrava parlando con La Stampa i suoi sforzi quotidiani nel documentare le condizioni di freddo e nell’invocare interventi risolutivi. La problematica si scontra con la burocrazia e le competenze degli enti locali. La Consulta degli Studenti sottolinea la disparità di trattamento tra la mancanza di fondi per la scuola e le spese per la guerra e gli armamenti, evidenziando un problema di priorità nell’allocazione delle risorse.
Gli uffici scolastici regionali addossano le responsabilità agli enti locali che a loro volta lamentano scarsità di fondi dal governo nazionale. La normativa attuale (D.Lgs. 81/08) non fissa assolutamente dei valori di temperatura né minimi, né massimi, per le scuole. Si fa riferimento ad altre fonti tecniche complesse che devono essere adattate all’ambiente scolastico con le dovute valutazioni che si dovranno effettuare a partire dal documento interno della valutazione dei rischi. Ma intanto a scuola si gela e i soldi che dovrebbero arrivare con il Pnrr, avvisano i dirigenti scolastici, saranno comunque insufficienti.
(il mio pezzo per @LaNotiziaTweet in edicola)
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@SoloA64782921@capecevincenzo@kar_mein@giuliagiuls85@CharlyMatt@danoris2110@bettercallbea23 Per un click si son perse di vista le regole base del giornalismo, non si verificano le notizie per arrivare per primi allo scoop, e i social sono diventati tribunali per mettere alla gogna chi ha avuto la discutibile idea di creare una recensione con persone che truffano...
@capecevincenzo@kar_mein@giuliagiuls85@CharlyMatt@danoris2110@bettercallbea23 Non mi sono espressa sulla notizia "creata ad arte o meno", spiegavo cosa è notiziabile secondo la deontologia professionale essendo una"collega" della signora Lucarelli e di altri. Personalmente pnso che gli errori ci siano stati da entrambe le parti.
Voglio dire a #Fedez che se fai notizia per tutta la vita e i mass media ti servono quando le cose vanno bene, devi sapere che i mass media ci sono nella buona e nella cattiva sorte. E il fatto che tua moglie sia indagata per truffa aggravata è una notizia
#PandoroGate
"Come le hanno tolto gli slip?". "Perché non ha dato un morso?". E perfino l'insinuazione "se fosse lubrificata o meno".
A leggere la cronaca dell'udienza della ragazza che ha denunciato uno stupro di gruppo, vengono i brividi. I brividi e tanta rabbia.
Come dice giustamente l'avvocata Boiano, sembra di essere tornati a "Processo per stupro", a 50 anni fa, con la donna che ha denunciato che finisce sotto accusa al posto dei presunti stupratori.
Sotto accusa perché non ricorda se in taxi ha appoggiato le gambe su quelle di uno degli imputati. Qual è il punto? Anche se lo avesse fatto, cosa si vuole dimostrare? Che "se l'è cercata"? Che quello è il via libera, implicito e scontato, a un rapporto sessuale non desiderato? Questo modo di difendere imputati per stupro è sconvolgente e scandaloso.
Questa è vittimizzazione secondaria, un'altra forma di violenza che colpisce le donne che denunciano.
E non ha nulla a che fare con il diritto di difesa di chi è accusato. Questa è misoginia e deve restare fuori dai tribunali.
#14dicembre #violenzasulledonne
@politicaevalori@lauraboldrini Diritto alla difesa ok, ma qui le tecniche difensive vanno a fare vittimizzazione secondaria e lo trovo assurdo oltre che squallido. Mi fa schifo tanto quanto quello che fanno certi colleghi giornalisti nello scrivere articoli su violenze e stupri
Qualche settimana fa incautamente sono rimasto coinvolto in una discussione sugli scioperi. Ero all’interno di un bar, di mattina, quando gli avventori sono particolarmente inclini a vergare ognuno il proprio editoriale verbale sui fatti del giorno. Tra i presenti, manco a dirlo, andava molto forte l teoria che «questi scioperano sempre il venerdì così hanno il week end lungo». La strampalata teoria (cresciuta con cura del fu ministro Brunetta) è talmente stupida che non poteva non diventare immediatamente popolare.
Ho spiegato, per quel poco che so per il lavoro che faccio, che la scelta del venerdì come giorno di sciopero è funzionale alla sua partecipazione. «Ma crea disagi», dice uno di loro. Lo sciopero che non crea disagio è un altro mito di questa epoca che in nome della “normalizzazione” vuole eliminare il diritto al conflitto. Lo sciopero omeopatico senza disagi è l’invenzione di chi vorrebbe i lavoratori buoni, i sindacati a cuccia, il popolo silente e concentrato a non piangere perché le sue lacrime fanno male al Re.
Sullo sciopero da qualche tempo il ministro Matteo Salvini ha deciso di allenarsi a fare l’uomo forte, parte che lo rende spesso ridicolo e fuori dalle regole. Così mentre aspetta di posare la prima pietra del Ponte che vorrebbe come suo mausoleo ha deciso di intestarsi la guerra agli scioperi e ai sindacati. Anzi, lui indica loro due come obiettivi ma non ci vuole troppo a capire che i suoi veri nemici siano i lavoratori non addomesticati.
Per la prima volta nella storia repubblicana uno sciopero generale confederale viene considerato illegittimo. Detto così può fare sorridere ma in questa storia c’è un germe nerissimo.
Buon martedì.
(il mio #buongiorno per @Left_rivista)
https://t.co/0ngZ6zB7wJ
@GLiessi@ritadallachiesa@report@berlusconi Io non sto dicendo che gli altri siano migliori, ma non santifico certo uno come Berlusconi. E questo indipendentemente da votato o non votato e da qualsivoglia schieramento politico. Per me non ha rappresentato con onore la carica che ha rivestito