E se ci fosse stata tua figlia? O tua sorella o tua moglie?
Milano. Sono le 23.30 del 21 marzo. La metro linea M1 è ferma a Cadorna. Un treno è bloccato per un guasto tecnico. La gente è stanca, un po' spazientita, nervosa.
Dentro quel vagone, però, non c’è solo disagio. C’è paura. Un gruppo di ragazzi sta molestando alcune ragazze. Non è una scena interpretabile. È chiara: stanno molestando delle ragazze.
La situazione è sul punto di degenerare.
Arrivano due guardie giurate. Intervengono. Chiedono al gruppo di scendere. Una parte scende. Uno resta. Non ha il biglietto, ma non è quello il punto.
Il punto è l’atteggiamento: ostile, provocatorio. In mano ha una bottiglia di vetro, tenuta per il collo, come fosse un’arma.
In quel momento non hai tempo per ragionare con calma. Non hai il lusso della teoria. Hai pochi secondi e delle persone da proteggere.
Ilario Esposito, 52 anni, fa quello che ritiene necessario: estrae la pistola d’ordinanza. Non la punta contro nessuno. La tiene verso il basso. È un segnale, un deterrente. Che infatti funziona. La bottiglia viene abbassata. La tensione scende. Lui rimette l’arma a posto. Poi interviene fisicamente per allontanare chi è rimasto.
La situazione si chiude lì.
Nessuno ferito.
Nessuna escalation.
Fine dell’intervento.
Ma inizio del problema. Perché per l’azienda quel gesto è "sproporzionato". "Non conforme ai protocolli".
Risultato: sospensione e poi licenziamento per giusta causa.
Oggi Ilario è senza lavoro. È marito, è padre di quattro figli. E paga una decisione presa in pochi secondi dentro una situazione che, da fuori, è sempre più facile giudicare.
La domanda, però, resta: cosa pretendiamo davvero da chi deve garantire la sicurezza? Che intervenga quando serve o che si limiti a non sbagliare secondo regolamento?
Perché è facile parlare di proporzionalità dopo, a sangue freddo, quando tutto è già successo. È molto più difficile decidere lì dentro, in una carrozza ferma, con delle ragazze spaventate e qualcuno che stringe bottiglie di vetro come fossero armi.
E allora torniamo all’inizio, senza giri di parole: se su quel vagone ci fosse stata tua figlia, tua sorella o tua moglie, avresti voluto qualcuno in divisa che interveniva o qualcuno che aspettava?
Poi non sorprendiamoci se la prossima volta chi è in divisa si gira dall’altra parte. Se ogni scelta può costarti il lavoro, smetti di scegliere. E quando smetti di scegliere, smetti anche di proteggere.
Se troviamo i rapinatori della banda del buco, io direi di graziarli e di formare un governo tecnico con gli stessi.
Sicuro ci rialzano il pil di 4 punti e ci sistemano la vonderline.
@ultimoranet Da Hormuz passa il 20% del petrolio mondiale di cui il 16% destinato a mercati asiatici.
Noi prendiamo da lì una quota inferiore al 4%, volete farci credere che (nonostante il petrolio si compri a lotti trimestrali) sia già da razionare?
Ne abbiamo per 3 mesi e Hormuz incide poco
Sono le 3:55 del mattino del 2 giugno 1981.
Rino Gaetano perde il controllo della sua Volvo 343 su via Nomentana, all'altezza di viale XXI Aprile.
L'impatto è frontale con un camion. Trauma cranico gravissimo.
Coma immediato.
Arriva un'ambulanza. Inizia il giro.
Policlinico Umberto I:
reparto traumatologia non disponibile. San Giovanni: nessun posto.
San Camillo: stesso copione.
Santo Spirito: idem.
Quattro ospedali di una capitale europea che rimandano indietro un uomo che sta morendo, uno dopo l'altro, nella stessa notte.
L'ambulanza gira Roma per circa due ore e venti minuti.
Solo all'alba, intorno alle 6:00, il Policlinico Gemelli accetta il ricovero. Gaetano muore nello stesso momento in cui entra.
Trent'anni di vita, troncati da un sistema che non trovava un letto.
Fin qui, una storia tragica come tante.
Poi qualcuno va a rileggere i testi.
Nel 1971, dieci anni prima, Rino Gaetano aveva inciso "La ballata di Renzo".
Era una canzone satirica sul sistema sanitario italiano, il solito bersaglio, la solita denuncia.
Il protagonista, Renzo, ha un incidente sulla sua Lambretta. L'ambulanza lo porta in giro per Roma.
Nel testo compaiono, uno dopo l'altro, questi nomi:
Umberto I, San Giovanni, San Camillo, Gemelli.
Ognuno "completo". Ognuno che manda via Renzo.
Gaetano aveva scritto la sua morte per finta in una canzone satirica.
Dieci anni dopo, quegli stessi ospedali, nella stessa sequenza, rifiutarono lui in coma su un'ambulanza.
Gaetano non aveva previsto il futuro. Aveva descritto un presente che nessuno aveva cambiato.
La canzone non era una profezia. Era una diagnosi.
Non è il male in sé a stordirmi, ma la reazione al male.
L’uccisione di #CharlieKirk e della giovane Ucraina #IrynaZarutska in metropolitana non sorprendono tanto per la loro brutalità.
Non sono la follia omicida, l'odio razziale o politico o la violenza casuale a lasciare senza fiato:
sono mostri che abbiamo già visto.
Ciò che davvero stordisce e disgusta è osservare il meccanismo perfetto e spietato che scatta dopo.
È l’autopsia sociale dell’orrore.
Due vite spezzate vengono trasformate nell'ennesima battaglia ideologica e politica, dividendo in fazioni persino i morti.
Ma il clima d'odio e la polarizzazione non nascono spontaneamente.
La gente non è intrinsecamente cattiva o divisa.
Viene volutamente aizzata da un sistema che trae potere dalla divisione.
Noi finiamo a farci la guerra tra poveri, mentre i gruppi di interesse prosperano sui nostri conflitti.
Il crimine più infame e più grande anche del singolo atto violento, è il crimine che il sistema continua a perpetrare mettendoci gli uni contro gli altri.
VACILLA LA POSIZIONE DEL PRESIDENTE DELL'ORDINE DEI MEDICI AL PROCESSO BALANZONI
Udienza importante al processo che vede fronteggiarsi Barbara Balanzoni e il Presidente dell'Ordine Nazionale dei Medici Giuseppe Anelli. Quest'ultimo ha rilasciato dichiarazioni quanto meno opinabili affermando di "avere eseguito la legge", ma al contempo non ha saputo rispondere alla domanda di quale fosse il contenuto della legge alla quale ritiene di avere adempiuto...Dopo avere detto di essersi sentito minacciato tanto da dover ricorrere a "protezioni", ha ripetutamente affermato di non ricordare i fatti specifici che ha posto a fondamento della sua denuncia. Un comportamento tra il reticente ed il surrreale. E' solo l'inizio di una controffensiva di legalità che travolgerà i falsari della pandemia
Ragazzi inutile che mettiate le
Immagini della toscana additando il cambiamento climatico. Sono finiti i finanziamenti in quel settore.
Ora se semo buttati sulla difesa.
Ma davvero c'è chi crede che la Russia voglia invadere l'Europa?
La paura della guerra serve solo alle élites per arricchirsi e per tenere occupata la mente della gente mentre la impoverisce giorno dopo giorno.
Rispettare la #presidenzadellarepubblica
significa
conoscerne le competenze e i doveri istituzionali a salvaguardia della Costituzione
La critica all' uomo politico per esternazioni non consone ai suoi doveri
e non all'altezza dell' incarico istituzionale ricevuto
sono non solo possibili ma legittime e doverose.
Il Presidente Mattarella è stato per me quando ero Ambasciatrice
un punto di riferimento in quanto nei suoi discorsi rintracciavo la difesa del sogno europeo
e dei valori costituzionali contro un latente razzismo che si affermava in Italia
Inoltre il suo aspetto di buon padre di famiglia
non può che ispirare simpatia
Eppure credo che oggi un buon politico, un buon giornalista, e un buon cittadino
Non possa non esprimere il proprio disaccordo e severamente criticare
le reiterate affermazioni senza fondamento storico alcuno
Paragonabili a insulti gratuiti
Che equiparano la #Russia al #terzoReich
Non è la Russia che ci attacca verbalmente
È il Presidente Mattarella che attacca gratuitamente la Russia
Proprio quando contatti diplomatici tra #Mosca e #Washington
sono in corso per porre fine a una guerra sanguinosa in #europa
La nostra Costituzione non chiede al nostro Presidente comportamenti del genere.
Al contrario essa richiede mediazione e misura
Se a questi comportamenti affianchiamo l' assordante silenzio
del Presidente Mattarella sui crimini del #GazaGenocide
Restiamo attoniti.
No Presidente non parla e non tace a nome di tutti gli italiani
E non a mio nome
Non sono cattolica e non credo nell' infallibilità del #pontefice
Eppure #PapaFrancesco è in continuazione criticato sulla #stampa
La genuflessione dell' intero spazio politico mediatico a #Mattarella
è uno spettacolo pietoso
Che purtroppo distrugge le nostre aspettative democratiche
E la difesa della nostra #Costituzione
USAID ha pagato le star Americane per supportare Zelensky:
- 20 mil USD a Angelina Jolie
- 8 mil USD a Orlando Bloom
- 4 mil USD a Ben Stiller
- 5 mil USD a Sean Penn
Nessuno che critichi il loro "disinteressato" impegno civile.
Tra un po' scopriremo anche i giornalisti Italiani pagati da USAID.
E ancora nessuno criticherà la loro "disinteressata" etica professionale.
Invece si continuerà a criticare tutti quelli, medici, uomini di scienza, giornalisti, ballerine, privati cittadini, che per esercitare il proprio sacrosanto diritto ad esprimere la propria opinione non allineata, ne pagano di persona le conseguenze.
C'est la vie ...
Si è saputo quali sono le organizzazioni italiane pagate da #USAID con lo scopo di diffondere idee woke e, fondamentalmente, mezzo di interferenze straniere nel nostro paese sovrano ?
Dear @elonmusk we should like to know the list of italian recipients of USA Aid funds