Il trionfo di #Trump è figlio degli eccessi dei progressisti: la gente chiedeva lavoro e gli davano il green, sicurezza e gli davano immigrazione clandestina, servizi e gli davano l’utero in affitto.
Convinti che la realtà sia plasmabile hanno tirato troppo la corda e ora pagano
A @RadioRadioWeb
SAI PERCHÉ L'ITALIA È DI INTERESSE MONDIALE E TUTTI VOGLIONO ANDARE IN ITALIA?
- L'Italia occupa lo 0,5% della Terra e lì vive lo 0,83% dell'umanità.
- Le condizioni bioclimatiche sono uniche al mondo, permettendo alla penisola di essere la PRIMA nazione al mondo per biodiversità.
7.000 verdure diverse, seguito dal Brasile con 3.000;
58.000 specie di animali, seguita dalla Cina con 20.000;
1.800 viti spontanee, seguita dalla Francia con 200.
997 varietà di mele, nel mondo se ne contano 1227;
140 varietà di grano, seguono gli Stati Uniti con 6;
- L'Italia possiede il 70% del patrimonio artistico e umano, il restante 30% è diffuso nel resto del pianeta.
Siamo praticamente in un giardino dell'Eden, ma pochi italiani lo apprezzano e lo rispettano come tale.
Bombardano tutto: scuole, ospedali, campi profughi, ambulanze, vetture con la scritta "press". Tutto. In barba ad ogni norma del diritto internazionale. E il mondo che si definisce "democratico" è muto, accondiscendente, complice.
#Israele
La figlioletta Ginevra ha raggiunto la mamma in Lapponia per visitare il villaggio di Babbo Natale con un volo privato e con tanto di scorta al seguito. Sarebbe interessante sapere chi ha pagato le spese di questa trasferta natalizia.
MARCO RIZZO
"Se vince Kamala Harris si va sempre più verso la terza guerra mondiale".
"Dalla mattina alla sera era considerata praticamente un'idiota da tutti ora è diventata la più brava"
"Se devo scegliere fra la guerra mondiale e Trump è molto meglio che vinca Trump"
Sorprende sempre @MarcoRizzoDSP per la sua straordinaria trasparenza senza fare sconti a nessuno e in questo modo si conquista il rispetto anche da chi la pensa diversamente da lui . Davvero complimenti 👏🏻👏🏻👏🏻
Trovata in rete quest’immagine.
Coloro che si dichiarano “antifascisti” possono tutto?
Anche questo è un attacco alle donne.
È proprio vero che “il potere logora chi non c’è l’ha”.
- Noi, che nel '78 facemmo notte per vedere Bettega infilare gli argentini, poi campioni del mondo, con una nazionale che si permetteva di non far giocare il "poeta del gol" Claudio Sala, perché c'era il "Barone" Franco Causio
- Noi, che nel '82 vedemmo Bruno Conti nascondere il pallone a mezzo mondo, Collovati e Scirea che non facevano passare nemmeno l'aria, mentre Pablito insaccava di tutto
- Noi, che nel '90 e nel '94 assistemmo alle serpentine di Roberto Baggio e Roberto Donadoni, con la difesa blindata da Franco Baresi, Paolino Maldini e Billy Costacurta
- Noi, che nel 2002 e 2006 vedemmo in concorrenza due fuoriclasse come Totti e Del Piero, Nesta e Cannavaro erano un muro e la "3" di Maldini era già patrimonio Unesco
- Noi, che nel 2024, ci ritroviamo a guardare undici inguardabili pippe, che peccato abbiamo fatto?
In effetti, per non rovinare quei ricordi, non le guardiamo e usciamo a festeggiare San Giovanni.
#italiacroazia
Manda il figlio di fronte ai militari israeliani e grida: “ecco il bambino, sparategli...vai e fatti uccidere da loro”
Amano il martirio, questo il culto della morte di #Gaza.
https://t.co/oDG7pXuI3K
Riportiamo il post di un belga rimasto anonimo che sul nostro Paese ha scritto:
"L' Italia è come quella tipa che ha più talento di tutti, perché è nata bella, più bella di tutte.
È quella più ingegnosa, che si inventa mille cose, perché è piena di risorse.
Sa discutere di storia, di mare, di montagne, sa di cibo, di buon vino, di dialetti, di pittori, di scultori, di scrittori, di eccellenze nella scienza, non c'è niente che non sa.
E quando questa tipa bella e talentuosa inciampa e cade, la platea delle sfigate esulta.
È la rabbia delle povere gelose, quelle al buio, perché lei è comunque bella anche quando cade a terra.
L'Italia è una tipa con stivale tacco 12, che nessuna sa portare meglio di lei... solo il tempo di rialzarsi.”
"Il maxiblitz a #Caivano non è altro che una inutile sceneggiata di propaganda", ha detto #Saviano. Don #Patriciello, ha replicato così: "Necessitiamo di ottimismo e di speranza. "Non abbiamo bisogno di profeti di sventura che emettono simili sentenze".
➡️https://t.co/W9qjFGrznp
L'11 settembre 2001, Andrea Haberman diede inizio alla sua giornata con un rituale giocoso che lei e il suo fidanzato avevano ideato per combattere la mancanza ogni volta che erano separati: vinceva la competizione il primo che riusciva a chiamare l'altro al mattino.
Quel giorno, la vincitrice fu Andrea. La ragazza si era presentata in anticipo alla sua riunione delle 9:00 e aveva approfittato del fuso orario per fare la sua chiamata di rito direttamente da una scrivania degli uffici della Torre nord del World Trade Center.
Circa 40 minuti dopo aver riagganciato il telefono, un aereo di linea si schiantò contro l'edificio appena un piano sopra di lei. Andrea e altre 2976 persone persero la vita quel giorno.
Mesi dopo, i soccorritori trovarono alcuni oggetti personali della venticinquenne tra le macerie a Ground Zero. Tra questi c'era anche il cellulare che Andrea aveva usato per chiamare il suo fidanzato per l'ultima volta. Il telefono e alcuni dei suoi effetti personali fanno ora parte della collezione del "9/11 Memorial Museum".
“I nazisti sbatterono fuori le pecore da una stalla e fecero entrare noi. Mamma mi nascose in una nicchia dietro la porta. ‘Non ti muovere per niente al mondo’, mi disse. Le scaricarono un mitra addosso. Era ferita alla testa ma trovò la forza per scagliare uno zoccolo verso un soldato che stava per scoprirmi. Morì. Morirono tutti. Poi aprirono i lanciafiamme sulla paglia e sui cadaveri e ci diedero fuoco.
Mi tirarono fuori da lì bruciato e vivo per caso.
All’ospedale dissero che non c’era più niente da fare, avevo ustioni di terzo grado e i polmoni scoperti. Allora zia Lola mi portò in un convento di suore di Marina di Pietrasanta e ci rimasi più di un anno. Mi mettevano al sole per curarmi le piaghe e facevano di tutto per tenermi le mosche lontane. Un giorno del 1945 bussarono alla porta. Era il mio babbo, un alpino finito prigioniero in Russia, di cui non sapevamo più niente. In mezzo a tanto dolore, fu bellissimo.
Se mamma avesse una tomba tutta sua io e papà accanto al nome avremmo messo questa foto. Invece quando riesumarono i resti dalla grande fossa comune dove i tedeschi avevano ammassato le vittime di Sant’Anna di Stazzema, trovarla in quel macello di ossa bruciate fu impossibile. Ci provai anche io, che allora avevo solo 10 anni, ma fu inutile.
A Sant’Anna dal 1945 ci torno due volte all’anno, il 2 novembre e il 12 agosto. Non smisi nemmeno quando nacquero i miei figli. Me li caricavo sulle spalle e con mia moglie prendevo la mulattiera che quel giorno del 1943 percorsi con la mamma. Oggi ci porto i ragazzi delle scuole.”
- La storia raccontata al Corriere di Mario Marsili, uno dei pochi superstiti ancora in vita di una delle peggiori stragi della Seconda guerra mondiale, quella di Sant’Anna di Stazzema, avvenuta il #12agosto 1944.
560 civili uccisi, di cui solo 393 identificati.