1️⃣ Israel has cut Gaza off—no communications, while bombing the starving, wounded, displaced again and again.
2️⃣ GHF is not aid—it’s a criminal enterprise.
3️⃣ Abu Shabab is not security—it’s a criminal gang, a surrogate militia accelerating Gaza’s collapse.
❗️States serious about stopping THIS must send their navies—with food, medicine, doctors, nurses. Now.
Se fai la vicepresidente del parlamento europeo e a 24 ore dal rapimento in acque internazionali di una deputata del parlamento europeo non hai ancora detto una parola, non c’è bisogno di spiegarci da che parte stai, stai da quella dei rapitori e sei indegna del tuo ruolo
17 hours after its unlawful seizure and capture, the #Madleen crew remains held offshore, reportedly near Ashdod. I call on:
– Israel to release them immediately, and let them sail unimpeded to Gaza;
– The UK to act under its Article 94 UNCLOS duties as flag-state to ensure the safety of the crew;
– Crew members’ home states (Brazil, France, Germany, The Netherlands, Spain, Sweden, Turkey), to intervene to ensure the safety of their citizens.
There is no legal basis for Israel’s actions. All states must uphold their obligations under the Genocide Convention—to prevent further acts of genocide and end Israel’s impunity.
It should never have fallen to ordinary citizens to do what states refuse to.
I call it genocide because IT IS genocide.
Defined by intent, not by method or means.
Visible without magnification—if we look with context, at the victims: what they share is being part of a group, as such. Because of it, they get killed, tortured, maimed, starved, raped, massacred. In dozens or hundreds daily.
Genocide is a process, not a single act.
A collective act. A criminal venture.
To end it, we must first be willing to see it.
A Gaza si muore così: con le mani tese verso un pacco alimentare. Almeno 31 palestinesi sono stati uccisi a Rafah mentre attendevano gli aiuti della Gaza Humanitarian Foundation, un’organizzazione creata sotto il controllo indiretto di Washington e Tel Aviv. Alcuni testimoni parlano di soldati israeliani che hanno aperto il fuoco, di un carro armato che ha sparato sulla folla. Il pane è diventato un’esca, le file sono diventate bersagli mobili. Aiuti umanitari trasformati in trappole d’esecuzione.
Intanto Meloni balbetta, certa stampa progressista minimizza, i partiti europei cincischiano. Ci pensa il Financial Times, non certo un foglio estremista, a dire ciò che la politica teme: servono sanzioni contro Israele. Perché l’evidenza dei crimini di guerra e dei crimini contro l’umanità – documentata anche dall’ONU – ha superato ogni margine di ambiguità.
L’Europa, dice il Financial Times, dovrebbe congelare le riserve estere della Banca d’Israele, limitare commercio e turismo, agire senza attendere Washington. Come ha fatto con Mosca, quando la violazione del diritto internazionale colpiva l’Ucraina. L’ipocrisia dell’Occidente qui è plateale.
A Gaza la fame viene usata come arma, gli aiuti come esca, i civili come scudi. E mentre i bambini cadono per un sacchetto di farina, chi dovrebbe parlare si rifugia nelle formule prudenti. Ma ogni nuovo massacro rende quel silenzio sempre più complice.
#LaSveglia per @LaNotiziaTweet
“Apprendo che il Presidente del Consiglio andrà al seggio per non votare. È come se uno decidesse di andare a Palazzo Chigi per non governare. Una cosa di questo genere detta il 2 giugno, Festa della Repubblica, che è nata da un referendum, è un atto irresponsabile”.
🗣Maurizio Landini
“L’8 e 9 giugno andiamo a votare, così ci riprendiamo la nostra libertà”.
#insiemeperilreferendum #Lavoro #Diritti #Cittadinanza #CGIL #Referendum2025
Il Financial Times è stato il primo quotidiano occidentale a scrivere apertamente di genocidio e ora invita a sanzionare il governo criminale israeliano.
Seguito dal Guardian, L’Economist, e il Washington post.
I giornali italiani sono anni luce indietro. https://t.co/PKNkQAjJ2s
A Roma, davanti a @Montecitorio, è in corso un presidio che vede la partecipazione anche dei coraggiosi legali che hanno diffidato il governo, chiedendo il non rinnovo del Memorandum d’Intesa Italia-Israele — che include anche la cosiddetta “difesa” (mai termine fu più improprio).
Massimo supporto. E chi si unisce, lo fa in nome dell’umanità.
La più grande tristezza della mia vita oggi
é data dagli amici che muoiono a causa della vecchiaia
dagli amici che non possono più venire a trovarmi perché malati o per la pace in famiglia:
e così le amicizie si affievoliscono
e cresc la povertà del mio cuore.
Tabula deserta est
.@rulajebreal:«il 100 % delle bombe che sono state sganciate sulla testa dei bambini palestinesi sono state prodotte in tre stati:
Stati Uniti;
Germania;
Italia»
I crocifissi di Salvini, che fine hanno fatto?
E la Meloni,madre cristiana e altre chiacchiere?
#Gaza 🇵🇸💔📢
#30Maggio
"Il governo italiano deve sospendere l'accordo di parteneriato, che prevede anche accordi militari, con Israele. Perché non lo fa?"
Francesca Albanese
(Relatrice ONU territori palestinesi occupati)
@FranceskAlbs
https://t.co/dXknbX3owN
#piazzapulita
Piangiamo solo per i nostri? Ho atteso invano la fine dello shabbat per leggere un comunicato dell'Ucei sull'eccidio dei nove figli della dottoressa Alaa a Gaza come giustamente fatto per gli israeliani ammazzati a Washington. Non rassegniamoci a un senso di appartenenza tribale!