La fede è la mia roccia, un umile certezza che mi dà forza e prospettiva. È un dono raro alla portata di tutti, un faro potente, una guida che dà senso al cammino e conforto oltre la vita. È come un ponte tra il qui e l'aldilà, che ti sostiene anche nei momenti bui.
Quando una città produce nuovi criminali più velocemente di quanto riesca a fermarli…
il problema non è più il singolo rapinatore.
Il problema è il sistema che ha permesso che diventasse normale.
Alessandro Colli:
C’è una differenza enorme tra la Milano di oggi e quella degli anni di piombo.
Negli anni Settanta e Ottanta c’erano il terrorismo.
La mafia.
Le sparatorie.
Le Brigate Rosse.
Era una città dura.
Violenta.
Ma nella maggior parte dei casi tu non eri il bersaglio.
Se finivi in mezzo a quella violenza spesso eri un effetto collaterale.
Oggi è diverso.
Oggi il bersaglio sei tu.
Il tuo telefono.
Il tuo orologio.
La tua collana.
La tua bicicletta.
Qualsiasi cosa possa essere rubata e rivenduta entro sera.
E questa differenza cambia tutto.
Perché oggi non c’è un’ideologia.
Non c’è una guerra.
Non c’è un progetto politico.
C’è una criminalità diffusa che colpisce persone normali nella vita di tutti i giorni.
E questa roba non nasce dal nulla.
Per anni ci siamo raccontati che bastasse accogliere.
Che bastasse includere.
Che bastasse firmare un progetto.
Poi però nessuno ha fatto la parte difficile.
Scuola.
Lingua.
Lavoro.
Regole.
Disciplina.
Tutte quelle cose che trasformano una persona in un cittadino.
Quelle costano tempo.
Costano soldi.
Costano fatica.
Molto più facile fare conferenze stampa e comunicati.
E così ci ritroviamo quartieri dove lo Stato compare soltanto quando arriva una pattuglia.
Che spesso significa arrivare quando il problema è già esploso.
E allora ogni settimana discutiamo dell’ultima rapina.
Dell’ultimo video.
Dell’ultima aggressione.
Senza farci la domanda più importante.
Come ci siamo arrivati?
Perché quando una città produce nuovi criminali più velocemente di quanto riesca a fermarli…
il problema non è più il singolo rapinatore.
Il problema è il sistema che ha permesso che diventasse normale.
@big_bang64@alakay78@20_carmen04 Il suo fiuto dev’essere selettivo, sente nostalgici ovunque, ma non riconosce quando la propria fede politica assolve chi si accompagna a certi ambienti. Io non giustifico nessuna violenza, né nera né rossa. Lei invece cambia tema appena il merito brucia.
@big_bang64@alakay78@20_carmen04 Acca Larentia e Salis sono due piani diversi. Inoltre, commemorare dei caduti è legittimo e non equivale a giustificare aggressioni. È chiaro che stai solo cambiando bersaglio perché sul merito hai poco da dire. Le allusioni non le commento nemmeno. Stia bene anche lei.
@big_bang64@alakay78@20_carmen04 Quindi oggi l’Ungheria non è più dittatura, giusto? Qui vedo più fede politica che prove. C’era un modo per dimostrare innocenza, il processo, evitato con l’immunità.
Io in quel contesto non mi sarei mai trovato, chi si accompagna a certi gruppi sa a cosa può andare incontro.
@big_bang64@alakay78@20_carmen04 Continui a confondere due piani, carceri pessime, in Ungheria come altrove, Italia inclusa, non sono una sentenza d’innocenza. E le misure cautelari alternative non sono un diritto automatico, le valuta un giudice. “Prove assenti” assodato da chi? Si valutano in aula.
@big_bang64@alakay78@20_carmen04 Perché fai finta di nn capire? Se davvero “nn c’erano prove”, il processo era il luogo x dimostrarlo. Invece l’immunità, x un solo voto, ha impedito che accuse, atti e riscontri fossero discussi pubblicamente in aula. Più che innocenza,sa di paura e coscienza sporca. Ritenta tu.
@NicolaPorro Chi commette atti disumani non può rifugiarsi dietro scuse o attenuanti.
La pietà va alle vittime. Chi distrugge una vita deve pagare con la propria vita.
Gualtieri, il flop grottesco dei nuovi bus elettrici pagati 250 milioni: le batterie durano meno di un turno e tornano al deposito https://t.co/uIfyzBcoNi
Come sempre da vedere fino alla fine🙌🏻
Visto che per tante persone l'Italia è un paese patriarcale, iniziamo a cercare questa famosa parità partendo da queste cose:
In caso di separazione con figli, chi è proprietario della casa coniugale rimarrà a v...
Ieri sera battaglia di Futuro Nazionale con i suoi ordini del giorno al Piano Casa del Governo Meloni.
Avremmo voluto rivedere i criteri di assegnazione degli alloggi popolari, oggi sempre più assegnati agli stranieri mentre gli Italiani sono agli ultimi posti nelle graduatorie.
La sinistra ci ha attaccato in modo isterico accusandoci di razzismo, ma questa non è una notizia, solo perchè ci siamo permessi di dire che vorremmo più Francesco, più Maria, più Giuseppe nelle case popolari pagate con i soldi degli Italiani e meno Abdul e meno Mohammed.
Il centrodestra ha votato contro.
Abbiamo lanciato un appello ai colleghi di Fratelli d'Italia, in coerenza con quanto da loro promesso in campagna elettorale: prima gli Italiani per loro è rimasto solo uno slogan, ormai sbiadito.
Per Futuro Nazionale è impegno, volontà, concretezza.
Fratelli d'Italia ha votato contro le nostre proposte e quindi contro le proprie promesse.
Noi non molliamo e andiamo avanti.
@ClaudioBorghi Non crede che il caso nasca prima di tutto dalla reazione scomposta di Meloni, che ha dato credito a una trascrizione poi ridimensionata, trasformando una polemica gestibile in uno scontro politico e diplomatico?
@5Selector Con salari congrui, contratti veri e tutele serie, gli italiani nei campi ci tornano eccome. Il problema non è “il lavoro che non vogliono fare”, ma lo sfruttamento.
@Moho_Magazine Malagò può essere l’uomo giusto se avrà coraggio, obbligo di più italiani, almeno un Under 21 in campo e riforme vere dalle basi. Mancio può essere la scelta giusta, ma la vera arma non è il nome, sono programma, progetto e cambiamento reale.