Nel 2019 Meloni chiedeva di usare la nave Garibaldi per realizzare il Blocco Navale Subito.
Sapete come mai dopo 7 mesi di Governo non ha ancora utilizzato nemmeno una fulgida nave della flotta italica per impedire gli sbarchi dei clandestini?
@Adnkronos Sembra di sentir parlare Gioggia 4 anni fa, sempre la stessa vuota propaganda, le stesse frasi ad effetto, per poi arrivare al governo e non realizzare nulla di ciò che si era promesso. Mi raccomando cascateci anche questa volta, eh?
Per #GiorgiaMeloni, una tassa sui patrimoni sopra i 5 milioni di euro è una rapina, meglio una tassa sulla casa del paese, ereditata dai nonni... (Imu su seconda casa).... VERGOGNA.
@rtl1025 La Meloni le elezioni le ha vinte così, paroloni, slogan, idee che non sarebbero mai state messe in pratica, propaganda, fingere di essere all’opposizione del governo Draghi…adesso lo fa Vannacci, lo voteranno? Siii certo, è il karma Gioggia, chi la fa la aspetti.
Ma quelli che oggi omaggiano quel Silvio Berlusconi che allevava olgettine e faceva festini ad Arcore con prostitute e minorenni sono gli stessi che ieri si sono indignati per le ginocchiere di Silvestri, proprio loro?
#Meloni
Fratelli d’Italia supera il 20% in un solo capoluogo su diciotto. È Prato, dove arriva al 21,43% e perde comunque la città. Negli altri diciassette territori dove si è votato per il sindaco il partito di Giorgia Meloni resta sotto quella soglia: il secondo miglior dato è Lecco con il 18,64%, il terzo Macerata con il 18,16%. Il Pd, partito che il governo dà per finito da mesi, è primo quasi ovunque: 37,89%a Mantova, 28,77% a Pistoia, 28,63% a Prato, 24,84% a Venezia. Sono i numeri del dispaccio Agi delle 6.20 del 26 maggio 2026, quando la premier ha già rivendicato la tenuta del centrodestra con una battuta: “Il tanto annunciato crollo lo rimandiamo a domani”.
Il quadro che il centrodestra ha definito un “non crollo” parte da un dato di affluenza che dice molto. Si è votato in 894 comuni, di cui 18 capoluoghi, e ha partecipato il 60,06% degli aventi diritto: 4,85 punti in meno rispetto al 64,91%della tornata precedente. In Lombardia ha votato il 52,69%, in Emilia-Romagna il 54,36%, in Veneto il 54,42%. Le regioni che storicamente esprimono il voto più radicato lasciano a casa quasi un elettore su due. Il picco più alto, in Umbria con il 70,78%, resta comunque sotto la tornata precedente.
Comunali, una vittoria che chiede l’aritmetica
Il responsabile organizzazione del Pd, Igor Taruffi, ha ricordato in diretta sul Tg2il punto di partenza: dei diciotto capoluoghi, cinque erano governati dal centrodestra, otto dal centrosinistra. La conta finale del primo turno consegna Venezia e Reggio Calabria al centrodestra, restituisce Pistoia al centrosinistra dopo cinque anni di amministrazione targata FdI e conferma Prato, Mantova, Andria, Salerno, Avellino, Enna al campo progressista. Cinque capoluoghi sono in bilico al ballottaggio del 7 e 8 giugno: Arezzo, Lecco, Chieti, Agrigento, Trani.
A Venezia il dato che il centrodestra preferisce non mettere a fuoco è la composizione della vittoria di Simone Venturini: la sua lista civica vale il 30,11%, FdI si ferma al 12,9%, la Lega al 4,7%, Forza Italia al 2,45%. Il consenso personale dell’erede di Brugnaro copre quasi tre volte quello del primo partito di coalizione. A Reggio Calabria Francesco Cannizzaro stravince con quasi il 70% contro Domenico Battaglia, fermo intorno al 23%: una città che il centrosinistra di Falcomatà governava da oltre undici anni. A SalernoVincenzo De Luca torna sindaco con percentuali vicine al 60%.
La riforma che la maggioranza non riesce a chiudere
E mentre il comitato di Venezia esultava per il “miracolo mondiale” annunciato in un messaggio della premier, in Parlamento lo Stabilicum resta incagliato. L’A.C. 2822, depositato il 26 febbraio, prevede sistema proporzionale con premio di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato, attribuito alla coalizione che superi il 40%, ballottaggio se le prime due restano sopra il 35%, liste bloccate senza preferenze. 120 costituzionalisti hanno firmato un appello che ha raggiunto diecimila firme: chiamano la riforma “premierato di fatto” e segnalano il rischio di un premio capace di portare la coalizione vincente verso il 60% dei seggi.
Dentro la maggioranza la simulazione del costituzionalista Massimo Villone sui dati del 2022 dice che il sistema penalizza Lega e Forza Italia, premia FdI. Antonio Tajani chiede di alzare la soglia al 42%, Roberto Calderoli lega la riforma all’autonomia differenziata. Il Pd, il M5s, Avs, Italia Viva, +Europarestano fuori dal tavolo. Giuseppe Conte parla di «supertruffa». L’Aula della Camera è prevista a luglio: a un anno dalle politiche la maggioranza sta cambiando le regole del voto mentre litiga su quale convenga davvero.
Dei diciotto capoluoghi al voto, FdI è sopra il 20% in uno solo. Il “non crollo” sta nella cornice scelta per raccontare i numeri, mentre i numeri raccontano altro: un partito di governo che pesa meno dei suoi avversari nelle città, e una coalizione che cerca di blindare il proprio premio prima del prossimo voto.
(il mio articolo per @LaNotiziaTweet)
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Elezioni Amministrative 2026
comuni superiori ai 15k abitanti assegnati al 1°turno:
- 38 comuni al csx
- 26 al cdx
- 9 liste civiche
- 6 altri
39 al ballottaggio
però sconfitta del csx...ma state bene?
e Meloni davvero tutto A POSTO?
#amministrative#aposto#meloni#25maggio
Mi state dicendo che le percentuali FDI si sono attestate tra il 12 e il 18%, sostenute da un 4-6% della Lega, mentre il Pd da solo ha fatto tra il 20 e il 28% e quelli festeggiano per 3 città su 18?
Il #centrosinistra ha vinto a Prato, Avellino, Termini Imerese, Agrigento, Andria, Mantova, Salerno, Enna, Messina, Pistoia e in molti altri comuni, ma si parla solo di Reggio Calabria e Venezia.
#telemeloni