È STATO IMPICCATO DOPO UN ICTUS e a meno di 24 ore dal suo matrimonio avvenuto telefonicamente con la sua compagna anche lei incarcerata, MA NESSUN MEDIA NE PARLA!
L’esecuzione del giovane manifestante venticinquenne iraniano è avvenuta nella perfetta indifferenza dell’opinione pubblica e in perfetta impunità.
#Iran
Five major European payment networks- BANCOMAT, Bizum, Wero, MB WAY and Vipps MobilePay- join forces to create ENP (European Network for Payments)
The goal Is to make European payments instant, interoperable & independent, creating an alternative to Visa and Mastercard
Lets go!
Questo è un piccolo estratto dalla lettera di Goffredo Bettini al CdS.
A volte non so più nemmeno come commentare, non so, sinceramente, come esprimere la nausea che questi opportunisti mi creino.
Lo dico da persona che i primi di marzo 2022 scriveva che questa guerra non
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Quello in basso a sinistra nella copertina del libro è Nino Pasti, generale italiano già ai vertici della NATO in Europa (nonché suocero di Corrado Augias): fu uno dei “Generali per la Pace”, organizzazione eterodiretta dal Cremlino e dalla DDR per fare propaganda “pacifista” e contro il “riarmo” (occidentale, perché quello sovietico con i missili puntati contro l’Europa andava bene).
Pasti riteneva che la NATO fosse troppo aggressiva nei confronti dell’Uniome Sovietica, che l’Occidente minacciasse la Polonia, che Lech Walesa e Solidarnosc fossero un sindacato eversivo che puntava a conquistare il potere con le armi, mentre il golpe del generale Jaruzelski era una necessaria reazione all’insidia americana.
Pasti poi si allontanò dal PCI dopo la crisi degli euromissili, ritenendo il partito di Enrico Berlinguer ormai troppo allineato alla “propaganda della CIA”, e fondò il “Movimento per la Pace e il Socialismo”.
Basta aggiornare un po’ i protagonisti alla situazione attuale in Ucraina per rendersi conto che in quarant’anni non è cambiato quasi nulla.
D’ora in poi quando mi chiederanno come mai il @Partito_Libdem non potrà mai andare col Campo Largo, citerò quello che Franco Ancona - il nostro responsabile sanità - ha appena mostrato con dati.
L’Italia è il paese con il piu’ alto numero di apparecchi per Tac e risonanza magnetica (e il più alto numero di radiologi e tecnici di radiologia) pro-capite.
Poi ha mostrato un’altra slide: l’Italia è il paese che fornisce il più basso numero di Tac e risonanze magnetiche.
“L’altro giorno Bonelli - ha detto Franco - ha detto che invece di abolire il bollo auto, si potevano comprare più apparecchi per Tac e risonanza magnetica”.
Non si risolve nulla semplicemente spendendo più soldi pubblici.
Caro @VauroSenesi, non so se tu abbia sentito mai parlare della Banda Boccato o della Banda della Madonnina. I membri della prima l’8 ottobre 1944 si presentarono nella casa di Antonio Gaffarelli ad Ariano nel Polesine chiedendo inizialmente aiuto per sottrarsi ai nazifascisti, ma poi lo rapinarono. Quelli della seconda conducevano invece regolarmente ruberie ed estorsioni contro agricoltori e commercianti nel modenese, per poi vendere al mercato nero ciò che aveva ottenuto. Tutti loro - anche loro - erano partigiani, pur essendo criminali ed anzi in più occasione hanno addirittura speso il nome del movimento partigiano per compiere le loro malefatte.
Sono io quindi che faccio a te qualche domandina. Tu credi che tutti i partigiani fossero ladri ed estorsori o forse per loro quanto per gli ucraini conta il valore della difesa della libertà per la quale lottano, anche se qualcuno tra le loro file ha commesso o commette reati?
Secondo. Tra i partigiani c'erano monarchici, conservatori, cattolici, liberali e militari badogliani - dunque anche persone di orientamento nettamente di destra - e alcuni avevano persino avuto adesioni, simpatie o carriere nel regime prima dell’8 settembre. La lotta partigiana era forse per questo meno antifascista o antinazista? E perché, invece, nel riferirti a battaglioni ormai integrati nell'esercito ucraino e i cui elementi estremisti sono stati allontanati ormai da anni, ritieni che la Resistenza ucraina debba essere meno legittima o non essere considerata tale solo perché una frazione minuscola delle sue forze armate era nata da frange di destra radicale?
E ancora: sai spiegarmi perché parli continuamente del cesso d'oro, riferendoti a quello dell'oligarca Tymur Mindich - che precede di molto la guerra e non riguarda quindi gli aiuti ricevuti - mentre non menzioni mai un intero bagno con oro e pietre preziose che si fece costruire il presidente filorusso Yanukovich - che è poi fuggito in Russia con i soldi rubati e lì continua ad accumulare ricchezze protetto da Putin - o i miliardi delle NOSTRE bollette del gas che in decenni sono serviti ad alimentare il sistema corruttivo in Russia?
Ecco, forse dovresti essere più onesto, almeno per una volta, e dire che della Reistenza a te in fondo non frega nulla, che sia quella italiana ieri o quella ucraina oggi. Sei solo uno dei tanti tristi residuati sovietici che non hanno ancora elaborato il lutto della caduta dell'impero e che vedono in Putin una speranza di ritorno dei bei tempi andati in cui si potevano mandare indisturbati i carri armati a Praga o Budapest, rinchiudere milioni di persone nei gulag ed i popoli che sognavano la libertà potevano essere legittimamente schiacciati senza questa grande seccatura che è il diritto internazionale.
Se ci pensi bene, alla fine, invece di smentire Diego Bianchi, secondo il quale "in Italia ha vinto Putin", hai direttamente fornito te stesso come prova vivente del fatto che ha ragione.
Da uno che dal festival della putiniana e sanzionata RT di Bologna, ad aprile, ha salutato Pina Picierno con una pernacchia, in fondo, non potevamo aspettarci altro.
Al seggio 62 di Syktyvar la commissione elettorale ha distribuito per errore bollettini già marcati col voto a Russia Unita.
Negli altri seggi invece tutto procede correttamente: i pacchi di schede già votate saranno tirati fuori solo a elezioni finite.
Per quanto mi sforzi, io non riesco a capire perché non lo chieda a Putin, il presidente dello Stato che ha invaso. È un’inversione logica a cui non riesco a darmi una spiegazione da ormai quattro anni.
La campagna elettorale per il nuovo #CSM riprende da dove non si è mai allontanata, in barba agli improbabili strali del Presidente dell’ANM contro le “degenerazioni del correntismo”. Le solite blindatissime “correnti” che candidano i propri fedelissimi, i quali perciò non potranno che comportarsi come ci si aspetta dai fedelissimi. Ma un gruppo di eretici ha candidato in tutti i collegi magistrati estratti a sorte. Non so se funzionerà, ma certo darà fastidio. Qualcosa inizia a muoversi davvero? Scoprilo questa settimana su L’Eccezione👇
Artem Chapeye, scrittore pacifista ucraino e traduttore di Ghandi, che si è arruolato all’inizio dell’invasione russa:
«Ecco perché in Ucraina anche le persone che si considerano pacifiste entrano nell'esercito e combattono contro l'aggressore. Per molti di noi è una scelta esistenziale, non una questione teorica. Chi difenderà mia moglie, i miei figli, la mia casa? Non avrei mai pensato che avrei dovuto prendere le armi. Gli intellettuali non prendono le armi, si dice. All’inizio ho pensato di scappare, ma sarei stato un parassita. Poi ho capito che la nostra situazione è molto simile a quella in cui si sono trovati i francesi quando i nazisti li hanno invasi. Per me si trattava di fare in modo che mia moglie e i miei figli potessero tornare a casa. Cercate di sentire ciò che provano gli ucraini. E quindi penso che qualsiasi persona che abbia un minimo di cuore, un minimo di coscienza, debba sostenere l'Ucraina e non l'aggressore, non l'imperialista».
(Chapeye è stato ospite della Conferenza Europea per la Libertà e la Democrazia a Ventotene, promossa da @pinapic)
L’ambasciatore russo a Roma dice che l'incontro di ieri a Milano tra Salvini e alcuni imprenditori segna "un ritorno al realismo e al buon senso", aggiunge che l'energia russa non è sostituibile e l'export italiano non ha trovato nuovi sbocchi dopo la Russia.
Siccome il realismo mi piace davvero, sono andato a prendere i dati ufficiali di Eurostat, anno per anno, dal 2016 a oggi. Di cose false l'ambasciatore ne ha dette, mi fermo sulle due che fanno più rumore.
1) l'export italiano in Russia valeva poco e continua a valere poco. Prima della guerra pesava 1,6% delle nostre vendite nel mondo, oggi 0,58%. Nel frattempo l'export italiano complessivo è passato da 521 a 643 miliardi di euro: +122. Per ogni euro che abbiamo perso a Mosca ne abbiamo guadagnati trentuno altrove. Gli sbocchi, evidentemente, li abbiamo trovati. Chi racconta agli imprenditori che il futuro passa da Mosca non si occupa delle imprese italiane ma degli interessi di Putin.
2) l'energia russa l'abbiamo sostituita. Da quasi 30 miliardi di metri cubi di gas russo l'anno a quasi zero, senza un solo giorno di razionamento e con bollette oggi molto più basse di quelle del 2022. Quanto ai "prezzi accessibili" che l'ambasciatore rimpiange: nel 2022, quando il fornitore era ancora il suo Paese, quel gas ce lo hanno fatto pagare 1.511 euro a tonnellata contro i 241 del 2016: sei volte tanto. E se qualcuno obietta che nel 2022 il gas costava caro a tutti, la risposta è che costava caro a tutti proprio perché Mosca chiudeva i rubinetti per ricattare l'Europa. Chiamarli accessibili richiede una certa faccia tosta.
L'Italia vive bene anche senza la Russia. È un dato, non un'opinione.
Poi sia chiaro: a me le guerre non piacciono, nemmeno quelle commerciali. Se potessi scegliere, commercerei con tutti, Russia inclusa che comunque era un mercato interessante. Ma questa guerra non l'abbiamo cominciata noi: l’ha voluta Putin e la continua Putin. Le sanzioni non sono troppe, sono ancora poche.
E mi dispiace sinceramente per il popolo russo, che di questa storia è la prima vittima e ha la sfortuna di essere governato da un dittatore.
I numeri sono questi, ambasciatore. Sono pubblici, li può controllare anche lei.