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Perché dal tribunale ungherese arrivano foto di #IlariaSalis incatenata? Ecco il messaggio: così trattiamo i dissidenti politici. Ma c’è altro: un ricatto a Giorgia #Meloni, storica amica e alleata di #Orbán, lui sapeva che quelle immagini avrebbero fatto il giro del mondo. E chiunque dica che non c’entra con la scelta di incatenare Salis o con la richiesta esorbitante di 11 anni di carcere, non conosce l’Ungheria, che oggi è una democrazia illiberale. Orbán, con la riforma della Corte Costituzionale, con gli attacchi continui alla stampa, con il costante indebolimento della magistratura, ha costruito uno stato autoritario. Nel 2018 il filosofo Luuk van Middelaar ha descritto l’Ungheria come una “dittatura elettorale”. Gli elettori, che non hanno più libertà di stampa o di associazione, “sono ancora lì per fare spettacolo”, ma l’esecutivo “non consente più alcun controllo e bilanciamento”. L’orrore più grande è che l’Ungheria è nell’Unione Europea e soprattutto ispira Giorgia Meloni.
I reati contestati a Salis sono fumosi, molti sono caduti e il regime di detenzione a cui è sottoposta è disumano, peggiore di quello italiano, dove dall’inizio dell’anno si sono suicidati 11 detenuti. Il legame tra Meloni e Orbán fa spavento, ancor più alla luce di questo strappo: cosa chiede Orbán a Meloni? Fanno spavento i neofascisti italiani che hanno diffuso false fotografie di presunti militanti di destra con il volto tumefatto che non c’entrano nulla con Ilaria Salis, il cui coinvolgimento nei fatti che le vengono contestati è ancora tutto da dimostrare. Fa spavento la richiesta di 11 anni per 5 giorni di prognosi, se pensate che i generi del boss Bidognetti, Vincenzo D’Angelo e Carlo D’Angiolella, che stavano ricostruendo una fazione del clan, sono stati condannati nel dicembre scorso a 5 anni. Fa paura #Salvini che diffonde la fake news dell’aggressione del gazebo della Lega nel 2017, procedimento in cui Salis è stata assolta per non aver commesso il fatto. E a tutto questo orrore si aggiunge la farsa di #Lollobrigida che non si esprime perché non ha visto le catene. Le meraviglie dei raccomandati: prima di dire se hanno visto o sentito devono essere autorizzati.
Mihael Melnic è il ragazzo che ieri ha esposto il cartello “Free Gaza from Hamas” durante il corteo per la Palestina. È stato identificato dalla polizia. «Ho espresso un pensiero che dovrebbe essere universale, e cioè criticare un’organizzazione terroristica». (Corriere)
Sono in foto con i “Mostri di Ponticelli” , così sono stati chiamati per decenni Giuseppe La Rocca, Luigi Schiavo e Ciro Imperante. Questi uomini hanno subito la peggiore sorte possibile: condannati all’ergastolo per strupo e assassinio di due bambine nel 1983. Condannati ma innocenti. Nessun dubbio che lo siano basta studiare le carte dei processi.
La camorra indirizzò le indagini per liberare il quartiere di Ponticelli dalla pressione della polizia e, probabilmente, per allontanare i sospetti da loro parenti o da persone a loro vicine. Gli inquirenti, commettendo una serie di errori palesi, sono giunti alla loro colpevolezza e Ciro, Giuseppe e Luigi si sono fatti 27 anni di carcere senza aver mai commesso un crimine. Quello che oggi chiediamo è che la Commissione antimafia continui a occuparsene, che convochi i testimoni che hanno portato al verdetto di colpevolezza attraverso testimonianze contraddittorie e lacunose. Quello che chiediamo oggi è che, seppure in estremo ritardo, si celebri un nuovo necessario processo. Fiero di stare accanto a questi tre uomini macellati dall’ingiustizia ma ancora in asse, orgogliosi.
Non esiste un uomo che ama, conosce, promuove, aiuta i libri come @marinosinibaldi. La sua destituzione da presidente del centro per il libro è un errore assurdo di faziosità di chi pensa che la letteratura è solo una certa fantascienza e un certo fantasy. Leggessero di più
Quest'uomo ha ottant'anni e insiste per guidare sua moglie per mano ovunque vadano. Quando gli ho chiesto "Perché tua moglie se ne va in giro distratta, come se non seguisse nessuno?"
Ha risposto: "Perché ha l'Alzheimer."
Così gli ho chiesto: "Tua moglie si preoccuperà se la lasci andare o semplicemente ti stacchi?"
Mi ha risposto: "Non si ricorda. Non sa più chi sono, da un paio d'anni non mi riconosce più".
Sorpreso, gli ho detto: "Bene! E anche così, continua a far da guida ogni giorno anche se lei non lo riconosce?".
Il vecchio sorrise e mi guardò negli occhi.
Poi mi disse: "Lei non sa chi sono io, ma io so chi è lei... l'amore della mia vita".
Sapevi che il miele contiene una sostanza che aiuta il cervello umano a funzionare meglio?
Sapevi che il miele è l’UNICO cibo sulla terra che da solo può sostenere la vita umana?
Sapevi che un cucchiaino di miele è sufficiente per sostenere la vita umana per 24 ore?
Sapevi che la propoli prodotta dalle api è il più potente ANTIBIOTICO naturale?
Sapevi che il miele non ha una data di scadenza?
Sapevi che per guadagnare 1 kg. di tesoro, hai bisogno del nettare di più di 1.000.000 di fiori?
Sapevi che c’è un cucchiaio di legno speciale per il miele, e non uno di metallo?
Sapevi che i pascoli di api sono il cibo più salutare del mondo?
Sapevi che Il polline può avere più di 1500 colori e sfumature?
Sapevi che i corpi dei grandi imperatori del mondo sono stati sepolti in bare d’oro e poi ricoperti di miele per evitare il marcimento?
Sapevi che le api sono gli UNICI insetti che producono cibo per l’uomo?
Sapevi che mamma (regina) depone il doppio del suo peso nelle uova in un giorno?
Sapevi che le api battono le ali più di 11.000 volte al minuto?
Sapevi che l’unico miele che può essere apprezzato da persone allergiche ai prodotti dell’apicoltura è il miele di manna (manuka).
Sapevi che il miele manuka è il miglior miele per le donne?
Sapevi che il miele di acacia non è dolcificato?
Lo sai questo?
Un’ape vive meno di 40 giorni, visita almeno 1000 fiori e produce meno di un cucchiaino di miele, ma per lei è tutta la vita!
Non era mai accaduto.
Da circa 10 anni i figli stanno crescendo meno intelligenti dei genitori. Mai successo prima.
«Il Quoziente Intellettivo medio della popolazione mondiale sta diminuendo nell’ultimo ventennio. Memoria e capacità di apprendimento.
Una delle cause è l'impoverimento del linguaggio. (Non unica causa principale)
Diversi studi (citati a fondo del testo) dimostrano infatti la correlazione tra la diminuzione della conoscenza lessicale (e l'impoverimento della lingua) e la capacità di elaborare e formulare un pensiero complesso.
La graduale scomparsa dei tempi (congiuntivo, imperfetto, forme composte del futuro, participio passato) dà luogo a un pensiero quasi sempre al presente, limitato al momento: incapace di proiezioni nel tempo.
Meno parole e meno verbi coniugati, meno capacità di ricordare e memorizzare il passato, implicano meno capacità di esprimere poi le emozioni e meno possibilità di elaborare un pensiero.
Gli studi hanno dimostrato come parte della violenza nella sfera pubblica e privata derivi direttamente dall'incapacità di descrivere le proprie emozioni attraverso le parole. Quando ti mancano le parole per spiegarti e per avere ragione … capita di ricorrere alla violenza fisica
Più povero è il linguaggio, più il pensiero scompare.
La storia è ricca di esempi e molti libri (1984, di George Orwell; Fahrenheit 451, di Ray Bradbury) hanno raccontato come tutti i regimi totalitari abbiano sempre ostacolato il pensiero attraverso una riduzione del numero e del senso delle parole.
Se non esistono pensieri, non esistono pensieri critici. E non c'è pensiero senza parole.
Coloro che affermano la necessità di semplificare l'ortografia, sfrondare la lingua dei suoi “difetti”, abolire i generi, i tempi, le sfumature, tutto ciò che crea complessità, sono i veri artefici dell’impoverimento della mente umana.»
Christophe Clavé
Bibliografia e sitografia di riferimento
G. Antonelli, Il mondo visto dalle parole, Solferino, 2020
V. Venuti, Dalla parola alla cura del linguaggio e al linguaggio della cura, in “Dirigere la scuola” (novembre 2020), Euroedizioni.
C. Spadaro, Le conseguenze delle parole, del 20/2/2019
A. Polselli, L’influenza delle parole, del 9/10/2020
G. Vecchiato, Relazione e cominicazione? Il potere delle parole, del 5/2/2016
M. Caratù, Il reciprocal teaching: da alunno a docente, nei lavori d’apprendimento reciproco, del 22/11/2020
Christophe Clavé, _Baisse diu QI, appauvrissement du language et ruine de la pensée,_www.agefi.com del 17/11/2019
L. Vygotsky, Pensiero e linguaggio, Laterza, 1990
A. Bandura, Autoefficacia: teoria e applicazioni, Erikson, 2000
I. Lagreca, Il ruolo delle emozioni nell’apprendimento.
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