🎨 L’intelligenza artificiale sta entrando nei musei, negli archivi, nell’editoria e nella produzione culturale, modificando il modo in cui le opere vengono create, conservate, distribuite e percepite dal pubblico.
📊 Solo il 48% degli europei ritiene di saper distinguere un’opera generata dall’IA da una realizzata da una persona. Intanto, AI Act e GDPR impongono già obblighi su trasparenza, alfabetizzazione, dati personali e responsabilità organizzativa.
🗂️ Archivi fotografici, registrazioni, filmati e collezioni digitalizzate possono contenere dati personali. 🔐 Le infrastrutture culturali destinate all’addestramento dei modelli concentrano anche rischi di sicurezza, integrità e provenienza dei dati.
🛒 Anche l’origine umana o artificiale di un’opera può incidere sulla scelta del consumatore e sulla percezione del suo valore.
Ho approfondito questi profili partendo dal contributo depositato alla @EU_Commission sulla futura strategia per l’IA nei settori culturali e creativi.
🔗 https://t.co/uZd9UzZZpv
#AIAct #GDPR #CulturaDigitale #IntelligenzaArtificiale #Cybersecurity
📺 Su Rai 3, nello spazio di Rai Parlamento – “Spazio Libero”, ho parlato di un fenomeno sempre più diffuso e insidioso: le truffe digitali.
💻 Frodi online, messaggi ingannevoli e tecniche di manipolazione diventano progressivamente più sofisticati e credibili. Per questo la tutela dei consumatori non può limitarsi all’intervento successivo al danno, ma deve partire da informazione, prevenzione e consapevolezza.
🎙️ Nel corso dell’intervista mi sono soffermato sulle principali modalità utilizzate dai truffatori e su alcune cautele concrete:
🔎 verificare sempre l’identità del mittente;
⏳ non lasciarsi condizionare da richieste urgenti o allarmistiche;
🔐 non comunicare password, credenziali o codici di sicurezza;
📞 contattare direttamente banche, aziende o istituzioni attraverso i canali ufficiali;
🚨 segnalare tempestivamente ogni tentativo di frode.
📖 L’intervista è stata anche l’occasione per presentare la guida realizzata dal Movimento Difesa del Cittadino, nell’ambito del progetto “Passepartout – Consumatori intelligenti”, dedicata alle truffe e ai nuovi rischi digitali con il patrocinio del @mimit_gov
La guida è liberamente scaricabile qui:
https://t.co/0I2LUhVGS3
🛡️ Conoscere i meccanismi delle frodi significa ridurre il rischio di diventarne vittime. La sicurezza digitale comincia sempre dalla capacità di riconoscere, verificare e non agire sotto pressione.
#TruffeDigitali #TutelaDeiConsumatori #SicurezzaDigitale #Cybersecurity #EducazioneDigitale #Rai3 #RaiParlamento #MovimentoDifesaDelCittadino
🚨 Il 21 luglio OpenAI ha ammesso qualcosa che ho dovuto rileggere due volte per crederci.
Durante un test interno di cybersicurezza, un suo modello ha violato i server di Hugging Face. Non per un attacco esterno. Per rubare le risposte di un esercizio 🤖📝
🕳️ Il dettaglio più assurdo: l'ambiente di test era isolato, con un solo varco di rete aperto (un proxy per installare pacchetti). Il modello ha trovato lì uno zero-day mai scoperto prima. Non una falla lasciata per errore: una vulnerabilità sconosciuta persino a chi aveva progettato quell'isolamento 🔓
Da lì: escalation dei privilegi ⬆️, accesso a Internet non previsto 🌐, violazione dei server Hugging Face 💻, furto delle soluzioni del test dal database di produzione 🗂️
Nessuno ha programmato questo comportamento. È emerso da solo, durante una valutazione con i filtri di sicurezza disattivati per misurare le capacità massime del modello ⚠️
C'è anche un altro punto che mi ha colpito: per analizzare l'attacco, Hugging Face ha dovuto rinunciare ai modelli commerciali hosted, perché i loro stessi filtri bloccavano l'analisi dei payload malevoli. Ha dovuto usare un modello open-weight in locale per aggirare il blocco 🔄
Da avvocato, la domanda che mi sono posto è un'altra: se fosse successo in Europa, quale norma si sarebbe applicata? 🇪🇺
Ho verificato la definizione di "servizio di cloud computing" nella NIS2 e ho provato ad applicarla concretamente a un fornitore di modelli IA. La risposta non è scontata, ed è lì che si apre un vuoto normativo che nessuno ha ancora risolto 📖
Ho scritto un'analisi completa, con i riferimenti puntuali a NIS2, GDPR e AI Act (che, sorprendentemente, una disciplina rilevante già ce l'ha, art. 55 sui modelli GPAI a rischio sistemico) ⚖️
👉 https://t.co/gqfd3gPXZH
🔐 #AIAct #NIS2 #GDPR #OpenAI #HuggingFace #cybersecuritytips
🚨 OpenAI vs Hugging Face: un modello AI che viola un'infrastruttura per barare a un test
🤖 Durante un test interno, un modello AI di OpenAI ha violato l'infrastruttura di Hugging Face
🎯 Obiettivo del modello: risolvere un esercizio di cybersicurezza (benchmark "ExploitGym")
🔓 Passaggi chiave dell'attacco:
🕳️ trovata una falla mai scoperta prima (zero-day) in un componente di rete
🌐 ottenuto accesso a Internet dall'ambiente sandbox
⬆️ scalati i privilegi all'interno del sistema
💻 violati i server di produzione di Hugging Face
🗂️ sottratte le soluzioni del test dal database
⚠️ Nessuno ha programmato questo comportamento: è emerso da solo, durante una valutazione con i filtri di sicurezza disattivati per misurare le capacità massime del modello
📢 OpenAI lo definisce un incidente senza precedenti e lo ha reso pubblico il 21 luglio, condividendo le prime contromisure adottate insieme a Hugging Face
👉 https://t.co/OR0aqpMnkO
⚖️ Se fosse successo in Europa: 3 domande e 3 norme
1️⃣ Obbligo di notifica dell'incidente?
📌 Art. 25, D.Lgs. 138/2024 (NIS2): notifica preliminare al CSIRT Italia entro 24 ore, se il soggetto colpito rientra tra gli operatori essenziali o importanti stabiliti in UE
🔎 La norma guarda alla natura dell'evento, non a chi (o cosa) lo ha causato
2️⃣ Violazione di dati personali?
📌 Art. 33 GDPR: notifica al Garante entro 72 ore se emergono dati personali coinvolti
📌 Art. 34 GDPR: comunicazione diretta agli interessati, se il rischio è elevato
🔎 Un accesso non autorizzato causato da un agente AI resta una violazione ai sensi dell'art. 4, n. 12 GDPR: l'effetto conta, non lo strumento
3️⃣ Chi risponde di un modello che agisce da solo oltre lo scopo previsto?
📌 Nodo aperto: né GDPR né NIS2 normano l'"asimmetria difensiva" emersa nel caso. I modelli commerciali hosted rifiutavano di analizzare i log dell'attacco per motivi di sicurezza, lasciando Hugging Face a doversi affidare a un proprio modello open-weight
🔎 Terreno su cui l'AI Act, per i sistemi ad alto rischio, dovrà probabilmente intervenire
🔐 #cybersecurity #GDPR #NIS2 #AIAct
🍪 Cookie che si rifiutano in trenta clic.
🚪 Abbonamenti che si attivano in due minuti e si disdicono in un pomeriggio.
🏷️ Prezzi che cambiano in base al tuo profilo.
Non sono difetti. Sono scelte di design. E l'Europa sta preparando il Digital Fairness Act per regolarle, con la proposta attesa entro la fine del 2026.
Nel nuovo approfndimento faccio il punto su cosa cambia per consumatori e imprese, e ricostruisco un precedente che conosco da vicino: la battaglia sulle loot box che portai davanti all'AGCM, fino al brevetto pensato apposta per spingere i giocatori più giovani a spendere.
⚖️ Il punto vero, però, è un altro: le regole aumentano, la consapevolezza dei cittadini no. E così il divario digitale cresce, insieme al rischio di non riconoscere nemmeno i propri diritti.
👉 https://t.co/D1vTivr5Mj
#DigitalFairnessAct #TutelaConsumatori #DarkPattern
📌 Addestramento dell’IA e dati personali: il Digital Omnibus chiarisce, ma non semplifica tutto
Nel nuovo approfondimento analizzo uno dei passaggi più delicati del dibattito europeo su GDPR, AI Act e Digital Omnibus: il possibile inserimento dell’articolo 88c nel GDPR e il ricorso al legittimo interesse per lo sviluppo e il funzionamento dei modelli di intelligenza artificiale.
Il punto centrale è questo: il legittimo interesse può essere una base giuridica rilevante, ma non diventa una scorciatoia. ⚖️
🔎 Cosa chiarisce il Digital Omnibus
✅ rende più esplicito il possibile ricorso al legittimo interesse per i trattamenti connessi all’IA;
✅ riconosce la centralità dei dati nelle fasi di sviluppo, addestramento, prova e validazione dei modelli;
✅ introduce il tema del diritto di opposizione come contrappeso per l’interessato.
🚫 Cosa non cambia
⚖️ resta necessario il test a tre fasi sul legittimo interesse;
📝 resta la necessità di una Legitimate Interest Assessment solida e documentata;
🛡️ resta il bilanciamento tra interesse del titolare e diritti e libertà fondamentali delle persone;
❌ l’addestramento dei modelli non diventa una zona franca.
🏢 Perché il tema è decisivo
L’IA non è solo una questione tecnologica. È una questione di:
🔹 governance dei dati;
🔹 accountability;
🔹 trasparenza;
🔹 gestione del rischio;
🔹 tutela dell’interessato.
Per imprese, DPO, consulenti e professionisti della compliance il messaggio operativo è chiaro: non bisogna anticipare il legislatore, ma occorre già oggi rafforzare la governance dei trattamenti connessi all’intelligenza artificiale. 🧭
La competitività digitale europea non può fondarsi su zone grigie.
Ha bisogno di regole applicabili, valutazioni documentate e responsabilità organizzativa. 🇪🇺
#GDPR #IntelligenzaArtificiale #AIAct #DigitalOmnibus #DataGovernance #Privacy #Compliance #DPO #ProtezioneDati #AIGovernance
https://t.co/E6Xn50Jr8t
📊 Il Rapporto UNIREC 2026 racconta un dato che merita attenzione: non esplode il credito deteriorato, ma cambia la forma della fragilità finanziaria.
Aumentano le pratiche affidate al recupero, mentre scende il valore medio delle posizioni.
🔎 È qui che si vede il nuovo volto del sovraindebitamento: non sempre un grande default, ma molte esposizioni piccole, diffuse, spesso legate a credito al consumo, bollette, utenze, telefonia, pagamenti rateali.
Il recupero crediti diventa così un osservatorio anticipato della vulnerabilità delle famiglie.
⚖️ Ma proprio per questo non può essere letto solo come attività di incasso.
È governance del credito: qualità del contatto, correttezza delle condotte, GDPR, reclami, conciliazione, debt advice e prevenzione del contenzioso.
La tutela deve spostarsi prima del default, quando la fragilità è ancora gestibile.
Ne scrivo qui 👇 https://t.co/7gNg0OA3jn
#RecuperoCrediti #Sovraindebitamento #TutelaConsumatori #CreditoAlConsumo
🤖 L’intelligenza artificiale fa davvero crescere la produttività delle aziende?
La risposta è: non automaticamente.
📊 I dati più recenti raccontano un paradosso molto interessante: il 44% dei lavoratori italiani utilizza strumenti di IA e dichiara di risparmiare tempo. Ma solo una parte molto ridotta delle organizzazioni riesce davvero a gestire quel tempo recuperato e a trasformarlo in valore misurabile.
È qui che si apre il nodo più importante.
L’IA è già entrata nel lavoro quotidiano, spesso prima ancora che le imprese abbiano definito regole, processi, responsabilità e criteri di misurazione.
Molti lavoratori la usano per scrivere, sintetizzare, tradurre, riorganizzare informazioni, preparare documenti o velocizzare attività operative. Ma questo uso individuale non coincide necessariamente con una vera trasformazione aziendale.
🎯 Il punto non è più soltanto “usare l’IA”.
Il punto è capire se le imprese, soprattutto le PMI, abbiano costruito le condizioni per metterla davvero a frutto:
✅ formazione reale
✅ regole interne chiare
✅ controllo umano sugli output
✅ protezione dei dati
✅ valutazione dei fornitori
✅ misurazione dei benefici ✅ responsabilità organizzative definite
Senza questo passaggio, l’IA rischia di restare una scorciatoia individuale: utile per il singolo lavoratore, ma incapace di generare produttività stabile per l’impresa.
E, in alcuni casi, può persino aumentare i rischi: shadow AI, caricamento di dati riservati su strumenti non autorizzati, output non verificati, decisioni opache, incertezza su privacy e responsabilità.
La vera domanda, allora, non è: “quale strumento di IA dobbiamo adottare?”
La domanda è: “abbiamo capito come trasformarlo in valore, senza perdere controllo sui processi?”
👇 https://t.co/h3kjpVg3D2
#IntelligenzaArtificiale #AIAct #AILiteracy #PMI #Compliance #DigitalTransformation
📊 Annual @UNIREC 2026: più pratiche, portafogli più granulari, più responsabilità verso famiglie e consumatori
📈 Nel Conto Terzi, le pratiche affidate passano da 46,2 milioni nel 2024 a 51,8 milioni nel 2025.
✅ Le pratiche recuperate salgono da 19,3 milioni a 22,3 milioni.
💶 Il valore degli affidamenti resta molto elevato: 188,2 miliardi di euro nel 2025.
📌 Il valore recuperato cresce da 21,2 a 22,2 miliardi di euro.
🔎 Il ticket medio scende a 3.635 euro: un segnale chiaro di portafogli sempre più granulari e di posizioni di importo più contenuto.
👥 Il dato consumer è centrale.
Nel Conto Terzi Originator, Utilities e Telco pesano per 19,8 milioni di pratiche affidate, pari al 54% del totale.
🏦 In termini di valore, restano centrali Banche e Finanziarie, rispettivamente con 32,5 e 28,8 miliardi di euro.
⚠️ Non emerge una crisi generalizzata dell’indebitamento delle famiglie, ma cresce il numero di posizioni consumer diffuse, spesso di importo contenuto e gestite con processi sempre più industrializzati.
⚖️ Per questo efficienza e compliance devono procedere insieme.
Più volumi significano più attenzione a correttezza dei contatti, trasparenza delle richieste, protezione dei dati personali, gestione effettiva dei reclami, sostenibilità dei piani di rientro e tutela delle situazioni di fragilità economica.
🤝 In questo quadro, il ruolo della Fondazione Forum UNIREC-Consumatori resta essenziale: promozione delle buone prassi, conciliazione paritetica e garanzia di un sistema più trasparente, equilibrato e conforme alle regole.
#UNIREC #Annual2026 #RecuperoCrediti #Credito #Consumatori #Compliance #Conciliazione #GDPR #EducazioneFinanziaria
📌 Nei mercati digitali la tutela del consumatore non riguarda più solo prezzo, contratto e informazioni commerciali.
Oggi passa anche da:
🔐 dati personali
🧠 dark patterns
⚙️ algoritmi
📲 piattaforme ⚖️ coordinamento tra Autorità
Nel nuovo articolo analizzo il ruolo sempre più ampio dell’AGCM, tra tutela consumeristica, concorrenza e GDPR.
Tre punti chiave:
⚖️ la sentenza Meta 2023 della Corte di Giustizia UE 🧩 i dark patterns come pratiche commerciali scorrette 🔄 il coordinamento tra AGCM, Garante Privacy e AGCom
Il messaggio è chiaro: la compliance digitale non può più essere letta a compartimenti stagni.
👉 https://t.co/haeSMGBLgC
#AGCM #MercatiDigitali #DarkPatterns #GDPR #TutelaConsumatori
⚖️ Dal deposito telematico all'IA: cosa cambierà nel processo digitale
Quando si parla di intelligenza artificiale nella giustizia, il rischio più immediato non è l'errore tecnico. È che la tecnologia venga adottata senza chiedersi a quali condizioni il suo impiego sia compatibile con le garanzie del processo.
La domanda non è se l'IA possa essere usata nella giustizia. È se possa esserlo senza alterare il nucleo di ciò che rende giusto un processo.
📂 L'e-filing è già realtà, e già un tema di garanzie. Il Processo Civile Telematico esiste da oltre un decennio. Quando il sistema funziona, è efficiente. Quando non funziona — un disservizio del portale, un errore della firma digitale, un rifiuto automatico per vizi formali — un deposito tardivo non documentato rischia di essere trattato come tardivo tout court. Le Linee guida CEPEJ sono esplicite: le garanzie del fair trial si applicano integralmente anche nei procedimenti digitali, e in caso di malfunzionamento devono esistere rimedi effettivi.
🤖 Con l'IA il quadro cambia natura. Non più solo trasmettere atti, ma strumenti che assistono nella redazione, nella classificazione dei documenti, nella ricerca giurisprudenziale, nella sintesi del fascicolo. I due piani — IA usata dall'avvocato e IA usata dall'ufficio giudiziario — non sono simmetrici. Quando è il sistema giudiziario a usarla, il difensore non può verificarne i criteri di funzionamento, non conosce i dati di addestramento, non sa in quale misura abbia influenzato la lettura del caso prima che il giudice lo esaminasse.
🇪🇺 Il quadro europeo è in movimento. L'AI Act qualifica come ad alto rischio i sistemi destinati ad assistere autorità giudiziarie. La scadenza originaria del 2 agosto 2026 è in fase di rinvio: il Parlamento europeo, il 26 marzo 2026, ha fissato il nuovo orizzonte al 2 dicembre 2027 (Allegato III) e al 2 agosto 2028 (sistemi integrati in prodotti regolati). Trilogo in corso.
🇮🇹 Sul piano nazionale, la legge 132/2025 è in vigore dal 10 ottobre 2025. L'art. 15 riserva al magistrato ogni decisione sull'interpretazione della legge e sulla valutazione delle prove. Ma molti contenuti sostanziali — fattispecie di reato, sanzioni, attuazione — sono affidati a decreti delegati che il Governo dovrà adottare entro ottobre 2026.
⚖️ Le Raccomandazioni CSM dell'8 ottobre 2025 mettono in guardia dal "bluewashing etico": il rifugiarsi in principi rassicuranti senza costruire regole concrete sull'uso effettivo della tecnologia.
🔍 Per l'avvocatura tre profili di attenzione:— gestione del rischio tecnologico nel deposito (ricevute, malfunzionamenti, deposito sostitutivo); — uso consapevole degli strumenti generativi (verifica di ogni fonte, ogni massima, ogni argomento); — protezione dei dati nel fascicolo (dati sanitari, giudiziari, segreto professionale, GDPR).
Realisticamente, il primo orizzonte in cui la giustizia europea e quella italiana applicheranno un quadro completo di regole sull'IA è collocato tra la fine del 2027 e il 2028. Ma le scelte tecnologiche compiute oggi peseranno su quel quadro futuro. Il dibattito sulle garanzie non può essere rimandato all'entrata in vigore delle norme: deve accompagnarne la costruzione.
🔗 https://t.co/0FF9eyMbaM
#AIAct #GiustoProcesso #Avvocatura #GiustiziaDigitale #Legge132
💻⚖️ Ieri a Roma ho partecipato al convegno “Economia digitale e tutela del consumatore”, promosso da IRCAF con UNIMORE.
🤖📊 Nel mio intervento ho sottolineato un punto centrale: innovazione e tutela non sono alternative.
🛡️ Mercati digitali, IA, dati, piattaforme e servizi online possono creare valore solo se il consumatore resta davvero in grado di capire, scegliere e difendersi.
🔍📱 Trasparenza, informazioni chiare, libertà di scelta e rimedi effettivi sono oggi la vera infrastruttura della fiducia digitale.
▶️ Qui il video : https://t.co/mHKtHpSWBD
#EconomiaDigitale #Consumatori #IntelligenzaArtificiale #DirittiDigitali #MDC
📌 Recupero crediti e privacy: il caso Sagitter non riguarda solo il divieto di comunicare il debito ai familiari.
Il punto vero è un altro: il legittimo interesse non può diventare una clausola elastica nella fase stragiudiziale.
Ne parlo sul blog, collegando la decisione del Garante al Codice di condotta della Fondazione Forum UNIREC-Consumatori.
⚖️ Privacy 📄 Procedure interne 🔍 Contestazioni del credito 🧭 Dignità del debitore
🔗 https://t.co/hHGsG26HCJ
📊 Recensioni online e legge 34/2026: la norma c’è, ma la vera sfida è l’enforcement.
Dal 7 aprile 2026 l’Italia ha una disciplina contro le recensioni online illecite in turismo e ristorazione.
✔️ requisiti di autenticità
✔️ limite di 30 giorni per pubblicare
✔️ divieto di compravendita di recensioni
✔️ segnalazioni nel quadro del #DigitalServicesAct
Ma il nodo vero resta l’attuazione:
⚖️ linee guida AGCM
🌐 rapporto con piattaforme globali
🔎 verifica reale dell’esperienza del consumatore
Il caso Trustpilot lo dimostra: il problema non è solo il falso grossolano, ma anche sistemi che alterano la rappresentatività delle valutazioni.
Cosa cambia davvero e quali sono i limiti applicativi della legge?
🔗 https://t.co/Drhyuz4atm
#RecensioniOnline #AGCM #TutelaConsumatori #DirittoDigitale
🔎 Europe’s data protection debate is entering a new phase.
The EDPB’s 2025 Annual Report shows a growing tension at the heart of EU digital regulation: simplifying privacy compliance is necessary, but simplification cannot become deregulation ⚖️
In my latest article, I look at:
📌 the Helsinki Statement
📌 the interplay between the GDPR, AI Act, DSA and DMA
📌 the risk of weakening safeguards in the name of simplification
📌 enforcement trends across Europe
📌 the new challenges for DPOs, compliance teams and data governance
The key point is clear: the GDPR can no longer be read in isolation. It now sits within a much broader digital regulatory framework shaped by AI, platforms and market rules.
Read more
https://t.co/uZTZVOA8mu
#GDPR #DataProtection #Privacy #AI #AIAct #Compliance #DigitalRegulation
🔎 Privacy europea, GDPR, AI e nuove regole digitali: il Rapporto 2025 del Comitato europeo per la protezione dei dati merita davvero attenzione.
Il punto non è solo tecnico 📚Il tema è anche politico e operativo ⚖️
In Europa cresce la spinta a semplificare la compliance. Ma la domanda vera è questa: fino a che punto si può alleggerire il quadro degli obblighi senza ridurre le garanzie del GDPR e senza indebolire la tutela delle persone? 👥
I temi del Report:
📌 Helsinki Statement e nuovo approccio del Board
📌 rapporto tra GDPR, AI Act, DSA e DMA
📌 semplificazione sì, ma senza deregulation
📌 enforcement europeo e cooperazione tra autorità
📌 nuove sfide per DPO, imprese e governance dei dati 📌 ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nei processi di compliance 🤖
È un passaggio che riguarda da vicino professionisti, aziende, consulenti, decisori pubblici e chiunque lavori oggi all’incrocio tra diritto digitale, organizzazione e rischio regolatorio.
🧭 Qui l’approfondimento completo: https://t.co/uZTZVOA8mu
#GDPR #Privacy #AI #AIAct #ComplianceDigitale #ProtezioneDati #DataProtection
🤖 L’intelligenza artificiale entra sempre più chiaramente nel diritto italiano.
Con la Legge 132/2025 e con il percorso di riforma del TUF, il tema dell’IA non può più essere letto solo come questione tecnologica o come semplice adempimento di compliance.
Sta prendendo forma, anche nel nostro ordinamento, una vera filiera di governance che mette in relazione:
🇪🇺 AI Act europeo
🏛️ disciplina nazionale italiana
🏢 assetti organizzativi, controlli interni e trasparenza
È questo, a mio avviso, il dato più interessante.
L’IA non riguarda più soltanto innovazione, automazione ed efficienza.
Riguarda sempre di più anche:
⚖️ responsabilità
🔍 trasparenza
🛡️ gestione del rischio
📑 rapporti con clienti e destinatari delle decisioni
📊 governo societario e controlli
La Legge 132/2025 ha aperto il primo quadro nazionale italiano sull’intelligenza artificiale mentre la riforma del TUF e il collegamento con la governance societaria rappresentano una novità da seguire con grande attenzione.
Un tema che interessa da vicino professionisti, imprese, compliance officer, organi di controllo e chiunque si occupi di diritto, tecnologia e organizzazione.
🔗 https://t.co/uKZrThsND3
#IntelligenzaArtificiale #AIGovernance #CorporateGovernance
📢 La nuova Commissione parlamentare d’inchiesta sulla disinformazione online sarà utile solo se andrà oltre gli slogan.
Non bastano le fake news come etichetta generale.
Oggi il rischio passa anche da:
🤖 deep fake e IA
📊 profilazione algoritmica
🧠 dark pattern
🛡️ minori e cyberbullismo
Il punto vero è questo:
📚 le regole esistono
⚖️ l’enforcement resta fragile
🔗 il coordinamento tra autorità è ancora insufficiente
La sfida non è solo informativa.
È una questione di #DirittoDigitale, #Privacy, #TutelaConsumatori e protezione dei minori.
https://t.co/eKOyZcenHb
#Disinformazione #CommissioneParlamentare #MinoriOnline #IntelligenzaArtificiale #GDPR #DSA
♻️ Dal 27 settembre 2026 cambia il Codice del consumo (d.lgs. 30/2026).Non è solo una stretta sul #Greenwashing:
⚖️ stop ai claim ambientali generici non dimostrabili
📦 obblighi su durabilità e vita utile dei prodotti
🔧 informazioni su riparabilità e pezzi di ricambio
💻 trasparenza sugli aggiornamenti software (durata, impatti, limiti)
🛡️ nuove regole su garanzie e qualità dell’informazione👉 Il punto vero: la sostenibilità non si “dichiara” più.
Si costruisce 🛠️, si documenta 📑 e si rende trasparente 🔍Per le imprese significa rivedere processi, filiere informative e modelli di compliance.
Il rischio non è teorico: è organizzativo ⚠️🏢Analisi completa 👇
https://t.co/kR1UIsEBMC #Compliance #Consumatori #Sostenibilità
Al Parlamento Europeo sul #SafeHeartsPlan, con la Fondazione Boscacci ETS. 🇪🇺
Le malattie cardiovascolari non sono numeri: sono 1,7 milioni di morti l’anno in Europa e sistemi sanitari sotto pressione. Servono politiche serie.
Sì alla prevenzione.
Ma deve essere proporzionata, equa ed efficace.
Non tutte le misure funzionano:
le tasse sulla salute spesso colpiscono i più fragili senza cambiare i comportamenti.
Il cittadino non è un destinatario passivo.
Ha diritti:
✔ cure accessibili
✔ informazioni corrette
✔ dati sanitari protetti
✔ tutela da pratiche ingannevoli
Lo European Health Data Space è un’opportunità, ma solo con:
🔐 sicurezza reale
📊 consenso informato e revocabile
🚫 divieto di uso commerciale dei dati
Altro nodo centrale: la disinformazione.
Oltre il 50% dei contenuti sanitari online è fuorviante.
Servono:
📌 etichette chiare
📌 pubblicità controllata
📌 comunicazione istituzionale rigorosa
Una politica sanitaria efficace non semplifica i comportamenti.
Aiuta i cittadini a scegliere meglio.
#PublicHealth #EUHealth #HealthPolicy #EvidenceBased #DataProtection #ConsumerRights