Tutti hanno bisogno di qualcuno a cui raccontare la propria giornata, i propri pensieri e i propri segreti senza essere giudicato. Io ho un amico immaginario. Se mi vedono parlare sola pensano che io sia pazza, ma è il solo modo che ho per non impazzire.
“Ho deciso di raccontare pubblicamente qualcosa di molto personale.
Nel 2022 durante la TAC, scopro di avere tre lesioni nella testa. Dopo lo smarrimento iniziale, mi viene consigliato senza esitazione e dicendo di fare la radioterapia perché la chemioterapia non arriverà mai alla testa. E gli effetti collaterali? “Meglio non pensarci”
Vedendo un secondo specialista. Stessa risposta. Identico verdetto: radioterapia, bisturi e rischi annessi.
Ma poi mio padre e mio fratello incontrano il medico curante. Gli racconta la sua storia e il medico li consiglia di rivolgersi al San Raffaele di Milano, al reparto di neurochirurgia del Prof. Mortini, che aveva già risolto un caso analogo in famiglia.
Mio padre e mio fratello riuscirono a incontrarlo pochi giorni dopo, durante una delle sue visite a Roma. Il Professore Mortini guarda le immagini della risonanza, li tranquillizza e li dice: “tuo figlio non ha tre lesioni nella testa ma ha solo una lesione. Niente radioterapia. Niente bisturi. Noi usiamo il Gamma Knife. Niente tagli. Solo raggi gamma che attraversano il cranio e distruggono la massa.”
Una settimane dopo la mia famiglia mi porta a Milano. Alle 8 del mattino mi mettono la struttura (mi vedrete nella foto). Mi fanno sdraiare sul lettino di un macchinario simile a una risonanza. Dopo un’ora e mezza, il trattamento è concluso. Me tolgono il "casco", mi portano in reparto, e otto ore dopo sono tornato a casa. Fine.
La lesione? Non c’è più.
Figuriamoci alcuni che non avevano mai sentito parlare del Gamma Knife.
Ho letto un’articolo che diceva che la prima macchina Gamma Knife arrivò in Italia 30 anni fa, proprio a Roma, grazie a un neurochirurgo visionario che si formò in America e dopo pochi mesi fu tolta di mezzo, chiusa in un seminterrato e... dimenticata. Dava fastidio a troppe persone.
Eppure il Gamma Knife non serve solo per i lesioni, ma anche per molti tipi di tumori.
Cercate su Google:
"Gamma Knife - Radiochirurgia Stereotassica - Prof. Mortini"
Voglio condividere e fate girare questa storia. Potrebbe evitare a qualcuno un intervento inutile. Potrebbe, semplicemente, salvarlo.
"Se anche solo una persona, leggendo questo, potesse avere un'altra possibilità... allora ne sarà valsa la pena."
Manuel Meniconi”.
@roby267@Corriere Quindi quando voli scegli solo voli da 50/100 in su?? Che significa… se puoi risparmiare risparmi… a meno che non sei miliardario… che poi sono tutti low cost adesso
Per chi ancora difende questi genitori senza conoscere i fatti, ecco cosa è realmente successo. Cercate di leggere tutto prima di commentare.
Nel 2021 Nathan e Catherine, con tre figli piccoli, si trasferiscono in un casolare fatiscente a Palmoli: niente acqua corrente, niente energia elettrica, niente bagno interno, niente riscaldamento. I bambini crescono senza scuola, senza pediatra, senza vaccinazioni, senza parlare italiano, senza saper leggere né scrivere. Per quattro anni nessuno sa nulla.
Poi, nel settembre 2024, la famiglia si avvelena con funghi tossici raccolti dal padre, convinto di essere un esperto. Si ritrovano tutti privi di sensi fuori dal casolare. Non chiamano il 118. Li trova un vicino contadino per puro caso e dà l'allarme. Senza di lui probabilmente non staremmo qui a discutere. In ospedale i genitori rifiutano il sondino naso-gastrico per i figli perché fatto di silicone. Il bambino se lo strappa da solo e la madre impedisce che venga rimesso. Durante un avvelenamento. A dei bambini.
Da lì partono le segnalazioni. I carabinieri descrivono una situazione di "sostanziale abbandono". I servizi sociali propongono un percorso: ristrutturazione della casa, visite mediche, incontri educativi. I genitori accettano, poi si tirano indietro e dichiarano di non essere più interessati. Catherine fugge addirittura a Bologna con i figli, facendo perdere le proprie tracce per settimane.
Quando torna, il Comune di Palmoli — un paesino di 850 anime — offre gratuitamente una casa vera: tre camere, due bagni, riscaldamento, tutte le utenze. Rifiutata. Un imprenditore offre un'altra casa gratis. Rifiutata. Un geometra e una ditta edile si offrono di ristrutturare il casolare a costo zero. Il padre doveva solo firmare un foglio. Ha rifiutato perché i lavori sarebbero stati "troppo invasivi". Per le visite mediche dei figli hanno chiesto 150.000 euro, cinquantamila a bambino. La figlia più grande nel frattempo s'è beccata una bronchite acuta, non curata e non segnalata.
Il loro stesso avvocato a un certo punto ha rimesso il mandato, dichiarando di non poterli più difendere perché rifiutavano sistematicamente ogni proposta.
A novembre 2025 il tribunale sospende la responsabilità genitoriale e trasferisce i bambini in una casa famiglia con la madre. E qui si arriva all'ultimo capitolo. Catherine nella struttura si è comportata in modo "ostile e squalificante" verso le educatrici, ha preteso che i figli seguissero regole diverse dagli altri bambini, ha screditato il personale davanti ai figli chiamandole "cattive persone". I bambini, influenzati dalla madre, hanno iniziato a compiere atti aggressivi: HANNO ROTTO PERSIANE PER FABBRICARSI BASTONI CON CUI COLPIRE LE EDUCATRICI e hanno messo in pericolo una neonata ospite della struttura. Il padre, al contrario, è sempre stato descritto come collaborativo.
Risultato: pochi giorni fa il tribunale ha disposto la separazione della madre dai figli e il trasferimento dei bambini in un'altra struttura. A 18 mesi dall'inizio della vicenda, nessun progetto di ristrutturazione del casolare è mai stato depositato in Comune.
Quindi, prima di gridare allo scandalo e allo Stato cattivo, chiedetevi: quante possibilità sono state offerte a questa famiglia? Quante case gratuite, quanti lavori dignitosi, quanti percorsi di aiuto? E quante volte hanno detto "NO"? Non si è arrivati a questo punto per cattiveria delle istituzioni, ma per l'intransigenza sistematica di due genitori che hanno anteposto la propria ideologia alla salute, alla sicurezza e al futuro dei propri figli. Lo Stato non ha tolto dei bambini a una famiglia. Lo Stato ha protetto tre bambini da chi avrebbe dovuto tutelarli e non l'ha fatto.
E sapete cosa mi fa davvero rabbia? Che in Italia ci sono migliaia di famiglie che vivono in condizioni di indigenza non per scelta, ma perché la vita le ha messe in ginocchio. Famiglie che dormono in case fatiscenti, che non riescono a pagare le bollette, che non hanno i soldi per curare i figli. Famiglie che darebbero qualsiasi cosa per avere anche solo una delle opportunità che questa coppia ha rifiutato con arroganza. A loro nessuno offre una casa gratis con tre camere e due bagni. A loro nessuno offre ristrutturazioni a costo zero. A loro nessun imprenditore consegna le chiavi di un B&B. A loro nessun programma televisivo dedica settimane di copertura. Vivono nell'invisibilità, e nessuno si indigna.
Ecco, se proprio volete indignarvi, indignatevi per loro. Per chi lotta ogni giorno senza che nessuno gli tenda la mano, non per chi quella mano l'ha avuta, più e più volte, e l'ha schiaffeggiata ogni singola volta.
@V_vs_mestessa Finalmente un po di meritocrazia… e comunque non so se sono più felice che abbia vinto Teo o che non abbia vinto Carlotta! 🤣 #MasterChef