La notizia del ricovero di Alessandro a Cuba mi ha lasciato senza parole. E con me l’intera comunità 5 stelle è rimasta sgomenta.
Io stesso, dopo avere appreso questa mattina la notizia, in queste ore ho voluto personalmente accertarmi delle sue condizioni di salute.
Sono momenti difficili per lui e per i suoi cari e anche per tutta la nostra comunità che nutre per Alessandro un affetto enorme, sincero. Io e l’intero Movimento 5 Stelle continuiamo a seguire l’evoluzione, garantendo il nostro massimo sostegno. Da credente, prego perché la situazione migliori e ci giungano buone notizie.
Forza Ale, sono e siamo con te.
«Pronti alle dimissioni in blocco»
Sono stata intervistata da @InOndaLa7 su @La7tv riguardo al caos che sta travolgendo la trasmissione dopo le ultime decisioni della Rai.
13 secondi..
Chi non tollera il dissenso e l'inchiesta scomoda applica sempre lo stesso manuale: isolare, delegittimare, attaccare chi fa luce sui fatti. Il metodo non cambia, cambiano solo i bersagli. #Report#Informazionelibera#IostoconRanucci
Alessandro Di Battista ricoverato in gravi condizioni a Cuba.
Un pensiero di vicinanza ad Alessandro Di Battista e alla sua famiglia in questo momento così difficile. Spero possano arrivare presto notizie confortanti.
Un fortissimo abbraccio.
Forza Dibba..
Giuseppe N. Belcastro
Molti anni fa passò a trovarmi, a Roma, un mio caro amico di Boston. Ad un tratto lo vidi fissare una piccola scultura in bronzo, una donna nuda di boteriane fattezze, appoggiata su uno scaffale della mia libreria. Dopo averla osservata, si rivolse verso di me con tono serio: “Non dovresti tenere esposta una scultura del genere, è offensiva nei confronti delle donne”.
Rimasi disorientato da questa sua uscita. Non me l’aspettavo da un fine intellettuale. Provai a fargli comprendere che l’arte non può essere compressa in valutazioni moraleggianti. Non lo convinsi. Quella fu la prima volta che toccai con mano gli eccessi della cultura “woke”.
Si è riaperto in questi giorni un dibattito sulla cultura “woke”. Credo sia il momento giusto per affrontarlo e definire le vere priorità di una forza autenticamente progressista.
Condivido qui il mio contributo pubblicato oggi su Repubblica.
Leggerò con attenzione i vostri commenti
Paga Capezzone paga.
GRAVE DIFFUSIONE DI UN DOCUMENTO INTERNO STRATEGICO PER L'AZIENDA VISTO CHE RENDE PUBBLICI I COSTI DI UNA PRODUZIONE DI PUNTA DELLA RAI COME REPORT. PRESENTEREMO DENUNCIA ANCHE AL COMITATO ETICO SU CHI IN RAI ABBIA FORNITO AL TEMPO TALE DOCUMENTAZIONE SENSIBILE.
Inviati di Report annunciano querela al Tempo, "pubblicate cifre false sugli stipendi"
"e a tutte le testate che riprenderanno le informazioni false e scorrette pubblicate"
(ANSA) - ROMA, 17 AGO - "La campagna di diffamazione contro i giornalisti e le giornaliste di Report oggi si arricchisce di un nuovo capitolo: i soldi. Stamattina il quotidiano Il Tempo ha pubblicato cifre false e surrettizie spacciandole per stipendi dei giornalisti e delle giornaliste del programma". Lo dicono in una nota gli inviati e le inviate di Report che annunciano querela "per tutelare il proprio nome e il proprio lavoro, nei confronti de Il Tempo e di tutte le testate che riprenderanno le informazioni false e scorrette pubblicate", in riferimento all'articolo comparso oggi su 'Il Tempo' dal titolo 'Stipendi faraonici e spese incredibili: quanto ci costa Report'.
"Le somme indicate sono scorrette e artatamente aumentate e non indicano affatto la retribuzione individuale dei singoli inviati ma il totale delle spese sostenute per la realizzazione dei singoli servizi. I giornalisti e le giornaliste di Report hanno per la maggior parte contratti di lavoro autonomo a partita Iva con la Rai e, in base al modello produttivo della trasmissione, autoproducono i propri servizi, pagando dunque di tasca propria i costi di trasferta, di montaggio e tutte le altre spese vive necessarie a condurre per mesi un'inchiesta" sottolineano nel comunicato.
"Le somme pagate per i servizi giornalistici vanno dunque solo in parte a pagare i compensi dei giornalisti, una gran parte copre le spese di produzione già sostenute dagli inviati. Grazie a questo modello produttivo, che scarica i costi vivi sui giornalisti, in questo modo li abbatte. Report è la trasmissione di approfondimento giornalistico meno costosa della prima serata Rai, con circa 150 mila euro a puntata, altre nella stessa fascia e sulla stessa rete arrivano a costare il doppio. Se qualcuno intende occuparsi davvero di compensi faraonici in Rai, deve indirizzare l'attenzione ad altri giornalisti, graditi alla politica, che negli ultimi anni sono stati messi alla guida di trasmissioni rivelatesi fallimentari". (ANSA).
2026-08-17 11:06
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Riforma disabilità: indicazioni per domande "progetto di vita".
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Inps Comunica
Ora serve il vostro contributo, oltre le parole di vicinanza verso un giornalista libero come Sigfrido Ranucci che il sistema marcio vuol cancellare.
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