🚨 Breaking: A serious threat of World War III.
Iran has revealed its nuclear weapons to the world. The irresponsible actions of the US President have pushed the world into the fires of war. 🔥🚀🇮🇷🇺🇸☢️💥⚡
Iran zamienił w popiół bazę CIA w Kuwejcie za pomocą rakiet, zabijając co najmniej pięćdziesięciu członków personelu agencji; zostali spaleni żywcem
USA nie mogą zrozumieć, jak Iran zdołał skutecznie zaatakować tajną bazę wywiadu, o której istnieniu nie wiedziało nawet wielu amerykańskich urzędników
i to jest powód wstrzymania wczorajszego ataku na Iran…
jednak Iran ma do czynienia z najbardziej wiarołomnym przeciwnikiem na ziemi - z syjonistami i jeżeli nie będzie posiadał własnej broni atomowej, wcześniej czy później Izrael użyje swojej i Iran musi się z tym liczyć...
Se il principio secondo cui l'Italia ripudia la guerra è sancito dall'articolo 11 della Costituzione, mi spiegate che cazzo ci fanno i nostri soldati in una base americana in Arabia Saudita?
Poi lamentatevi se la benzina è a 2 Euro!🤫
Rusia invade Ucrania —que no es de la UE— y Europa entera se vuelca: dinero, armas, sanciones y la factura a cuenta nuestra. Marruecos agrede a España —que SÍ es de la UE— y esos mismos socios responden suspendiéndonos Schengen. Que alguien me explique la solidaridad europea, porque yo no la veo.
- Giuseppe Salamone:
Questi sono usciti fuori di testa, sono dei folli!
L'Italia ha appena abbordato una petroliera battente bandiera del Camerun e diretta a Istanbul, nel Mediterraneo, a ovest di Pantelleria. Dicono che faccia parte della flotta ombra russa e quindi esultano per questa azione.
Tra l'altro, l'abbordaggio è stato eseguito in acque internazionali. A quanto pare si sono messi in testa di fare i poliziotti del mare. Siamo davanti a una vicenda gravissima che farà peggiorare ancora i rapporti con la Russia. Un suicidio, praticamente!
Dovrebbero non dormire di notte per cercare una via per riallacciare i rapporti con la Russia e tornare a comprare gas e petrolio da loro.
Soprattutto in questo periodo, dove le conseguenze le paghiamo, e anche salate, al distributore o quando apriamo una bolletta. Invece se ne vanno in giro a fare danni e a continuare a compromettere i rapporti con la Russia.
Allucinante!
Come mai oggi per la quinta volta Trump "cancella all'ultimo momento" l'attacco all'Iran ? Le capacità tecnologiche degli iraniani ora spaventano tutti nel Golfo e sauditi ed emirati hanno minacciato Trump se dava retta a Israele.
L'Iran sforna 230-240mila ingegneri l'anno. Ad esempio l'Italia è sui 50 mila. La Francia sui 100mila. La Germania, sui 180mila e ha una popolazione poco inferiore all'Iran
In proporzione alla popolazione, 94 milioni Iran contro 60 milioni Italia, l'Iran sforna il triplo di ingegneri dell'Italia.
Che sta importando però ingegneri dall'africa, nordafrica, bangladesh, egitto e pakistan vero ?
G.Zibordi
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Total degrees awarded in engineering fields each year is therefore in the 55,000–65,000 range.Iran graduates roughly 230,000–234,000 engineers per year. This figure appears repeatedly in UNESCO-based rankings (e.g., ~233,700 in older World Economic Forum/UNESCO compilations still widely referenced), recent Iranian official statements (e.g., Planning and Budget Organization citing ~230,000), and 2025–2026 analyses. It places Iran among the top producers globally (often 3rd–5th when China and India, which produce far more, are set aside).mfame.guruFrance + Germany
France: Broader engineering/manufacturing/construction graduates ≈ 104,000 (the figure used in direct comparisons to Iran). The stricter count of graduates from écoles d’ingénieurs (the classic “ingénieur” diploma) is much lower, around 46,000–48,000 in recent years (CDEFI/IESF data for 2022–2024).bfmtv.com
Germany: First-time graduates in engineering sciences (Ingenieurwissenschaften) ≈ 74,000 (2024 official data). Broader counts of passed exams (Bachelor + Master) are higher (~129,500 in 2024), while comparison articles often use ~80,https://t.co/siQN9tS7bT Combined (using the broader figures that match the Iran data): roughly 180,000–185,000.
Iran’s number exceeds France + Germany combined. Even with Germany’s higher exam total the gap remains large in Iran’s favor on the standard international metric
.ItalyItaly produces far fewer. According to the Centro Studi of the Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) using MUR (Ministry of University and Research) data:First-level (laurea triennale/Bachelor) engineering graduates: roughly 30,000–38,000 in recent years (≈30,000+ in 2023; higher in some 2024 counts depending on exact field definitions).
Second-level (laurea magistrale/Master): ≈ 26,700 (26,722 in 2024; similar in 2023).ingenio-web.it
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themismetis
MOLTI AFFARI SPORCHI. ZERO.UMANITÀ
Il governo prepara già altre armi: a settembre 13° pacchetto a Kiev.
Al rientro dalla pausa estiva il governo varerà il tredicesimo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina. Il decreto interministeriale firmato dai ministri Guido Crosetto, Antonio Tajani e Giancarlo Giorgetti – come tutti i dodici precedenti – è secretato e passerà dal Copasir, il comitato parlamentare della Sicurezza della Repubblica. Non è dato sapere cosa sarà inserito nel decreto ma dovrebbero esserci batterie di difesa antiaerea per proteggere i cieli di Kiev dagli attacchi russi, secondo due fonti qualificate a conoscenza della questione che chiedono l’anonimato.
MELONI STA TRASCINANDO L’ITALIA IN GUERRA SENZA IL CONSENSO DEGLI ITALIANI
Di Luciano Tovaglieri.
Il governo Meloni ha compiuto uno dei passi più gravi della storia recente della Repubblica.
Mentre agli italiani si raccontava che il nostro Paese era estraneo alla guerra contro l’Iran, centinaia di militari italiani, insieme a caccia, sistemi antimissile e altri assetti militari, venivano dispiegati anche in Arabia Saudita, uno degli Stati coinvolti nello schieramento che sostiene l’azione militare statunitense e israeliana nella regione.
Solo grazie alle rivelazioni della stampa e alle denunce delle opposizioni il Paese ha scoperto ciò che avrebbe dovuto essere discusso apertamente davanti al Parlamento e agli italiani.
Oggi Guido Crosetto sostiene che fosse tutto autorizzato e che fosse tutto pubblico.
Ma se davvero era tutto così trasparente, perché nessun italiano sapeva che i nostri soldati erano stati trasferiti in Arabia Saudita? Perché il governo non è venuto spontaneamente in Parlamento a spiegare una scelta tanto delicata? Perché sono servite le interrogazioni delle opposizioni perché la questione esplodesse nel dibattito pubblico?
Il ministro Crosetto e il suo governo ci stanno prendendo per i fondelli, una notizia del genere avrebbe dovuta essere annunciata da tutti i Telegiornali e discussa apertamente in parlamento prima di muovere uno solo dei nostri soldati su un teatro di guerra e invece il nulla o quasi.
La realtà politica è evidente.
Il governo ha deciso di collocare uomini e mezzi italiani nel cuore di un teatro di guerra nel quale si confrontano Stati Uniti, Israele e Iran.
Può chiamarla “missione difensiva”, “riposizionamento” o come preferisce.
Ma la sostanza non cambia: quando schieri i tuoi militari a protezione di uno dei protagonisti di un conflitto, accetti il rischio che quei militari diventino parte di quel conflitto.
E questo significa esporre anche l’Italia alle possibili conseguenze di un’escalation.
Tutto questo avviene contro il sentimento della grande maggioranza del popolo italiano, che da anni rifiuta nuove guerre e nuovi coinvolgimenti militari all’estero.
Gli italiani non vogliono essere trascinati in una guerra e soprattutto non vogliono essere spinti in una guerra contro l’Iran.
Non vogliono che il nostro Paese diventi un legittimo bersaglio per decisioni prese a Gerusalemme, a Washington, a Bruxelles o in altre capitali straniere.
Non vogliono che i nostri soldati vengano utilizzati come pedine in una guerra inutile, peggio ingiusta e che non appartiene agli interessi nazionali italiani.
Ancora più grave è il fatto che l’attacco proditorio contro l’Iran non sia stato autorizzato da una specifica risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che autorizzi l’uso della forza. In un contesto internazionale tanto delicato, il governo avrebbe dovuto agire con la massima prudenza, trasparenza e responsabilità politica e invece è accaduto tutto il contrario.
Le opposizioni, nelle quali voglio sottolineare io non ho alcuna stima e fiducia, in questo specifico caso hanno il pieno diritto di pretendere spiegazioni.
Il Parlamento deve sapere esattamente quali ordini siano stati impartiti, quali siano le regole d’ingaggio, quali siano i rischi operativi e quale sia il reale livello di coinvolgimento dell’Italia.
Continua sotto nel primo commento ⤵️
Prima spariamo e poi votiamo.
Ma allora noi 🇮🇹 la guerra non la ripudiamo. Peccato che la nostra Costituzione direbbe che Noi dovremmo ripudiare la guerra.
https://t.co/XuIafFoqqa
Il governo Meloni annuncia trionfante la sospensione di Schengen con la Spagna per la "crisi di Ceuta". Fanfara, comunicati, titoli sui giornali amici.
Piccolo dettaglio tecnico: all'UE la notifica ufficiale non è ancora arrivata. Zero carte, zero procedura. Solo l'ennesimo annuncio a mezzo stampa, buono per il titolo del telegiornale della sera, ma privo di qualunque effetto reale finché qualcuno non si degna di scrivere nero su bianco perché una crisi migratoria in territorio spagnolo (Ceuta è spagnola, giusto per ricordarlo) rappresenterebbe una "grave minaccia all'ordine pubblico" per l'Italia.
Così la Commissione Europea, che pretende dall'Italia una motivazione seria per una misura così grave e pesante nei confronti di un altro Paese UE.
Riassunto della sovranità muscolare all'italiana: si spara la notizia prima, si pensa alla forma dopo, se mai ci si arriva. Bruxelles aspetta ancora le carte. Noi aspettiamo ancora la spiegazione.
DA NON CREDERCI......
Condannato della Thyssenkrupp diventa amministratore delegato di una controllata del gruppo - la Repubblica https://t.co/72xdNFX8vO
Di Andrea Zhok
L’altro giorno il Ministro del Commercio cinese ha annunciato una serie di restrizioni verso le aziende europee dei settori difesa e tecnologia. Si tratta di una risposta all’attacco alle aziende cinesi presente nel 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia.
Questo è solo l’ultimo atto di una crescente tensione tra UE e Cina, di cui un momento importante è stata l’uscita dell’Italia dal progetto della Via della Seta nel 2023.
Le fiabe che gli europei si raccontano rispetto alla Cina sono innumerevoli. Di volta in volta la Cina è stata ed è accusata di varie e contraddittorie nefandezze. Dapprima era accusata di essere un paese chiuso in quanto comunista. Poi è stato accusato di farci concorrenza sleale (mentre le aziende europee correvano a delocalizzare in Cina – con la benedizione dei governi - per ricattare i propri lavoratori con la minaccia di “salari cinesi”).
Intanto la Cina ha fatto tesoro dell’expertise europea, ha educato i propri lavoratori, e ha mantenuto un forte settore statale in ricerca e sviluppo, trasformandosi rapidamente da esportatrice di prodotti di fascia bassa, a prezzi risibili, ad esportatrice di prodotti tecnologicamente all’avanguardia.
Le oligarchie finanziarie europee pensavano di poter continuare a far soldi detenendo solo la proprietà legale e il brand (logo), e facendo fare tutta la produzione all’estero (Cina in testa), pagandola in perline e specchietti.
Questo paradiso dell’economia finanziaria ricattava i lavoratori europei, comprimendone i salari e passava dalla vecchia economia europea con alti investimenti ed alta innovazione ad un’economia di sfruttamento del nome fattosi in generazioni passate (un po’ come l’odierna vendita a pezzi di Venezia).
Il risultato finale è:
1) un tessuto produttivo sempre più deindustrializzato, dove la stessa expertise produttiva si è ridotta (lo scotto delle delocalizzazione);
2) un mercato interno impoverito, cioè con sempre meno europei capaci di acquistare merci di qualità (lo scotto del contenimento salariale);
3) una capacità di innovazione tecnologica sempre più ridotta (per lo più l’industria privata privilegia i dividendi degli azionisti agli investimenti in ricerca e sviluppo).
Ed oggi frigniamo per il mostruoso disavanzo della bilancia commerciale (359 miliardi a favore della Cina) e pensiamo di affrontarlo con patetiche accuse di “violazioni dei diritti umani” (un evergreen europeo) e con richieste di barriere commerciali (che, da sole, servono solo a farci pagare di più beni di qualità peggiore).
La soluzione sarebbe ovvia, ma il prosciutto ideologico sugli occhi delle nostre classi dirigenti lo impedisce. L’Europa dovrebbe rimettersi a fare quello che faceva un tempo, dovrebbe ricostruire un’economia mista in cui grandi imprese statali promuovono l’innovazione tecnologica, lasciando fare al mercato ciò che il mercato fa bene, cioè l’allocazione flessibile. In sostanza l’Europa dovrebbe mettersi a fare la Cina.
Noi invece lasciamo pascolare senza guinzaglio Kaja Kallas che se ne esce con robe come “Se non riusciamo a sconfiggere la Russia come faremo a sconfiggere la Cina?”
Sipario.
Questa è la fine del nostro Paese:
indebitare un paese con più di 3mila miliardi di debito,con #Sanità allo sfascio e povertà dilagante, per comprare #Armi è una scelta di criminalità politica:
https://t.co/7dm3H4hXFM