Toni Kroos lascia il Real Madrid e il calcio: il metronomo tedesco diventato leggenda ai piedi del Bernabéu - Il Fatto Quotidiano https://t.co/kNIaKKwVTj
Restare umani per non diventare automi.
La lezione senza tempo di George Orwell.
A 120 anni dalla nascita dello scrittore (25 giugno 1903) riscopriamo l’attualità della sua opera, riflettere sul mondo in cui viviamo e sui possibili mondi in cui potremmo ritrovarci a vivere:
“Se vuoi un’immagine del futuro, pensa a uno stivale che schiaccia un volto umano. In eterno.”
Più forte delle persecuzioni giudiziarie, delle trame quirinalizie, dei pettegolezzi e degli alleati infidi, Berlusconi ha segnato un’epoca, realizzando tutti i suoi sogni. E cambiamenti che dureranno, a differenza dei nemici che continuano a spargere odio https://t.co/JlLT1ZM8iK
La tua anima gemella non è qualcuno che entra nella tua vita in pace, è qualcuno che viene a mettere in dubbio le cose, che cambia la tua realtà, qualcuno che segna un prima e un dopo nella tua vita. Non è l'essere umano che tutto il mondo ha idealizzato, ma una persona comune e qualunque, che riesce a rivoluzionare il tuo mondo in un secondo.
-Mario Benedetti
Il 25 marzo 1950, Cesare Pavese scrive “You, wind of March”, poesia dedicata a Constance Dowling.
Poche settimane più tardi, il 17 aprile in una lettera a lei indirizzata Pavese manifesta tutto il suo tormento:
“Carissima. Non sono più in animo di scrivere poesie. Le poesie sono venute a te e se ne vanno con te.”
You, wind of March
Sei la vita e la morte.
Sei venuta di marzo
sulla terra nuda –
il tuo brivido dura.
Sangue di primavera
- anemone o nube –
il tuo passo leggero
ha violato la terra.
Ricomincia il dolore.
Il tuo passo leggero
ha riaperto il dolore.
Era fredda la terra
sotto povero cielo,
era immobile e chiusa
in un torpido sogno,
come chi piú non soffre.
Anche il gelo era dolce
dentro il cuore profondo.
Tra la vita e la morte
la speranza taceva. Ora ha una voce e un sangue
ogni cosa che vive.
Ora la terra e il cielo sono un brivido forte,
la speranza li torce,
li sconvolge il mattino,
li sommerge il tuo passo,
il tuo fiato d’aurora.
Sangue di primavera,
tutta la terra trema
di un antico tremore.
Hai riaperto il dolore.
Sei la vita e la morte.
Sopra la terra nuda
sei passata leggera
come rondine o nube,
e il torrente del cuore
si è ridestato e irrompe
e si specchia nel cielo
e rispecchia le cose ‒
e le cose, nel cielo e nel cuore, soffrono e si contorcono
nell’attesa di te.
È il mattino, è l’aurora,
sangue di primavera,
tu hai violato la terra.
La speranza si torce,
e ti attende ti chiama.
Sei la vita e la morte.
Il tuo passo è leggero.
[25 Marzo 1950]