Parlano al Tg1 i genitori del bambino di 12 anni che è stato filmato, a volto coperto, mentre saccheggiava i negozi nella guerriglia urbana di Milano: "Nostro figlio ha sbagliato, ma non ha rubato, è stato coinvolto dagli amici".
#Tg1 Stefano Fumagalli
🇺🇦🇺🇸 Non è certo da ieri che gli Stati Uniti stanno abbandonando l'Ucraina. Questi sono solo gli ultimi passi di un processo cominciato con l'elezione di Trump.
All'UE non resta che provare a tappare, almeno in parte, il buco.
Il caso in cui un grafico vale più di mille parole.
L'inviata di #Realpolitik alla #Schlein: "Buonasera Segretaria, un commento a caldo sulla vittoria dell'#AFD".
La Schlein: "Guardi... partiamo da zero... questa per noi è importante perchè abbiamo lavorato 3 anni e mezzo per unire l'alleanza progressista...."
#Labate dallo studio: "Non è l'AFD".
Sveglissimaaaaaaaaa 😂
Video di @Virna25marzo
🚨🚨🚨🤖 Attenzione. Nell'intervento probabilmente più importante degli ultimi anni sul tema, Dario Amodei, CEO di Anthropic, lancia l'allarme sul ritmo di sviluppo dell'intelligenza artificiale e chiede con urgenza di rallentare la corsa verso modelli sempre più potenti e potenzialmente incontrollabile.
Scrive Amodei: "Ho lavorato sull’intelligenza artificiale negli ultimi dodici anni perché credo che possa migliorare radicalmente la qualità della vita umana. Ho scritto spesso di questi straordinari benefici: credo che l’IA possa curare la maggior parte delle principali malattie nei prossimi 5-10 anni, accelerare notevolmente i tassi di crescita economica, creare un mondo di abbondanza e di maggiore capacità d’azione per gli individui e inaugurare una rinascita della democrazia e della libertà. (...) Ma, come molte tecnologie che l’hanno preceduta, l’IA comporta dei rischi e, proprio perché è una tecnologia così potente, questi rischi sono seri. Ho scritto molto anche di questo. Tra essi figurano il rischio di perdere il controllo dei sistemi di IA, l’uso improprio dell’IA per attacchi informatici e bioterrorismo e gravi sconvolgimenti economici. Una corsa al ribasso, alimentata dagli incentivi commerciali, può rendere questi rischi ancora più acuti".
Secondo Amodei "dobbiamo rallentare il ritmo con cui miglioriamo le capacità dei modelli di IA. Il progresso continuerà comunque a sembrare rapido, e dovremo utilizzare saggiamente il tempo che guadagneremo. Due cose mi hanno convinto.
La mia prima preoccupazione è che, grosso modo da questa estate, l’IA stia avanzando a una velocità drasticamente superiore, trainata soprattutto dalla crescente capacità dell’IA di contribuire alla costruzione della generazione successiva di IA. Questa dinamica viene chiamata miglioramento ricorsivo di sé, e sta cominciando a manifestarsi in tutto il settore, compresa Anthropic, come noi e altri abbiamo descritto. Se lasciata senza controllo, potrebbe superare la nostra capacità di comprendere e controllare questi sistemi, e deve quindi essere perseguita con estrema attenzione, ammesso che debba esserlo.
La mia seconda preoccupazione è l’incidente OpenAI-Hugging Face, nel quale uno sciame di agenti si è comportato sostanzialmente come un collettivo fanaticamente devoto, conducendo attacchi informatici contro obiettivi che non era stato incaricato di colpire e che non avevano nulla a che vedere con il compito assegnato, sacrificandosi per il successo del gruppo e tentando di introdursi illegalmente nel sistema del “valutatore” incaricato di giudicarne le prestazioni. È facile liquidare questo incidente perché nessuno è rimasto ferito e il danno economico è stato minimo, ma a mio giudizio uno sciame dotato di capacità maggiori e di un livello simile di disallineamento avrebbe potuto causare danni catastrofici".
A detta di Amodei, senza interventi coordinati, "considerando il ritmo crescente con cui si sviluppano le capacità dell’IA, temo che tra 6-12 mesi uno sciame del genere potrebbe essere in grado di prendere il controllo dell’intera Internet attraverso una botnet persistente - causando potenzialmente centinaia di miliardi di dollari di danni - e che da lì la portata dei danni continuerebbe ad aumentare se l’IA diventasse più potente senza le necessarie protezioni".
Oggi il nostro Governo diventa il più longevo della storia della Repubblica italiana.
È un dato che accolgo con gratitudine e con un forte senso di responsabilità. Perché la stabilità non è un record da esibire, ma la condizione che consente a una Nazione di programmare, decidere, mantenere gli impegni e farsi rispettare.
In questi anni abbiamo lavorato per aumentare l’occupazione, ridurre la disoccupazione, sostenere famiglie e imprese, rafforzare la sicurezza, governare i conti pubblici con serietà e restituire all’Italia peso e credibilità sulla scena internazionale. I risultati ci sono, ma sappiamo bene quante cose restino ancora da fare.
Questa stabilità non è merito di una persona sola. È il risultato di una coalizione unita, che governa da quattro anni con una visione comune e che ha scelto di stare insieme non contro qualcuno, ma per realizzare un progetto per l’Italia.
Non credo sia un caso che, da oggi, i tre Governi più longevi della storia repubblicana siano tutti governi di centrodestra. La stabilità si costruisce quando un’alleanza condivide valori, obiettivi e una visione della Nazione, non quando l’unica ragione per stare insieme è impedire agli altri di governare.
Ma soprattutto, questa stabilità esiste grazie agli italiani che nel 2022 ci hanno dato fiducia.
Una fiducia che non abbiamo mai considerato un assegno in bianco e che non daremo mai per scontata. Il prossimo anno torneremo davanti ai cittadini con quello che abbiamo fatto, con quello che resta da fare e con la nostra idea di futuro. E saranno ancora una volta loro a decidere se meritiamo di continuare questo cammino.
Intanto il lavoro va avanti.
E questa sera ci vediamo a Bari, insieme alla grande comunità di Fratelli d’Italia. Sarà l’occasione per guardarci negli occhi, fare il punto sulla strada percorsa e, soprattutto, parlare di quella che abbiamo ancora davanti.
Avanti, con i piedi per terra e lo sguardo rivolto al futuro.
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Condò sul Corriere della Sera: "Siccome siamo fra i pochi a non aver considerato l’indicazione di Maldini per Pirlo come un peccato di amicizia, ma una manifestazione di stima molto discutibile ma sincera, usiamo lo stesso metro per giudicare il rapporto Malagò-Mancini. Non pensiamo che il presidente l’abbia scelto per ringraziarlo degli assist — i piedi di Roberto sono fatati anche passati i 60 — con i quali l’Aniene vince i tornei di calcetto dei circoli romani; pensiamo che l’indicazione nasca da una stima tecnica che è molto meno discutibile dell’altra, perché Mancini è un ottimo allenatore.
Il problema è che Malagò, richiamandolo in Nazionale, ha spostato in avanti il limite della decenza: da oggi puoi abbandonare l’Italia 27 giorni prima di gare che contano per andare a prendere un ingaggio fiabesco in Arabia Saudita — 50 milioni il totale fra compenso e buonuscita — e tornare a Coverciano come se nulla fosse. Intendiamoci: non facciamo i moralisti con i soldi degli altri, l’offerta saudita era oggettivamente enorme, non critichiamo Mancini per averla accettata.
Quello che ci resta inconcepibile è come si possa pretendere di tornare sulla panchina tradita una volta che la vita di Riad ti è venuta a noia, perché già al momento di sostituire Spalletti, poco più di un anno fa, Mancini si era riproposto in tutti i modi a Gravina, venendone stoppato anche per l’intervento di Buffon, identico in questo a Maldini, e non è certo casuale il comune sentire di due monumenti della storia azzurra. Malagò si è preso questa responsabilità, convinto che i risultati faranno scivolare la questione etica lontano dai riflettori: è probabile che abbia ragione, perché tutto scorre e di indignazione in indignazione la classifica della rabbia popolare cambia ogni tre giorni. Ma da tutta questa storia esce una corrente d’aria gelida che fa rabbrividire"
Che cos'è la fuffa in politica? È ancora l'onorevole Ravetto che a febbraio elogiava Salvini e la puntualità del 90% dei treni, ma 5 mesi dopo lo attacca sulla "tragedia dei treni mai puntuali" e lo invita ad assumersene la responsabilità senza nascondersi. La forza delle idee ❤️