@FBiasin Sono disperati, hanno tentato di tutto ma non ci sono riusciti ora devono trovare una giustificazione al loro disastro sportivo!!! forza Inter 🖤💙
@fcin1908it Analisi lucida, ma credo che sia giusto dire che nonostante la squadra sia in difficoltà tecnica e fisica dal punto di vista arbitrale siamo stati penalizzati e questo è abbastanza evidente!!!
@pisto_gol Ha ragione l’Inter è in calo fisico e di gioco, ma non è accettabile che non si possa mandare l’arbitro a visionare gli episodi di Milan, Atalanta e fiorentina, c’è qualcosa che non torna, la società deve farsi sentire, altrimenti come l’anno scorso ci fanno perdere lo scudetto!
Tra le curiosità e le bizzarrie del designatore #Rocchi c’è anche il doppio impiego di #Chiffi : che al sabato é #Avar di #InterAtalanta e la domenica #Var di #LazMil. Che Dio ci aiuti 🙄
Dopo che sono scappati i buoi si chiude la stalla!!! Sono anni che la Sanità i salari le pensioni la fiscalità sono temi su cui i vari governi anche di sinistra al di là della retorica elettorale non sono mai intervenuti, vi svegliate adesso!!!, Questa sembra una manovra politica
Il 25 ottobre saremo in Piazza San Giovanni, a Roma, per chiedere l’aumento di salari e pensioni, una vera riforma fiscale, investimenti su sanità e scuola. Per dire NO al riarmo e alla precarietà. Per fare sentire la nostra voce.
Noi ci saremo. E tu?
#CGIL#25ottobre #democrazialavoro
Questa è la cronaca di un disastro annunciato, un presidente esperto come Marotta non può fare certe dichiarazioni su Calhanoglu e Lookman date in pasto ai media come un dilettante allo sbaraglio, mercato confusionario da Interista spero di sbagliarmi ma sono molto preoccupato
Mercato chiuso.
Al netto delle questioni tecniche - ovviamente fondamentali, il campo “dirà” - la sensazione è che all’Inter abbiano colpevolmente sottovalutato la questione ambientale.
Una squadra reduce da un finale di stagione sportivamente “drammatico” aveva bisogno di una scossa emotiva, ovvero quantomeno di un colpo di mercato ad effetto, anche a costo di andare contro i propri principi di logica e gestione.
E quel colpo quest’estate andava fatto a prescindere, in particolare dopo averlo fatto assaporare alla piazza. Perché così è stato.
Se tu fai intendere che arriverà un giocatore importante, ma poi quel giocatore non arriva (Akanji per Pavard è solo una questione di impellente necessità), diventa difficile far digerire una strategia diametralmente opposta, quella della “linea giovane”, a meno che tutto non vada subito per il verso giusto.
Viceversa, al primo inciampo ti devi aspettare che la gente si incazzi, perché gli avevi fatto intendere una cosa (giovani + un colpaccio) e poi gliene hai presentata un’altra (giovani e stop).
La squadra - ma qui siamo nel campo dei giudizi personali - resta potenzialmente molto forte, ma adesso è tenuta a fare uno sforzo doppio: se prima doveva dimostrare quel che vale solo agli avversari, ora dovrà riconquistare anche i suoi stessi tifosi.
E poi c’è lo stadio. Non si può abbandonare San Siro al suo destino, né pensare di affrontare una stagione con questa situazione grottesca fatta di silenzi e momenti di imbarazzo generale. E questo non significa voler ignorare quel che è accaduto, semmai vuol dire provare a tutelare tutti coloro che con certe questioni non c’entrano nulla e, nel rispetto delle regole, vorrebbero un Meazza capace di sostenere la squadra come ha sempre fatto.
Le squadre di calcio - ormai lo sappiamo - sono diventate vere e proprie aziende e hanno precise linee guida da seguire, ma sono aziende atipiche che non possono prescindere dal loro cliente più importante: il tifoso.
E il tifoso lo conquisti con i risultati, è ovvio, ma dopo quello che è accaduto nel finale della scorsa stagione anche con un’iniezione non programmata di “felicità potenziale”, quella che i tifosi nerazzurri si aspettavano, meritavano e infine non hanno avuto.
Mercato chiuso.
Al netto delle questioni tecniche - ovviamente fondamentali, il campo “dirà” - la sensazione è che all’Inter abbiano colpevolmente sottovalutato la questione ambientale.
Una squadra reduce da un finale di stagione sportivamente “drammatico” aveva bisogno di una scossa emotiva, ovvero quantomeno di un colpo di mercato ad effetto, anche a costo di andare contro i propri principi di logica e gestione.
E quel colpo quest’estate andava fatto a prescindere, in particolare dopo averlo fatto assaporare alla piazza. Perché così è stato.
Se tu fai intendere che arriverà un giocatore importante, ma poi quel giocatore non arriva (Akanji per Pavard è solo una questione di impellente necessità), diventa difficile far digerire una strategia diametralmente opposta, quella della “linea giovane”, a meno che tutto non vada subito per il verso giusto.
Viceversa, al primo inciampo ti devi aspettare che la gente si incazzi, perché gli avevi fatto intendere una cosa (giovani + un colpaccio) e poi gliene hai presentata un’altra (giovani e stop).
La squadra - ma qui siamo nel campo dei giudizi personali - resta potenzialmente molto forte, ma adesso è tenuta a fare uno sforzo doppio: se prima doveva dimostrare quel che vale solo agli avversari, ora dovrà riconquistare anche i suoi stessi tifosi.
E poi c’è lo stadio. Non si può abbandonare San Siro al suo destino, né pensare di affrontare una stagione con questa situazione grottesca fatta di silenzi e momenti di imbarazzo generale. E questo non significa voler ignorare quel che è accaduto, semmai vuol dire provare a tutelare tutti coloro che con certe questioni non c’entrano nulla e, nel rispetto delle regole, vorrebbero un Meazza capace di sostenere la squadra come ha sempre fatto.
Le squadre di calcio - ormai lo sappiamo - sono diventate vere e proprie aziende e hanno precise linee guida da seguire, ma sono aziende atipiche che non possono prescindere dal loro cliente più importante: il tifoso.
E il tifoso lo conquisti con i risultati, è ovvio, ma dopo quello che è accaduto nel finale della scorsa stagione anche con un’iniezione non programmata di “felicità potenziale”, quella che i tifosi nerazzurri si aspettavano, meritavano e infine non hanno avuto.
@fcin1908it Ma basta con questa retorica scontata qua serve subito un difensore, un attaccante che salti l’uomo e un centrocampista fisico di di rottura, altrimenti quest’anno la vedo molto dura!!! Sveglia!!!
Percassi è talmente stolto da aver reso pubblica la valutazione fatta dal PSG di Lookman un anno fa,
20 milioni!!
Ora, con un anno in più il giocatore, un anno in meno di contratto e soprattutto una Coppa d’Africa, come può valere oggi 42+3?
Siamo sempre in smoking bianco