A dicembre scorso il ministro Urso per la prima volta nella storia ha deciso di fermare le cokerie #ilva. Tutte quante. Tutte insieme. Da quel momento ilva ha smesso di esssre uno stabilimento a ciclo integrale, e ha iniziato a comprare il coke all'estero. Non era mai successo, mai. Neanche con mittal. Urso disse che dovevano essere spente solo per 4 mesi, e ripartire a maggio. Siamo a maggio, e non è ripartito nulla. E mai ripartirà. Qualcuno però continua ancora a credergli quando dice che in due anni faranno 4 forni elettrici, due dri, e sei milioni di tonnellate di produzione da elettrico e gas. Hanno distrutto il più importante siderurgico d'Europa raccontando che ne stavano facendo il più grande stabilimento green, e nessuno ha mai provato a fermarli.
Il cuore di Dio è straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne. Ma il cuore del nostro Padre non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi: il cuore di Dio è con i piccoli e gli umili, e con loro porta avanti il suo Regno d’amore e di pace, giorno per giorno. Dove c’è amore e servizio, lì c’è Dio. #ViaggioApostolico #Algeria
Da ieri TikTok è di fatto sotto il controllo di una cordata di investitori americani legata a Trump, tra cui Larry Ellison, co-fondatore di Oracle.
Elon Musk possiede X e Grok. Mark Zuckerberg guida Meta, che gestisce Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger e Meta AI. Sam Altman guida OpenAI e ChatGPT. Alphabet controlla Google, YouTube e Gemini. La famiglia Murdoch detiene Fox, il Wall Street Journal e il New York Post. Jeff Bezos possiede il Washington Post, Amazon Prime Video e Twitch.
Pochi oligarchi della tecnologia inseriti nell’orbita del potere trumpiano controllano oggi i canali dominanti con cui ci informiamo e a cui affidiamo sempre più spesso il compito di riassumere e interpretare ciò che accade.
Il fatto che nell'ecosistema rimangano presidi di informazione libera non deve ingannare. Il New York Times e il Washington Post continueranno a pubblicare inchieste degne di nota. Anche chi si oppone all'autoritarismo, dopo tutto, consuma.
Ma chi controlla i social media e l'intelligenza artificiale può determinare quali narrazioni diventano maggioritarie e quali, invece, si spengono nelle nicchie della rete.
Mentre il giornalismo tradizionale sarà probabilmente sempre meno influente: l'IA e i social ne stanno distruggendo l'audience e i profitti, mentre ne saccheggiano i contenuti.
Una parte crescente del pubblico non cerca più attivamente informazioni in rete. Le assorbe passivamente dai social media, oppure chiede all'IA di filtrarle, riassumerle e interpretarle, azzerando il bisogno di visitare le fonti originali.
Secondo alcune segnalazioni raccolte dal Washington Post, poco dopo la formalizzazione dell'accordo su TikTok, è crollato l'engagement dei video sulle proteste di Minneapolis, le violenze dell'ICE e gli Epstein files.
Per i regimi autoritari è vitale controllare le narrazioni che popolano il dibattito pubblico. L'amministrazione Trump sta rafforzando il controllo sulle infrastrutture che le veicolano. È un passaggio cruciale per acquisire il potere di riscrivere la realtà.
Nel prossimo post sul mio blog racconterò come l'IA stia aprendo nuove frontiere di guerra cognitiva, deformando l'ecosistema informativo e trasformando il modo in cui aggiorniamo le nostre convinzioni.
Lo invierò domattina alla newsletter: il link per iscriversi è nei commenti.
Nell foto si vede il Segretario alla Difesa Pete Hegseth nella war room allestita a Mar-a-Lago durante l'operazione che ha portatoalla cattura di Maduro.
Sullo schermo alle sue spalle, l'interfaccia di X con una ricerca aperta su "Venezuela".
Come già rilevato, non è la Situation Room della Casa Bianca. Non ci sono solo sistemi militari altamente riservati. Ma in quel momento molto delicato, si monitora una piattaforma social proprietaria.
Ma c'è un altro aspetto.
Come detto già qui con un altro post, e con un articolo su @in_oltre, Trump annuncia la cattura di Maduro sulla sua piattaforma Truth Social; i media di tutto il mondo riprendono;
gli utenti reagiscono su X. E ancora, il Pentagono monitora quelle reazioni in tempo reale dalla war room. E sulla base di quel feedback, Trump e il suo staff calibrano i messaggi successivi. Tutto questo, sempre su Truth Social.
A guardarlo così, è un circuito chiuso.
La fonte, il canale di diffusione, il luogo di conversazione pubblica e lo stesso sistema di monitoraggio sono tutti sotto il controllo o l'influenza diretta delle stesse persone.
Non esiste un elemento esterno, un momento in cui l'informazione passa attraverso un filtro indipendente.
A tutto questo bisogna aggiungere Grok, l'intelligenza artificiale di Musk che sarà integrata nei sistemi del Pentagono grazie all'accordo da 200 milioni di dollari, si addestra sui contenuti di X.
L'IA che domani supporterà le decisioni strategiche si forma sulle conversazioni che avvengono sulla piattaforma di Musk. Conversazioni che lo stesso Musk può amplificare o silenziare attraverso l'algoritmo.
Ecco che ritorna sempre l'algoritmo del proprietario.
Il potere non è solo comunicare. Oggi è la capacità di controllare l'intero ciclo informativo: elaborazione, diffusione, reazione, analisi, nuova elaborazione.
Chi possiede le piattaforme gestisce questo loop.
A distanza di tempo, le conferme da #Mosca
1) Febbraio 2025
«I generali russi avevano prenotato i ristoranti di Kiev per festeggiare»
https://t.co/sjzUJ5Eeeb
La guerra a Gaza è finita come tutte le guerre: un accordo, reciproche concessioni, un cessare del fuoco e forse in futuro la pace. Poteva succedere due anni fa con il rilascio di tutti gli ostaggi. Non è successo prima perché Hamas credeva di stravincere, di infiammare il medio oriente, di spezzare gli accordi di Abramo e isolare Israele dal resto del mondo. Le cose sono andate diversamente. A essere isolata e sconfitta è Hamas che si trova contro più di 20 Stati arabi e musulmani e ha perso sia il suo sponsor militare, l’Iran, che quello finanziario e politico, il Qatar.
C’è voluto Trump e quella speciale miscela di interessi personali e ambizione planetaria per ribaltare il tavolo. Si pensava che senza risolvere la questione palestinese non si sarebbe potuto stabilizzare il medio oriente, invece era vero il contrario: bisognava stabilizzare il medio oriente per risolvere la questione palestinese. L’altra parte del lavoro, quella sporca, l’ha fatta Israele, l’ha fatta Netanyahu, il “criminale”. Si è accollato il peso di una guerra che si poteva vincere solo al prezzo di terribili perdite civili e di una violenta mostrificazione di Israele. In ogni guerra i civili muoiono, forse anche più che in quella di Gaza. Ma quasi sempre hanno alternative al restare sotto le bombe: hanno rifugi e hanno sistemi di allarme, e hanno paesi vicini disponibili ad accogliere i rifugiati. Esattamente come accade in Ucraina dove la gente si salva nei bunker o vive al sicuro in Polonia o in Germania. Niente di tutto questo era possibile per la gente di Gaza. Non c’erano tunnel per i civili, servivano solo per i terroristi e per torturare gli ostaggi. Nessuno Stato arabo confinante ha accettato di accogliere profughi palestinesi.
Uomini donne e bambini dovevano versare il loro sangue per rendere più forte nel mondo la causa palestinese. I leader di Hamas ce lo hanno detto in tutti modi ma non sono stati veramente ascoltati. Così l’antisemitismo che è il fondo limaccioso dell’animo occidentale è venuto a galla con tutta la sua pestilenza. Un coming out globale e liberatorio: “siamo tutti antisemiti, morte agli ebrei”. E giù applausi. Il piano Trump interrompe questo sabba di odio e di vendetta e lascia disoccupati i teorici del genocidio. In Egitto i “genocidari” e i “genocidati” erano nella stessa stanza, si sono stretti la mano e hanno celebrato l’accordo. La fine della guerra mette fine alle morti. Poteva succedere molto prima: non c’è mai stata la pianificazione lucida dell’eliminazione del popolo palestinese, la volontà di cancellarlo dalla storia. Quello che si voleva era impedire un altro 7 ottobre. Non si è mai visto un genocidio che finisce con una stretta di mano.
I genocidi nella storia si contano per fortuna sulle dita di una mano e hanno sempre avuto poco a che fare con le guerre. Il genocidio degli ebrei correva parallelo alla guerra mondiale ma non la incontrava mai, semmai la privava di risorse. Lo stesso vale per il genocidio dell’holodomor contro i contadini ucraini o quello contro gli armeni in Turchia o dei Tutsi in Ruanda.
Eppure quanti professori, giuristi, avvocati, scrittori, artisti, intellettuali, sindacalisti hanno gridato “GENOCIDIO”, tutti convinti che la liberazione degli ostaggi fosse propaganda, o un noioso intralcio alle loro prediche e che lo sterminio sarebbe continuato comunque. Cosa hanno da dire ora davanti alle piazze di Gaza in festa, al senso di liberazione che vivono oggi i gazawi, ai sorrisi dei bambini in strada, gli abbracci, i cori! È improvvisamente finito il genocidio ? La carestia? No è finita la guerra scatenata da Hamas contro gli ebrei di Israele e del mondo e che poteva essere vinta dai terroristi per quanto stava alle piazze e a molti governi occidentali. Avevano tutti imparato a dire genocidio ogni volta che serviva a sentirsi “dalla parte giusta della storia”e oggi si ritrovano da quella sbagliata.
Non ho gran simpatia per l’attuale governo del Sud Africa, ma l’iniziativa di Trump di concedere lo status di rifugiato agli afrikaners bianchi mi pare perfida e folle. Lui dice che vengono discriminati e anche uccisi e non gli importa che siano bianchi. Ma le porte degli USA sono sbarrate per i discriminati e i minacciati di morte non bianchi di mezzo mondo. Gli afrikaners sono il 7 per cento della popolazione e possiedono più del 50 per cento delle terre coltivabili del paese. Il reddito medio di una Afrikaner è di circa 23mila dollari l’anno mentre quello dei neri si ferma a 4900. Mi pare che discriminazione significhi altro.
Trump e Musk parlano di white genocide, ma i numeri e le statistiche ufficiali hanno più volte dimostrato la inconsistenza di queste accuse.
Quanti soldi staranno macinando dalle parti della Casa Bianca? Quanti sapevano che sarebbero stati annunciati i 90 giorni di pausa? Ah se ci fosse ancora la SEC!
Stargate. Tra un "saluto romano" di Musk e il profluvio di decreti esecutivi, Trump trova il tempo per annunciare "il più grande investimento infrastrutturale della storia": $500 miliardi in infrastruttura cloud AI. Qualche commento doveroso (spoiler: riguarda anche 🇮🇹)
1/21👇
Elon Musk con il controllo di X, una delle principali piattaforme di comunicazione globale, ha la capacità di influenzare direttamente l’opinione pubblica e il discorso politico. Musk ha stretto un’alleanza con Trump, sostenendolo apertamente durante le elezioni presidenziali. Questa collaborazione tra un magnate tecnologico come Musk e un leader populista come Trump rappresenta una fusione tra capitale tecnologico e potere politico. Insieme, promuovono una visione del mondo in cui la democrazia rappresentativa è vista come obsoleta, sostituita da un sistema in cui pochi individui ricchi e potenti (gli oligarchi) detengono il controllo decisionale.
#ethics #etica #algorethics #algoretica
https://t.co/Jii6zEeTwZ