@settemari@ciropetrilli8 Canzone tenerissima e straziante. Per me anni belli belli quelli a cavallo del millennio (ma quando la canta la Pausini no, eh 😅)
@PalliCaponera Avevo chiesto dell'inferno. Era una domanda spirituale e teologale. Non volevo parlare del suicidio in quanto tale. Io, la mia decisione l'ho presa da tempo e molti capiscono che in effetti non ho alternative
Sono pronta per suicidarmi. Lascio mio padre, vedovo da 18 mesi,completamente solo,ma non ce la faccio più. Bulimia, depressione,una nausea misteriosa e invalidante,il diabete, la solitudine che pesa come una montagna, la disoccupazione ormai cronica, l'impossibilità di uscire ⬇️
@too_xedo@ineruttabile Mi ucciderò x questa nausea, che nessun farmaco risolve,che comincia la mattina e dura fino a sera,lasciandomi stremata dopo una giornata a letto a soffrire e maledire il giorno in cui sono nata.Mi toglierò la vita per non avere più questo peso che nessun medico ha saputo curare
@ineruttabile Sono in cura da 20 anni con i neuropsichiatri. Ma davvero pensate che depressione e bulimia,alimentate da un lutto atroce (mia madre è morta in 6 minuti,senza un perchè) si curino? Non sapete niente, non capite niente, siete un una bolla di sapone. Ma attenti, prima o poi scoppia
@LaSqualetta Sono in cura da 20 anni, con diversi psichiatri, che hanno solo peggiorato la situazione. Non ci sono più margini di contrattazione fra la vita e la morte, c'è solo la morte. Anche se mio padre non crede che lo farò.
@Anonimoperora@Mephisto46 Sì. Mi ha detto che il suicidio è un peccato mortale e che c'è l'inferno per chi si amazza. Poi ha detto varie stronzate sulla depressione, sul volontariato (che non farei mai), sulla sofferenza da offrire a Dio. Ma io non voglio diventare nè beata nè santa. Voglio solo morire
@Mephisto46 Sono già morta. Quando è morta mia madre o forse molti anni prima, uccisa dalla bulimia che ha devastato una intera esistenza. Sarebbe solo una formalità. O adesso o dopo che se ne sarà andato anche mio padre. E una questione di 'resistenza'. E io l'ho esaurita.
➡️ di casa e sopravvivere con quello che c'è, come posso, mi hanno stremata. Ho scritto le due lettere che dovevo. Manca solo che mi metta in auto e guidi fino al viadotto di 95 mt "prescelto". Ma ho paura: di finire all'inferno, delle torture di un'aldilà in cui - purtroppo - ⬇️
Stamattina il podcast di @LucaBizzarri è stato davvero un pugno nello stomaco.
Una frase mi ha colpito in particolare: "Per occuparsi della morte bisogna avere coraggio".
È proprio così.
Cerchiamo in ogni modo di non pensarci, di ignorarla, di nasconderla, di rimandarla il più possibile. Eppure la morte continua a definire il nostro essere umani.
Il significato che le attribuiamo, la paura che proviamo nei suoi confronti, il modo in cui ci rapportiamo definisce la nostra esistenza.
In fondo, tutte le religioni nascono proprio da qui: dal timore della morte e dal tentativo di dare un senso all’ignoto che ci attende oltre la soglia.
Ma proprio per questo dovremmo imparare ad affrontarla con maturità e razionalità, rispettandone la dignità.
Guardandola dritta in faccia, senza scappatoie.
Continuare a rimandare una legge sul fine vita non è soltanto incivile, è soprattutto ingiusto nei confronti dei malati, di coloro che con la morte si confrontano ogni giorno nella maniera più ravvicinata e spietatamente sincera, e dolorosa.
Lo Stato, come spesso accade, fa il debole con i forti e il forte con i deboli: e chi è più debole e indifeso di qualcuno che non può muoversi, parlare o respirare autonomamente, che convive quotidianamente con la sofferenza?
Eppure, nonostante tutto, queste persone hanno più coraggio di tutte quelle che siedono al parlamento. Combattono per vedere riconosciuto il diritto a una morte dignitosa, senza essere costretti ad affrontarla in solitudine, in un Paese straniero, spendendo somme enormi.
Vorrebbero poter morire a casa propria, circondati dall’affetto dei loro cari.
È lo Stato che dovrebbe trovare il coraggio di affrontare questo tema. Perché fingere che il problema non esista, nascondersi dietro rinvii e silenzi, non farà sparire la morte né la sofferenza.
Vi fa soltanto apparire ridicoli, come bambini che si nascondono dietro una tenda sperando di diventare invisibili.
#finevita #morirecondignita