Se questo stesso dolore lo stesse vivendo la tua migliore amica, cosa le diresti? Non la risposta gentile. Quella vera, quella che diresti se lei ti chiedesse di essere brutalmente onesta. Quella è la risposta che devi dare a te stessa. Non tra un mese. Adesso.
Se potessi tornare indietro a sei mesi prima che iniziasse questa storia, la rifaresti sapendo come sarebbe finita? Non come risposta definitiva su di te. Come informazione su quanto stai ancora raccontando a te stessa che ne "valeva la pena."
Una mia cliente mi scrive disperata. Lui leggeva i suoi vocali da 3 minuti e rispondeva con un "ok". Le ho fatto fare una cosa sola. Cinque secondi. Una frase. È diventato lui a inseguirla.
Le 2 di notte. Lui visualizza il mio messaggio. Non risponde. Io fisso il soffitto come una scema, mentre rileggo il papiro che gli ho mandato per la decima volta. Tre paragrafi su come mi sento. Tre paragrafi di certezze servite su un piatto d'argento. E lui? Dorme tranquillo.
Una mia cliente mi scrive disperata.
'Federico, gli ho mandato 14 messaggi. Mi ha letta e ignorata.'
Le ho risposto: il problema non sono i 14 messaggi.
È che gli hai detto tutto.
Una mia cliente mi scrive disperata. Lui si era chiuso. Di nuovo. Freddo, distante, monosillabi. Lei voleva fare quello che fanno tutte: 'amore parliamone, ho sbagliato qualcosa?'. L'ho fermata in tempo.
Una mia cliente mi scrive: 'Federico, lui è sparito dopo la lite. Non un messaggio, niente scuse. Si è dimenticato di me.'
Le ho risposto: ti sbagli. Si sente in colpa più di quello che immagini.
Il problema è un altro. Non sa cosa farsene di quello che prova.
Lui era diventato freddo da tre giorni.
Lei mi scrive in panico: "Federico, gli mando un messaggio per chiedergli cosa ha?"
Le ho detto di fermarsi. Subito.
Perché quello che stava per scrivere era esattamente quello che lui si aspettava.
Una mia amica mi ha detto: 'Federico, lui mette like a foto di altre ragazze in bikini. Io glielo dico, lui mi risponde che sono esagerata.'
Le ho risposto: il problema non è il like.
Il problema è la risposta che ti sta dando.
Tre anni fa rispondevo ai suoi messaggi in 4 secondi. Cuoricini. Vocali da 2 minuti. Papiri alle 2 di notte. Lui? Spariva per giorni e tornava con un 'ciao' secco. E io ricominciavo. Finché un'amica mi ha detto una frase che mi ha spaccato in due.
Lui è sparito per due settimane. Poi è tornato come se niente fosse. "Ciao, come stai?" Una volta avrei risposto subito. Avrei chiesto dov'era. Avrei fatto la scenata. Stavolta no.
La donna che fa impazzire un uomo non ha il segreto dell'attrazione. Ha qualcosa di molto più semplice: crede davvero di valere esattamente quello che chiede. Non lo recita. Non lo gestisce. Lo vive. E quella certezza silenziosa è più attraente di qualsiasi tecnica.
Il miglior messaggio che puoi mandargli e' la tua assenza. Non per punirlo. Non per manipolarlo. Ma perche' la tua presenza dovrebbe essere un premio, non un dato di fatto. E i premi si guadagnano.
Primo giorno dopo la rottura: pensi che morirai senza di lui. Ultimo giorno del mese: ti svegli e il primo pensiero non e' lui. Non te ne accorgi subito. Te ne accorgi ora che te lo faccio notare.
Un uomo che ti scrive ogni giorno messaggi brevi ma costanti, oppure uno che sparisce per giorni e poi ti scrive un poema. Tutti scelgono il secondo perche' l'intensita' sembra passione. Ma la costanza batte l'intensita'. Sempre. L'intensita' e' adrenalina.
Se qualcuno ti raccontasse la tua relazione come se fosse un film, faresti il tifo per la protagonista che resta o per quella che se ne va? Risponditi. E poi chiediti perche' nella tua vita scegli sempre il finale che nel film ti farebbe urlare allo schermo. Sai cosa fare.
Hai mai notato queste 3 verita' sull'uomo evitante che nessuno ti dice? Una: non e' cattivo, e' terrorizzato dalla vulnerabilita'. Due: il tuo inseguimento non lo rassicura, gli conferma che deve scappare. Tre: l'unico modo per farlo avvicinare e' smettere di rincorrerlo.