⚫️🔵 Mentre @capuanogio corre ai ripari, arrampicandosi per giustificare il super tifoso #Inter#Butti, noi preferiamo occuparci di fatti.
❗️E i fatti raccontano l’ennesimo capolavoro di chi, invece di redigere un calendario equo, riesce a produrre l’ennesima opera degna di un tifoso interista.
🕰️ Calendario Serie A: l’Inter riposa più di tutti
❗️I numeri sono imbarazzanti.
📊 Nei primi 4 turni europei, l’Inter ha accumulato 762 ore e 30 minuti di recupero: il dato più alto dell’intera Serie A.
📊 Tempi di recupero totali:
▪️Inter — 762h30
▪️Como — 725h45
▪️Milan — 719h45
▪️Roma — 702h00
▪️Napoli — 685h00
▪️Juventus — 666h30
🔍 Il punto chiave è il “dopo le coppe”:
▪️Inter — 441h15
▪️Milan — 307h00
▪️Juventus — 283h45
⚫️🔵 L’Inter ha quasi due giorni in più rispetto ai rivali diretti.
❗️Due giorni che significano più freschezza, più preparazione, meno stress competitivo.
⚫️🔵 In un campionato che si riempie di moralismi e editoriali indignati, il calendario continua a parlare chiaro:
❗️l’Inter beneficia di un vantaggio strutturale, reiterato, misurabile.
E mentre qualcuno prova a coprirlo con narrazioni, noi preferiamo mostrarlo con i numeri.
Oggi il nostro Governo diventa il più longevo della storia della Repubblica italiana.
È un dato che accolgo con gratitudine e con un forte senso di responsabilità. Perché la stabilità non è un record da esibire, ma la condizione che consente a una Nazione di programmare, decidere, mantenere gli impegni e farsi rispettare.
In questi anni abbiamo lavorato per aumentare l’occupazione, ridurre la disoccupazione, sostenere famiglie e imprese, rafforzare la sicurezza, governare i conti pubblici con serietà e restituire all’Italia peso e credibilità sulla scena internazionale. I risultati ci sono, ma sappiamo bene quante cose restino ancora da fare.
Questa stabilità non è merito di una persona sola. È il risultato di una coalizione unita, che governa da quattro anni con una visione comune e che ha scelto di stare insieme non contro qualcuno, ma per realizzare un progetto per l’Italia.
Non credo sia un caso che, da oggi, i tre Governi più longevi della storia repubblicana siano tutti governi di centrodestra. La stabilità si costruisce quando un’alleanza condivide valori, obiettivi e una visione della Nazione, non quando l’unica ragione per stare insieme è impedire agli altri di governare.
Ma soprattutto, questa stabilità esiste grazie agli italiani che nel 2022 ci hanno dato fiducia.
Una fiducia che non abbiamo mai considerato un assegno in bianco e che non daremo mai per scontata. Il prossimo anno torneremo davanti ai cittadini con quello che abbiamo fatto, con quello che resta da fare e con la nostra idea di futuro. E saranno ancora una volta loro a decidere se meritiamo di continuare questo cammino.
Intanto il lavoro va avanti.
E questa sera ci vediamo a Bari, insieme alla grande comunità di Fratelli d’Italia. Sarà l’occasione per guardarci negli occhi, fare il punto sulla strada percorsa e, soprattutto, parlare di quella che abbiamo ancora davanti.
Avanti, con i piedi per terra e lo sguardo rivolto al futuro.
Dietro le quinte di una #SerieA già scritta
A poche ore dall'inizio della Serie A, il disgusto è impossibile da contenere. Stiamo assistendo alla pulizia d’immagine, una narrazione di comodo nel silenzio complice dei grandi media e condita da statistiche grottesche.
Classifiche sgangherate e numeri sul brand scritti sotto dettatura dal “giornale rosa”, ormai partner palese più che cronista neutrale. Le prime pagine sono un bollettino di propaganda, celebrazioni preventive e un mercato dipinto come stellare, quando la realtà parla di terze scelte, colpi mai concretizzati o evaporati alle visite mediche.
E la balla di Lautaro al Barcellona per 100 milioni col sì del giocatore? Una trattativa fantasma di cui in Spagna non è mai esistita traccia. Un’operazione di marketing studiata a tavolino, un nome forte per accendere i riflettori e poi si fa marcia indietro blindandolo con la scusa dell' “intoccabilità”. Tutto pur di far parlare costantemente di loro e proteggere la seconda squadra di Milano.
La disparità di trattamento rispetto al passato è evidente. Quella che è stata ribattezzata come “Arbitropoli” con chat whatsapp tra i dirigenti e Rocchi rimaste inascoltate per “troppo clamore mediatico” è stata letteralmente SEPOLTA DA UN ASSORDANTE SILENZIO MEDIATICO. Liquidata in poche settimane che se avesse riguardato la Juventus, avremmo assistito a edizioni straordinarie ogni ora, con sequestri di telefonini e titoloni cubitali sul “sistema da azzerare” Altro che “Fort Apache”, sarebbe stata la fine del mondo. Invece, per l'Inter, tutto si riduce a “mere illazioni”.
Inizia così un torneo la cui regolarità è legittimamente oggetto di dubbi. Come dimenticare che i calendari sono stati stilati con il contributo di un ex dirigente oggi al centro delle polemiche (solo social per la verità) per le suoi gradimenti sui direttori di gara? E come ignorare la presenza in Federazione dell'avvocato Viglione?
Oggi il tifoso comune ironizza lanciando una provocatoria “campagna” per chiedere all'Aia se l'arbitro designato sia gradito o meno, emulando il paradosso di quel decalogo emerso dalle poche cronache.
E qui scatta l’ironia più amara, mentre in passato si celebrava il fango mediatico, oggi ricordiamo le ammissioni di Rocchi, che si lanciava sul fatto che i dirigenti nerazzurri “rompessero il cazzo” (ops, chiedo scusa per il francesismo, ma le citazioni vanno riportate fedelmente) e di come quei cinque punti di vantaggio accumulati servissero a far stare tutti un po' più sereni. Immaginatevi se a parti invertite fosse concessa una simile pressione sui vertici arbitrali.
Venne fuori il finimondo per molto meno, oggi invece tutto passa come normale amministrazione.
Da domani le tv riaccenderanno i riflettori e tornerà la solita parata di opinionisti pronti a incensare il club milanese e sminuire le altre, Juve e Milan in primis con un servilismo evidente. Abbiamo subito i processi di Calciopoli e le recenti inchieste sui bilanci della Juventus, massacrata da una gogna mediatica senza precedenti. Al contrario, l'universo interista viene dipinto come un'oasi, nonostante le innumerevoli e pesanti ombre societarie che la stanno lambendo.
Siamo diffidenti, SÌ, e rivendichiamo il diritto di esserlo. Le pedine sulla scacchiera sono state mosse con precisione chirurgica per assolvere e osannare.
Forse questo sfogo può apparire esagerato a chi preferisce l'addomesticamento della realtà, ma la ricerca della verità non accetta compromessi, con buona “pace” di chi verrà a insultare o a tirare in ballo il fantasma di Moggi o la Juventus per deviare il discorso.
Resta la passione e il tifo per la nostra maglia, che non mancherà mai. Ma l'entusiasmo di un tempo è inevitabilmente incrinato dalla consapevolezza che, dietro a quei sorrisi della vigilia, lo sparito di questo campionato sembra essere già scritto.
Ormai sky manda i suoi invitati in diretta col kit faidate. Ieri per KoloMuani, davanti al JMedical, il giornalista di sky sport,girava col cavalletto e un cellulare e si auto filmava. Nemmeno i peggiori youtuber...
Un altro servizio vergognoso del #TG5 che nomina tutti i più importanti messaggi di cordoglio per Franco #Baresi guardandosi bene dal nominare la #Juventus (che tra l'altro ha scritto uno dei post più belli) o il fatto che Franco rese omaggio alle vittime dell'Heysel.
Morite male
Mai una inchiesta aveva spiegato così bene tutto ciò che raccontiamo da anni, tra attenzioni e garantismi mai visti della Procura (a Torino scatenata nonostante fosse incompetente e "odio la Juventus", qui...) e media che scrivono felici come bambini solo quando arrivano apparentemente buone notizie, altrimenti censura totale. Eppure, nonostante riportino gioiosi solamente le righe finali, l'atto contiene una lunga serie di presunte pressioni, interferenze, istituzioni tifose e telefonate non intercettate, oltre ai telefoni inspiegabilmente mai sequestrati. Ribadisco: con gli standard usati negli anni per la Juve chiederebbero la B e salterebbero già oggi diverse teste.