Ascolto ogni week-end almeno 5 telecronache dei ragazzi di #Dazn che, a parte qualche esagerazione di troppo, trovo preparati e piacevoli. Il vero colpo di mercato di #Dazn è stato però l’ingaggio di Andrea #Marinozzi, che oltre ad essere un bravissimo telecronista è anche molto competente ed efficace negli studi post partita. Veramente incredibile come da #Sky sia stato sempre sottoimpiegato 🚑
CARLOS BACCA: "Mucha gente en el mundo del fútbol me pregunta porqué ando con una mujer tan sencilla en lugar de estar con una modelo. Mi esposa fue la única mujer que me quiso cuando vendía pescado, fue la única que cuando yo no era nadie me brindó lo más lindo que me puede brindar una mujer; su compañía y amor desinteresado.
Además, es la mejor madre que le pude regalar a mis hijos. ¿Cómo no ofrecerle una vida llena de lujos a la mujer que compartió conmigo necesidades y aún así era feliz?".
Visto il primo tempo scintillante di Nicolò #Zaniolo a San Siro contro il Milan viene da chiedersi cosa abbiano visto l’ex ct #Gattuso e il suo staff nelle 250 partite di Serie A visionate dal vivo da settembre a marzo. Un delitto non chiamarlo in Nazionale per i Playoff…
Nell’estate del 1999, mentre ero in viaggio di nozze sull’isola di Cavallo, mi chiama il presidente del Cesena, Edmeo #Lugaresi. Vorrebbe rilanciare la squadra con un giocatore di talento, e mi chiede una mano. Faccio un giro di telefonate, quella più interessante è con Natale #Bianchedi, ex-spia di Sacchi e grandissimo conoscitore di calcio, che mi segnala un profilo da monitorare: si chiama Daniel #Pancu, lo chiamano il Ronaldo di Giulesti, ha 22 anni e parecchio talento, almeno così mi sembra, visto che ha segnato 23 gol in un anno e mezzo. Per sicurezza, prima di fare nomi chiedo un parere a Mircea #Lucescu, che avevo conosciuto perché aveva allenato l’Inter. Mi da appuntamento in un ristorante vicinissimo alla sede nerazzurra, e in un pranzo cordialissimo mi spiega tutto, pregi e difetti, di #Pancu. Era una vera enciclopedia del calcio, Mircea, con una passione e una intelligenza rari. Se n’è andato oggi, a 80 anni, terzo assoluto tra i tecnici in attività per titoli vinti. Un grande talento, riconosciuto da tutti quelli che hanno lavorato con lui, un uomo colto e piacevole. Ti sia lieve la terra RIP 🙏
Condoglianze alla famiglia
Nelle ultime settimane Emanuele Rao sta trascinando il Bari, che lotta per evitare la retrocessione. Il classe 2006 è uno dei talenti più interessanti di questa Serie B e il suo cartellino appartiene al Napoli 👀
✍️ a cura di @gia_brunetti
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Paolo #Maldini a ZNews: “Saltare un Mondiale è un campanello d’allarme. Due sono una crisi. Ma tre consecutivi… sono un fallimento totale. Non vedo più la stessa fame. Non vedo giocatori pronti a dare tutto per la Nazionale. Mancano orgoglio, responsabilità e identità…” 🇮🇹
🇧🇷 J'ai regardé France-Brésil (0-3) au tournoi de Montaigu et j'ai énormément apprécié la performance de 𝗝𝗲𝗮𝗻 𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼𝘀 (𝟮𝟬𝟭𝟬 | 𝗙𝗹𝘂𝗺𝗶𝗻𝗲𝗻𝘀𝗲), auteur d'un doublé.
Offensif gaucher, capable de jouer à tous les postes en attaque, il est très créatif et je trouve qu'il résiste très bien au duel.
Contre la France, il marque deux buts, dans des situations de face à face, parfaitement gérées, sans précipitation et avec sang froid.
Il a également été l'auteur d'une belle passe décisive, en temporisant parfaitement avant de trouver un coéquipier aux 20 mètres.
Profil à suivre.
Il calcio italiano è dentro la crisi più profonda della sua storia. La Nazionale ne è l' espressione più eclatante.
I vertici della #FIGC, #Gravina in testa, devono prenderne atto e dimettersi. Per ricostruire occorrono nuovi dirigenti e nuove idee.
#BosniaItalia
Djokovic: “L’Italia è la nazione più importante nella storia dell’umanità. Amata per tante cose ovvie come la storia, la cultura, la musica, il cibo, le auto, la moda. Ho avuto nella mia carriera un rapporto speciale con gli italiani, ho lavorato e lavoro con persone italiane nel mio team, sono orgoglioso di parlare l’italiano, che è una delle lingue più belle. C’è tanto da ammirare, anche per quanto riguarda il nostro sport: quello che l’Italia ha fatto negli ultimi 10-15 anni, con i successi nel tennis maschile e femminile, è ammirevole. È la leader in questo momento e le più grandi congratulazioni vanno alle persone coinvolte in questo successo. Potrei andare avanti per ore a parlare dell’Italia”.
Via Vanity Fair
L’altra sera, chez Mentana, la mentitrice seriale che chiamiamo presidente del Consiglio, oltre a riservare allo scarso pubblico la sua dose quotidiana di menzogne su tutto lo scibile umano, si è permessa di buttare me e il Fatto nella sua indecente campagna elettorale: “Molti di quelli oggi schierati per il No in passato sostenevano questa riforma. Il Pd era per la separazione delle carriere, M5S e Gratteri sostenevano il sorteggio, Marco Travaglio sosteneva tutti e due… Adesso sono tutti per il No”. Càpita, a chi è abituato a mentire e a smentirsi ogni volta che respira: accise, blocco navale, tagli alle tasse, legge Fornero, asili nido gratis, governo in Ue coi socialisti, Patto di Stabilità, spese militari, Putin, sanzioni alla Russia, vittoria militare ucraina, Usa, Gaza, Israele, Arabia Saudita, Qatar, Pnrr, dazi zero, Superbonus, chiusure per Covid, Web Tax, agenzie di rating, tassa sugli extraprofitti, trivelle in mare, Regioni, elezione diretta del capo dello Stato, legge elettorale con le preferenze e così via.
Finché i suoi elettori si bevono tutto e la lasciano fare, buon per lei e peggio per noi. Ma Giorgia Meloni deve rassegnarsi: non siamo tutti bugiardi in malafede come lei. Le rarissime volte in cui le è capitato di avere ragione, gliel’abbiamo riconosciuto. Giudichiamo tutti dai fatti, non dalle appartenenze. Quindi non si permetta di dire che abbiamo cambiato idea sulla “riforma” solo perché l’ha proposta lei: intanto perché è falso e poi perché così si comportano lei e i suoi, non noi. Il Fatto, da quand’è nato nel 2009, è sempre stato fermamente contrario alla separazione delle carriere e anche delle funzioni. Ha proposto e continua a sostenere un sorteggio per i membri del Csm a una condizione: che valga per tutti, laici e togati, o meglio ancora che vengano aboliti i laici, cioè gli emissari dei partiti, per un vero organo di autogoverno dei magistrati. Invece la sua “riforma” (fatta in fretta e furia l’anno scorso, quindi nessuno poteva essere pro o contro prima) prevede un sorteggio puro per i togati e uno finto per i laici, estratti da una lista di fedelissimi dei partiti (quasi tutti o tutti – dipenderà dalla legge attuativa che farà lei – scelti dalla maggioranza di governo). Siccome ho avuto occasione di spiegarglielo di persona, lo sa benissimo: quindi mente sapendo di mentire. E ancor di più mente sul fatto che io fossi pro carriere separate: io cominciai a demolire l’idea gellian-craxian-berlusconiana nel 1994, sulla Voce, quando lei era appena entrata in politica dietro al feretro di Paolo Borsellino, radicalmente contrario anche lui a quella sconcezza (infatti la Meloni è passata da Borsellino a Nordio, dalla lotta antimafia a B. e alla mozione “Ruby nipote di Mubarak”).
Ero talmente contrario che demolii su Micromega e sull’Espresso la bozza Boato sulla giustizia nella Bicamerale D’Alema del 1997-’98, che prevedeva soltanto la separazione delle funzioni fra pm e giudici (io renderei obbligatori i passaggi dall’una all’altra) e un solo Csm diviso in due sezioni (se vuole documentarsi, le consiglio il mio articolo “La bozza Boato tradotta in italiano”, Micromega, n.5/1997). Quando poi B. tentò il colpaccio per passare in Parlamento alla separazione delle carriere, lo fermarono Scalfaro, l’Anm, Mattarella (allora nel Ppi) e il suo leader Fini affiancato dal consigliere Mantovano e da La Russa. Persino Delmastro è sempre stato contrario, come tutti gli attuali separatisti: Nordio e Di Pietro in primis. Io, diversamente da loro, non ho mai cambiato idea: che la porcata venisse da sinistra o da destra. Se cerca dei voltagabbana, la Meloni guardi intorno a sé e magari si trovi uno specchio: al Fatto non ce ne sono.
Ma l’altra sera, sfruttando l’ultima parola prima del silenzio elettorale, ha piazzato un’altra menzogna: che cioè lo scandalo del suo amico e sottosegretario Delmastro, socio della figlia del prestanome del clan camorristico Senese, sia uscito sul Fatto per “una manina che dice ‘tiriamo fuori la cosa peggiore sul governo negli ultimi giorni di campagna sul referendum’”. L’unica manina in questa storia – a parte quelle di Delmastro e di altri tre big di FdI in Piemonte che firmano davanti al notaio di Biella una società per gestire un ristorante a Roma con la figlia dell’attuale galeotto Mauro Caroccia – è quella di un giornalista investigativo: Alberto Nerazzini. Che, lavorando a un libro su mafia e politica a Roma, ha scoperto la società Delmastro-Caroccia & C. e la fuga del sottosegretario fuori tempo massimo, ha verificato la notizia e l’ha proposta al Fatto, che l’ha subito pubblicata. Se, come la Meloni afferma, “i fatti che conosciamo ora io li conosco dalla stampa”, dovrebbe ringraziare Nerazzini e il Fatto per averglieli rivelati. Anche perché Delmastro si era ben guardato non solo di parlargliene. Ma anche di comunicare alla Camera la società coi Caroccia nella dichiarazione patrimoniale al Parlamento, che è obbligatoria per i parlamentari e tantopiù per i membri del governo, a maggior ragione se stanno al ministero della Giustizia. Invece la Meloni ci fa pure la lezioncina: “Forse ci dovremmo interrogare su un certo modo di fare giornalismo, atteso che io l’ho appreso dalla stampa”. Cioè: saremmo noi a dover spiegare a lei perché abbiamo pubblicato una notizia vera (infatti nessuno ha potuto smentire una virgola) e non lei a dover spiegare a noi che ci faceva il suo fedelissimo sottosegretario alla Giustizia in società con una famiglia di camorra; e che ci fa ancora al suo posto, insieme alla Bartolozzi e ad altri cinque dirigenti del ministero che banchettavano con lui chez Caroccia almeno fino al suo arresto. Con che faccia lo lascia in via Arenula dopo aver chiesto le dimissioni perfino di Josefa Idem dal governo Letta per un trucchetto da 3mila euro sull’Imu? Presto o tardi, perfino in Italia, i bugiardi e i voltagabbana fanno una brutta fine.
Oggi e domani andiamo a votare No alla “riforma” e convinciamo più incerti possibile a seguirci, per accelerare i tempi.