@SciabolataFFP Interessantissimo, mi ha immediatamente richiamato alla memoria il trattamento mediatico riservato in Italia a Comolli quando aveva sollevato il tema. Grazie
In Japan, a gorilla named Kiyomasa got into a fight with his mate. She kicked him out of their enclosure at the zoo, and he was later spotted sitting alone, seemingly rethinking his life choices
@dorinileonardo Io mi domando come si possa spostare sempre un po’ più avanti il confine della mistificazione della realtà. Una versione 2.0 della sindrome di Stoccolma, siamo sull’orlo della beatificazione del carnefice dimenticando chi poi è vittima
🇮🇹 DA ASCOLTARE, Enrico Berlinguer, famoso liberale-liberista. Era il 1983 e Berlinguer spiegava perchè l'Italia era indietro in ricerca scientifica e tecnica, pura ed applicata, perchè era bassa la produttività (dice proprio "produttività", eh), perchè non vi erano risorse per lo sviluppo, perchè la spesa pubblica era più grande che in altri paesi.
E sapete perchè? Perchè, secondo il liberista Berlinguer, esisteva una relazione malsana tra potere e settore privato fondato sul clientelismo e sulla protezione delle categorie (=rendite) che assorbiva le risorse per la crescita.
Era il 1983. Ed era Enrico Berlinguer.
Se lo dico oggi, mi insultano dicendo che sono liberista. Tanto è la distorsione della realtà ormai.
Saluti, compagni.
P.S. Faccio notare che Berlinguer parla di bassa produttività della pubblica amministrazione e dei servizi. Ovvero, era già chiarissimo allora che il problema erano i non-tradable, non i tradable sectors.
Il momento in cui la tua squadra si prepara a battere i rigori in una finale di #ChampionsLeague. La differenza tra un turista e un tifoso.
A voi il tutorial definitivo.
Qualcuno non sa che pesci pigliare e usa gli ex calciatori di Spalletti per fare rumors aaaah e come da fastidio il silenzio di Comolli agli scribani✍️✍️✍️✍️✍️
Vedere due uomini adulti avere questo tipo di espressione l'uno nei confronti dell'altro in un evento pubblico importante fa davvero pena e ribrezzo.
In un mondo ideale si dovrebbe resettare di nuovo. Ma è tardi e oggi non conviene né economicamente né sportivamente.
E dato che entrambi hanno fallito (assieme ai calciatori, che sono i VERI responsabili del disastro) entrambi DEVONO lavorare insieme per il bene comune con la scimmia sulla spalla del fallimento di quest'anno.
Alcune pacate riflessioni su governance Juventus (post lungo!).
1)Erano parecchi anni che alla Juventus non vi era un manager con deleghe così ampie, un vero capo-azienda: Comolli è il CEO e ha la responsabilità complessiva dell'andamento aziendale.
2)A Comolli dovrebbe riferire una parte sportiva con dei responsabili precisi: egli non dovrebbe occuparsi direttamente di calcio-mercato, men che meno della gestione tecnico-sportiva delle squadre, in particolare la Prima.
3)L'ultimo Consiglio di Amministrazione che si è insediato possiede ampie ed articolate professionalità: se il Board lavora, Comolli può e deve essere orientato, ed anche doverosamente controllato, in seno al Consiglio.
4)E' più che normale che vi siano contrasti, diversità di vedute, possibili opzioni diverse ed alternative sul tavolo: accade in tutte le aziende, anche se non in tutte le aziende questi fatti vengono osservati e commentati H24 sui social: in questo il calcio è un tritacarne assurdo.
5)Il vero metro di misura di Comolli, a mio avviso, non è l'andamento di questa stagione, ma il raggiungimento dell'obiettivo di sostenibilità dei conti su un orizzonte di medio periodo: certo, non raggiungere la CL peggiora questa prospettiva, ma credo che la valutazione vada fatta su un triennio, almeno.
6)Il Club di calcio, a livello di governance, è un "animale strano": vi è una parte del Club che, in questo periodo dell'anno, prepara la squadra per la prossima stagione e poi "consegna" volante, chiavi, regia all'allenatore, sperando che da quel gruppo cavi fuori i migliori risultati: il CEO dovrebbe sovrintendere a tutto questo meccanismo, facendo sì che i gruppi di lavoro siano coordinati al meglio e raggiungano gli obiettivi; non un lavoro facile, e vedremo se Comolli lo sa fare o se vuole intervenire e gestire in prima persona.
Morale: prova del fuoco per Comolli, questa esperienza alla Juve (e nel calcio italiano): vediamo se ne esce vivo, cosa che spero, per il bene della Juve.