Storico del paesaggio. Leggo nei territori i segni del potere che gli altri non vedono. Scrivo su Gli Stati Generali. Autore di "Al limitare della palude".
Nel 1968 don Roberto Sardelli mise i suoi vestiti in un sacco, lasciò la parrocchia e andò a vivere in una baracca dell'Acquedotto Felice. Comprò la 725 da una prostituta e ne fece una scuola. Scrivo di posti così: dove il territorio racconta il potere e la storia, sotto, tiene il conto. 🧵
C'è una causa di un imprenditore nei confronti dello Stato. Chiede un risarcimento di 200 milioni di euro.
Lo Stato, soccombente, chiede una sospensiva in attesa della Corte d’Appello. Mentre si aspetta, il governo, tramite il ministero della Salute, molla 100 milioni a detto imprenditore per chiudere la questione. Pare che costui sia uno che era stato ascoltato in commissione parlamentare contro le decisioni del governo sul COVID, finanziatore di Fratelli d’Italia, ospite Atreju.
Ma certamente c'è un errore
La #VigilanzaRai si scioglie tutta, maggioranza e opposizione, poche ore prima della presentazione dei palinsesti autunnali. Nata nel 1975 per sorvegliare la lottizzazione, muore di lottizzazione. Giusto in tempo per non vigilare su nulla.
Di Maio: "Stiamo facendo la storia" (2018)
Meloni: "Stiamo facendo la storia" (2024)
Attentatori di Ranucci: "Facciamo la storia" (2026)
La storia, però, qualcuno dovrebbe anche studiarla.
@Adnkronos Secondo Vannacci, se lui va al governo rimarrà il caldo, rimarrà il lavoro nero, rimarrà la paga da fame e l'assenza di ogni diritto. Però saranno tutti italiani.
@WSJ Il data center è il nuovo castello medievale: si pianta nel paesaggio di qualcun altro e chiede alle comunità di adattarsi al potere, non il contrario. L'unica differenza è che il castello non consumava 50 MW.
A Pietralata (Roma) riemerge un sacello con tre statuette di Ercole, il dio italico della transumanza e delle bonifiche. Da Roma al fascismo il potere ha sempre preferito l’Ercole che vince a quello che lavora.
Vale per la barca come per una sala chiusa, un portico murato, una piazza svuotata. Lo lasciamo deperire, poi lo riapriamo come evento o come vetrina di consumo. Le cuciture che tengono insieme una comunità le notiamo solo quando cedono.
Per quarant'anni una barca romana è rimasta in ammollo in una vasca, nel deposito del museo di Adria, con ancora addosso il fango del giorno in cui l'hanno tirata fuori dallo scavo.
Quel fondo di barca non ha un proprietario. Appartiene a tutti, il modo gentile per dire che non se ne occupa nessuno. I beni comuni stanno in ammollo lontano dagli occhi, marciscono in silenzio. Ce ne accorgiamo quando cedono.