Ma quando scoppierà definitivamente la bolla che permette a tanti scappati di casa di diventare #influencer e campare di sponsorizzazioni e visualizzazioni? Ormai sono anni dai su, facciamo in fretta a cambiare il corso delle cose. I peggiori? Quelli di #tiktok e #Instagram
Incredibile. Quello che sta accadendo è semplicemente incredibile.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha scritto al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per chiedergli di verificare se gli abbia mentito.
Testuale, dalla nota del Quirinale: “Acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare” la “supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza”.
Una cosa che nella storia della Repubblica si conta sulle dita di una mano.
Il Capo dello Stato che chiede al proprio Guardasigilli: scusa, mi hai fatto firmare una bugia?
La domanda di clemenza è quella di Nicole Minetti. Quella del Ruby bis. Quella delle cene eleganti. Quella condannata in via definitiva a 3 anni e 11 mesi per favoreggiamento della prostituzione e peculato.
E la storia raccontata al Quirinale per ottenere la grazia, firmata il 18 febbraio 2026, era una storia perfetta: un bambino gravemente malato, abbandonato alla nascita in Uruguay, costretto a continui viaggi all’estero per cure salvavita, bisognoso di Minetti come unica figura di riferimento.
Storia commovente, ma falsa.
Perché quel bambino, scrive il Fatto Quotidiano carte alla mano, abbandonato non era mai stato.
Aveva due genitori biologici, vivi, con nomi e cognomi. Talmente vivi che Minetti e il suo compagno Giuseppe Cipriani li hanno trascinati in tribunale per togliergli la patria potestà, ottenendola il 15 febbraio 2023.
La madre biologica oggi risulta scomparsa.
L’avvocata che assisteva i genitori biologici è morta carbonizzata in casa con il marito, anche lui avvocato.
Questo è il dossier che ha portato il Presidente della Repubblica a essere costretto, oggi, a scrivere al proprio ministro per sapere se gli hanno mentito.
Una vergogna istituzionale di proporzioni mai viste.
E adesso aspettiamo la dichiarazione di Nordio.
Quella in cui ci spiegherà che lui non sapeva, che si è fidato della Procura, che la Procura si è fidata dei carabinieri, che i carabinieri si sono fidati dei documenti, che i documenti li ha portati l’avvocato. La catena del “non è colpa mia” è già pronta a partire.
Solo che stavolta in fondo alla catena c’è la firma del Capo dello Stato.
E quando trascini Sergio Mattarella dentro una porcheria del genere, quando lo costringi a scrivere al tuo ministero per chiedere se gli hai mentito, hai già smesso di essere ministro.
Le dimissioni di Carlo Nordio, a questo punto, sono il minimo sindacale.
Tutto il resto è un’offesa al Paese.
Più seguo #tiktok e più mi rendo conto che chi vuole fare l'influencer tendenzialmentè è chi non ha voglia di lavorare oppure ha combinato qualche guaio nella vita precedente e, piuttosto che andare a lavorare, pubblica h24 su tiktok per guadagnare. Meditate gente...
tornare al lavoro dopo le ferie dovrebbe essere come l’inserimento all’asilo tipo oggi un’oretta poi un’ora e mezza o due e se piango me ne torno subito a casa
Il discorso del Presidente Mattarella che riporta tutto ai sani valori democratici su cui è costruita la nostra Repubbloca, quasi commuove dopo 3 anno di governicchio che smantella tutto lo smantellabile #discorso#Mattarella#fineanno