@Caputaglia@flamanc24 Serge’, ne hai scritte tante e di bellissime.
Ma quella che io porto nel cuore (e che forse manco ti ricordi) è “Maccheroni amari”
🙃
***THREAD/ #Gergiev e la minaccia che alcuni NON VOGLIONO vedere. Fra pochi giorni avrà luogo il concerto diretto da Valery Abisalovich Gergiev a Caserta, fortemente voluto dal governatore della Campania, Vincenzo De Luca 1/
Ma soprattutto, era un pezzo di quel mondo lì, di cui la mia famiglia faceva parte" .Condividete se ne avete voglia. #BrunoPizzul#5marzo2025
https://t.co/IlQzkP6n7c
@Jamie_Uhler2@batcountry1980 Of course, Madman is an absolute gem. Great, underrated songs like Holiday Inn or Rotten peaches. The epic Burn down the mission… and a nice cover too.
Nel demenziale panorama politico italiano va profilandosi un esemplare nuovo: il trumpiano di sinistra. Uno che odia così tanto l’Occidente liberale da godere per i colpi mortali che The Donald va infliggendogli. Moriremo in una risata.
#TrumpIsARussianAsset#Trump#gauchecaviar
Three years of resistance. Three years of gratitude. Three years of absolute heroism of Ukrainians. I am proud of Ukraine! I thank everyone who defends and supports it. Everyone who works for Ukraine. And may the memory of all those who gave their lives for our state and people be eternal. 🇺🇦🇺🇦🇺🇦
#SupportUkraine
In linea generale, ho sempre ritenuto che chi ha a cuore le sorti dell’Ucraina debba preoccuparsi del destino del suo popolo più che delle sorti personali di chi lo governa. Ma ciò che si è scatenato contro @ZelenskyyUa è solo la conferma della grande statura di questo piccolo uomo, che da tre anni lotta come un leone per dare un futuro di libertà al proprio popolo.
Domandiamoci quanti di noi al suo posto, quel terrificante 24 febbraio 2022, con 60 km di carri armati alle porte di Kyiv e bombe che piovevano su un paese privo di difese, avrebbero scelto di restare, anziché fuggire. Chiediamoci quanti di quelli che da tre anni lo accusano di aver accumulato immense ricchezze, di aver acquistato ville che in realtà non gli appartengono, di essere assuntore di droghe aggiunte alle immagini con Photoshop e di mille altre nefandezze, sarebbero rimasti a tiro di missili e droni e a rischio di attentati, piuttosto che optare per un esilio dorato.
Quel “non voglio un passaggio, datemi armi”, detto ad americani ed inglesi, che si offrivano di portarlo al sicuro fuori dal paese, ha cambiato la storia d’Europa e probabilmente impedito lo scoppio di una nuova guerra mondiale, scongiurando la possibilità per la Russia di ammassare truppe lungo un’ampia linea di confine con pesi NATO e di raggiungere il gigantesco deposito di armi in Transnistria.
Tutti noi dobbiamo molto a Zelensky, al suo coraggio ed a quello del popolo ucraino.
Anche oggi, dopo tre anni di guerra, il suo no alla svendita delle ricchezze minerarie dell’Ucraina ed i conseguenti insulti sguaiati e farneticanti dell’instabile palazzinaro affetto da narcisismo patologico, eletto alla guida del paese che è stato finora il suo più grande alleato, dimostrano come questo “comico mediocre”, leader di una nazione povera e distrutta, possa rappresentare quel granello di sabbia capace di far inceppare gli enormi ingranaggi che un autocrate ed un aspirante tale vorrebbero far girare per spartirsi il mondo e schiacciare le democrazie liberali.
Con dieci milioni di sfollati, un milione di persone al fronte, altri bloccati in Russia e un quinto del territorio del paese sotto occupazione militare, si deve essere folli o in totale malafede per pensare che si possano svolgere legittime elezioni in Ucraina. Mi sembra quindi piuttosto spericolato sostenere che chi da 3 anni sfida le bombe russe e non si fa problemi a dire “no” all’uomo più potente del mondo non vada alle elezioni per paura delle urne.