La diffusione delle conversazioni audio intercettate tra Alberto Stasi e il suo avvocato Angelo Giarda è una vergogna che umilia lo Stato di diritto e la dignità della persona
La pubblicazione, sulla piattaforma Mediaset Infinity e su eventuali altri siti, piattaforme o organi di informazione che abbiano riprodotto o diffuso i medesimi contenuti, dell’audio e della trascrizione di conversazioni intercorse tra Alberto Stasi e il suo difensore, il Prof. Angelo Giarda, pone una questione di straordinaria gravità sotto il profilo del rispetto delle garanzie costituzionali e della tutela del rapporto difensivo.
Nel nostro ordinamento le comunicazioni tra imputato e difensore sono assistite da una protezione rafforzata, posta a presidio del diritto di difesa e della libertà del cittadino di conferire con il proprio avvocato in condizioni di piena riservatezza. L’articolo 103 del codice di procedura penale vieta l’intercettazione delle comunicazioni difensive e sancisce l���inutilizzabilità dei relativi risultati nei casi previsti dalla legge. Tali conversazioni, oltre a non poter essere utilizzate processualmente, non possono essere oggetto di pubblicazione neppure dopo la conclusione del procedimento, ove non risultino utilizzate nel processo o riprodotte in provvedimenti giudiziari.
Se il cittadino non può avere la certezza che le proprie conversazioni con il difensore restino sottratte alla diffusione pubblica, viene inevitabilmente compromessa la pienezza stessa del diritto di difesa garantito dalla Costituzione.
Il problema non è il carattere accusatorio o difensivo del contenuto diffuso, ma il fatto stesso della pubblicazione di un colloquio tra imputato e difensore, che non può essere trasformato in materiale mediatico in assenza della volontà dell’interessato.
Appaiono pertanto necessarie la rimozione di tali contenuti da Mediaset Infinity e da ogni altra piattaforma o mezzo di comunicazione che li abbia diffusi, con la cessazione di ogni ulteriore pubblicazione, nonché l’intervento del Garante per la protezione dei dati personali e dell’autorità giudiziaria competente in relazione alla violazione delle disposizioni che disciplinano la pubblicazione di atti e contenuti relativi a procedimenti penali.
Roma, 14 maggio 2026
La Giunta
L’unica verità che possiamo e dobbiamo trarre dalla vicenda di #Garlasco è che un sistema giudiziario che consente di condannare l’ imputato già assolto due volte, per di più sulla base dello stesso compendio probatorio, è un sistema malato, che produce sconcerto e sfiducia nei cittadini, e- come stiamo vedendo- una catena di tragedie e di vite spezzate che sarà difficile interrompere. Il nostro Paese ha un bisogno vitale di recuperare il culto sacrale e non derogabile della presunzione di innocenza, e dunque l’umiltà, la forza e la grandezza del Giudice che sappia arrestarsi dinanzi al dubbio
“So bene che la storia la scrivono i vincitori, ma non vedo vincitori su questo campo di battaglia. Mi dimetto perché resto fedele ai principi ispiratori di questa associazione. Vi auguro di ritrovare la strada. Io ho la certezza che la strada non è più questa.”
Grande!
@IlMici8 Personalmente ti seguo da un po', mi diverte leggerti e quando hai detto che avresti votato no mi sono stupita. Continuo a pensare che sia stata un'occasione persa ma non mi permetterei mai di offendere un'idea contraria se portata con rispetto e dignità
Giuseppe Capoccia (procuratore capo di Lecce) “ io temo che la vittoria del no possa determinare un delirio di onnipotenza in capo a qualcuno. Darà alla parte pii organizzata dell’associazionismo della magistratura una forza, quasi una legittimazione politica, per cui io non prevedo tempi semplici”
Fa accapponare la pelle…
#ReferendumGiustizia26
Il mio pensiero va inevitabilmente a tutte le persone per bene, di buona volontà, che lavorano nel mondo della giustizia e che si sono pubblicamente esposte: non credo avranno vita facile.
Quindi per oltre il 53% degli italiani è giusto che la super casta dei magistrati non paghi per i propri errori ed è gusto che continui ad essere politicizzata, e il giudice non sia equidistante tra PM e difesa.
L'Italia è un paese morto, irriformabile, senza speranza.
Il popolo è sovrano ed ha sovranamente rinunciato a qualsiasi diritto di lamentarsi della giustizia. Tenetevi i Gratteri nella speranza di non diventare mai un Enzo Tortora.
#referendumgiustizia2026
La stragrande maggioranza, stragrande, degli avvocati penalisti voterà sì. Ovvero la categoria professionale alla quale vi siete aggrappati, vi aggrappate e vi aggrappereste per non affondare. Ci sarà un motivo perché voterà sì: perché sa cosa significa una difesa in una vicenda penale che può colpire chiunque. Tutti. Anche solo per reati colposi.
E tutti esigerebbero di essere difesi al meglio. Però piagnucolano per il no solo perché vogliono colpire una parte politica.
Eppure blaterano di argomenti che non conoscono e piagnucolano per il no. Autolesionisti. Incompetenti. E si perderà una occasione storica.
Abbiamo perso. È finita, è tutto finito, non c'è più speranza. Prendiamone atto una volta per tutte e forse riusciremo a vivere più sereni. In questi giorni ho seguito la Stramezzeide, l'epica storia di un uomo finito improvvisamente in coma, intubato, in fin di vita e 1/n