C’è un soggetto che si aggira nelle nostre case e ci urla nelle orecchie, ci sveglia i bambini, ci spaventa il gatto. Crede, costui, di raccontare la passione per il calcio con un trasporto emotivo speciale, invece di speciale c’è solo il fastidio che la sua intemperanza vocale diffonde. Ormai, il commentatore calcistico Lele Adani, che gioca nella squadra della Rai (servizio pubblico, vale la pena di ricordarlo al di là della retorica), è un caso nazionale. Sopra le righe sempre, Adani diventa una sorta di corpo posseduto dal demonio quando segna l’Argentina.
Persino uno divisivo come lui è riuscito, per una volta, a mettere tutti d’accordo. La tirata di Adani è come il tiro di Messi: assoluta, ma di segno opposto. E chissà cosa avranno pensato gli inglesi in Italia davanti alla tv: forse, di essere capitati per sbaglio su Tele Buenos Aires.
L’articolo completo di Maurizio Crosetti su Repubblica
#rep
@POW3R_GC La mia domanda era abbastanza semplice ma l'hai cannata alla grande. Ti invito a prendere visione del video di qualche giorno fa di @StefaniaC11 (che ti linko per comodità https://t.co/NGypwgagXu). Non aggiungo altro tanto sono parole al vento appresso a voi sedicenti gamers
Sta partendo la terza guerra mondiale per colpa di Parenzo, per cui mi limito giusto a ricordare quando il GOAT Pino Scotto gli disse:"Parenzo, sei acqua del cesso e ti consideri champagne" (con Cruciani piegato in due)