Bentornato aprile, bentornata Liberazione🌹
Ecco il nostro manifesto di quest'anno.
Il disegno è stato realizzato da Valentina Stecchi, fumettista e vignettista. A prestissimo, in tutte le Piazze d'Italia. #versoil25aprile2024#vivalaRepubblicaantifascista
Lanciano, ore 11. In #Abruzzo un’occasione grande: i partiti sono affluenti ma il fiume è l’alternativa. E un candidato come D’Amico a farlo di legno non sarebbe venuto così perfetto. Competente ma, cosa più importante, uno che ci crede, ha valori e idee da cui derivano fatti
🤷♂️ Matteo Salvini ha cambiato decisamente idea sul limite ai mandati per i sindaci e i presidenti di regione. In questi giorni ripete che il limite va contro la democrazia e il buonsenso. Ma nel 2016 a Pontida prometteva il limite dei due mandati per tutti i politici della Lega.
La magistratura ungherese è completamente condizionata da #Orbán, il quale pubblicamente dichiara di avere come riferimenti politici Turchia, Cina e Russia. Spaventa sapere che Orbán è il modello politico di Giorgia #Meloni e le catene a #IlariaSalis sono un messaggio diretto proprio a lei. Perché? Lo racconto nel video. @fanpage https://t.co/RVCNkpTvz1
Orbán ha dichiarato che dopo le elezioni entrerà nei conservatori europei con Giorgia Meloni.
E Meloni lo accoglierà a braccia aperte, perché le sue non sono legate con le catene.
#IlariaSalis
Perché dal tribunale ungherese arrivano foto di #IlariaSalis incatenata? Ecco il messaggio: così trattiamo i dissidenti politici. Ma c’è altro: un ricatto a Giorgia #Meloni, storica amica e alleata di #Orbán, lui sapeva che quelle immagini avrebbero fatto il giro del mondo. E chiunque dica che non c’entra con la scelta di incatenare Salis o con la richiesta esorbitante di 11 anni di carcere, non conosce l’Ungheria, che oggi è una democrazia illiberale. Orbán, con la riforma della Corte Costituzionale, con gli attacchi continui alla stampa, con il costante indebolimento della magistratura, ha costruito uno stato autoritario. Nel 2018 il filosofo Luuk van Middelaar ha descritto l’Ungheria come una “dittatura elettorale”. Gli elettori, che non hanno più libertà di stampa o di associazione, “sono ancora lì per fare spettacolo”, ma l’esecutivo “non consente più alcun controllo e bilanciamento”. L’orrore più grande è che l’Ungheria è nell’Unione Europea e soprattutto ispira Giorgia Meloni.
I reati contestati a Salis sono fumosi, molti sono caduti e il regime di detenzione a cui è sottoposta è disumano, peggiore di quello italiano, dove dall’inizio dell’anno si sono suicidati 11 detenuti. Il legame tra Meloni e Orbán fa spavento, ancor più alla luce di questo strappo: cosa chiede Orbán a Meloni? Fanno spavento i neofascisti italiani che hanno diffuso false fotografie di presunti militanti di destra con il volto tumefatto che non c’entrano nulla con Ilaria Salis, il cui coinvolgimento nei fatti che le vengono contestati è ancora tutto da dimostrare. Fa spavento la richiesta di 11 anni per 5 giorni di prognosi, se pensate che i generi del boss Bidognetti, Vincenzo D’Angelo e Carlo D’Angiolella, che stavano ricostruendo una fazione del clan, sono stati condannati nel dicembre scorso a 5 anni. Fa paura #Salvini che diffonde la fake news dell’aggressione del gazebo della Lega nel 2017, procedimento in cui Salis è stata assolta per non aver commesso il fatto. E a tutto questo orrore si aggiunge la farsa di #Lollobrigida che non si esprime perché non ha visto le catene. Le meraviglie dei raccomandati: prima di dire se hanno visto o sentito devono essere autorizzati.
Presidente @GiorgiaMeloni questa lapide per i morti di #AccaLarentia l'ha voluta affiggere lei 11 anni fa in polemica con Gianfranco Fini. La riscriverebbe tal quale? Con quella firma? Pensa che basti sostituire "patrioti" a "camerati" per far digerire il fascismo agli italiani?
Se gridi “Viva l’Italia antifascista” a teatro vieni identificato, se vai a un’adunata neofascista con saluti romani e striscioni invece no.
Piantedosi chiarisca come sia potuto accadere.
E Meloni non ha niente da dire?
Il racconto di @mannocchia di un villaggio in Cisgiordania, Zanuta, uno storico villaggio palestinese dove abitavano 200-300 persone, che è stato raso al suolo dai coloni israeliani
Guarda #ilcavalloelatorre: https://t.co/InlbqVPor6
Un brutale pestaggio a sfondo razziale. In un parco di Bari. L'aggressore è stato condannato a 8 anni. Siccome è un italiano e la vittima è un senegalese non perverranno dichiarazioni-ghigliottina né da Salvini né da Meloni. È tutto a posto.
#Pietre@repubblica
Nel 2018 definii i fascistelli di #CasaPound «una ridicola organizzazione promiscua con la criminalità organizzata nella peggiore tradizione fasciocriminale». Mi citarono in giudizio e oggi il Tribunale di Roma stabilisce che: «Il termine "organizzazione promiscua" va intesa come la vicinanza tra entità geneticamente diverse e tale connotazione non può reputarsi denigratoria o diffamatoria, essendosi limitato il convenuto ad esprimere una lettura critica delle informazioni assunte dalle fonti consultate, che ha documentato in giudizio; anche l’espressione "Aspiranti fascistelli di CasaPound" si rifà "agli espliciti riferimenti positivi al Ventennio contenuti nello stesso programma dell’Associazione attrice"».
Da oggi, quindi, si può legittimamente definire CasaPound «organizzazione contigua al crimine organizzato» senza temere di dire il falso né di essere citati in giudizio, perché esistono innumerevoli fonti e un'infinita documentazione che ho prodotto, come lo stesso Tribunale ha affermato.
Ministro #Piantedosi, dopo che una sentenza ha stabilito che è possibile definire CasaPound «un'organizzazione promiscua con la criminalità organizzata nella peggiore tradizione fasciocriminale», darà immediatamente seguito, immagino, ai continui proclami in cui annuncia lo «stop del governo» alle occupazioni e «sgomberi più rapidi». Finalmente l’immobile di via Napoleone III all'Esquilino, occupato da CasaPound, potrà trovare una migliore destinazione, vero Ministro?
Da 264 mila a 150 mila. Tanta retorica sulle famiglie e poi Meloni, dopo le pensioni, taglia i nuovi posti degli asili nido. Danno la colpa a inflazione e caro materiali, ma vale solo per i cantieri dei nidi? Nient’altro è stato tagliato così. Sono scelte. Contro bambini e donne.
Salvini dice che non c'è bisogno di uno sciopero? Gli ricordo che a deciderlo ci pensano i lavoratori e le lavoratrici di questo Paese e le loro organizzazioni sindacali. Lo sciopero è un diritto.
#AdessoBasta#ScioperoGenerale