Buon compleanno, Paola Michelini! 🎂
Qui nella rappresentazione di quella “sinistra” che ha come propagandisti più efficaci i Fabio Fazio, le Concita De Gregorio, i Giannini e i Gori
Efficaci soprattutto nel far volare Vannacci
#PaolaMichelini
Il turismo non distrugge i luoghi.
Li “valorizza” e poi se li vende online con foto da brochure esclusive per “il villaggio turistico definitivo”. Il piccolo inconveniente è che - nel frattempo - si mangia un’isola intera e poi la risputa fuori come fosse una mini Las Vegas in stile cicladico. In foto Santorini. #turistiacasanostra
Ci hanno tranquillizzato raccontando che, se le case in città fossero diventate troppo care, sarebbe bastato spostarsi in provincia. Finendo a vivere addirittura meglio. Oggi invece si accorgono che fare il pendolare costa uno stipendio all’anno solo per fare avanti e indietro in una tangenziale perennemente intasata o su treni che nelle ore di punta somigliano a carri bestiame. Ma ciò che ancora non dicono è che quello che abbiamo di fronte è un unico e preciso modello di sviluppo: perché se la rendita immobiliare incassa, espelle e concentra ricchezza e il pendolarismo allontana e impoverisce ulteriormente, la conseguenza è che si libera altro spazio nella città turistica allargata. Uno spazio da occupare - come già ampiamente annunciato - “spalmando i flussi fuori dal centro città”. Ma voi continuate pure a credere alla storiella delle emergenze separate. #Turistiacasanostra
ditelo a Meloni che e' ignorantissima, in Italia ci sono stati presidenti della Repubblica di destra, Enrico De Nicola e Luigi Einaudi del Partito Liberale Italiano. quello che e' incompatibile con la ns Costituzione e democrazia e' un presidente fascista come vorrebbe lei
Il 29 giugno di tredici anni fa ci lasciava Margherita Hack e, come ogni anno, la voglio ricordare con una delle frasi che apprezzo di più.
Ciao Margherita ⭐
Cascate d'acqua a 4500 metri d'altezza dalla vetta del Cervino, lungo la parete nord, fotografate da Harry Lauber il 25 Giugno.
Non è caduta neve, ma pioggia, con lo 0 termico sopra i 4500 metri.
Ma tranquilli, ha sempre fatto caldo.
https://t.co/UxFZ57a3uA
Parola per parola. Il macchinista Dante De Angelis, licenziato 2 volte per le sue denunce sulla sicurezza (e 2 volte reintegrato dai giudici) spiega perché l'ingresso in carcere di Moretti dimostra che - questa volta - la giustizia è stata uguale per tutti
“Da sindaco ho guidato la città che è cresciuta di più per il turismo”.
Ogni volta che leggo dichiarazioni del genere mi cadono le braccia. Perché il problema è esattamente questo: l’idea che l’aumento dei flussi turistici coincida automaticamente con un aumento del benessere collettivo. La stessa idea che, negli ultimi anni, ha trasformato la rendita immobiliare in politica economica, la proliferazione incontrollata dei B&B in indice di sviluppo, il folklore in brand, il food in principale vettore culturale e la fiscalità di transito in leva economica e pilastro dei bilanci comunali.
Ma il presidente lo sa che inflazione, rincari, speculazioni, impossibilità di trovare una casa per i redditi medio bassi e conseguente spopolamento dei quartieri sono conseguenze dirette di quello stesso modello? E che la crescita purché sia che rivendica orgogliosamente alimenta contemporaneamente precarietà e sfruttamento generando un enorme costo sociale?
Mentre si parla di limitazioni agli affitti brevi e di “mare democratico” a Madonnella l’ennesimo fondo sta trasformando un’altra intera palazzina in b&b. E a Torre a Mare le spiagge libere - oltre a essere un immondezzaio - continuano a proliferare muri abusivi e accessi negati. È questa la Puglia del futuro che la politica immagina e insegue acriticamente?
La vera sfida non è prodigarsi per attirare ancora più visitatori, ma costruire una Puglia capace di produrre ricchezza senza diventare strutturalmente dipendente da rendita e flussi turistici. Una regione in cui il cittadino torni a essere centro e misura delle politiche pubbliche anziché un sorridente figurante in costume, un ingranaggio funzionale all’economia dell’accoglienza. Se si è capaci di farlo, bene. Diversamente non serve un assessorato al Turismo e non serve manco una giunta regionale. Basta una banalissima agenzia di marketing territoriale. #Turistiacasanostra
Il riscaldamento della nazionale senegalese. La World Cup, nonostante le divisioni imposte da Trump, continua a celebrare l'identità dei Paesi partecipanti e la voglia di condividerla con gli altri.
Hanno trasformato un’intera regione - e il suo capoluogo - in una mangiatoia a cielo aperto. Luoghi in cui la cultura è unicamente concepita come intrattenimento folkloristico e l’unica cosa che puoi fare è mangiare, mangiare e mangiare ancora. Tra l’altro a prezzi folli. Una specie di matrimonio alla pugliese ma elevato a modello economico, un sistema in cui chi può investe in food o B&B. Mentre gli altri, laureati o meno che siano, finiscono assorbiti nella filiera (barman, camerieri, bagnini, runner, addetti alle pulizie ecc. Manodopera spesso a basso costo, precaria e non sindacalizzata, al servizio della città-ristorante. Oppure se ne vanno.
E la politica? Anziché immaginare - e magari sforzarsi di costruire - la città che vogliamo lasciare ai nostri figli che fa? Amministra l’ordinaria distruzione quotidiana, celebrando le esequie urbane come fossero il carnevale di Rio.
Una riconversione forzata raccontata come il nuovo rinascimento, che riempie di tavoli le città e nel frattempo le svuota dei suoi cittadini. Non-luoghi imbellettati sempre più adatti ad essere consumati e sempre meno ad essere vissuti. Perfetti da farcire di turisti come fossero imperdibili panini gourmet. #Turistiacasanostra
La “Lista di Massidda” ha 80 mila nomi. Torturati, stuprati, mutilati, schiavi, bambini abusati e altri diventati soldato fin dall’età di 4 anni. Sono le vittime dei peggiori crimini commessi contro i civili ovunque nel mondo negli ultimi vent’anni. Paolina Massidda lavora nel punto meno visibile e forse più delicato della Corte penale internazionale. Quello in cui la prova incontra il trauma, e il linguaggio del diritto deve tradurre senza cancellare la voce delle vittime
Il nostro inviato all'Aja Nello Scavo ha raccontato di come la giurista assiste i migranti torturati nei lager: «Il mio lavoro è tradurre le violenze in prova»
Tutto sommato lo spregevole ministro Ben Gvir, lo stesso che merita tutto il nostro sommo disprezzo, un merito ce l’ha:
ha tolto la maschera allo Stato di Israele e ne ha mostrato il vero volto: quello di uno Stato canaglia guidato da un governo genocidario che disprezza i diritti umani e il diritto internazionale.
E chiunque d’ora in poi, continui a definire Israele come una democrazia e il suo esercito come il più morale del mondo, si coprirà di ridicolo di fronte al mondo intero
Ancora leggo chi giudica l'azione della Flotilla dai viveri che porta a bordo, dalla bio degli attivisti, anziché capire che è guerrilla mediatica per fare vedere al mondo la prepotenza israeliana e tenere i riflettori accesi su Gaza. Può non piacervi, ma ha assolutamente senso.
Bendati. In ginocchio. Ammanettati. Ben-Gvir, ministro israeliano della Sicurezza nazionale, cammina in camicia nera tra gli attivisti della Global Sumud Flotilla appena sbarcati ad Ashdod. Sventola la bandiera, irride: «Benvenuti in Israele, qui i padroni di casa siamo noi». Una donna implora a terra. Lui dice agli agenti: «Ottimo lavoro».
Sono 430 civili disarmati di 39 paesi, sequestrati in acque internazionali. Ventinove italiani, tra cui il deputato M5S Carotenuto e il giornalista del Fatto Mantovani.
Poi il valzer delle prese di distanza.
Il ministro degli Esteri israeliano Sa'ar scrive a Ben-Gvir: «Hai causato deliberatamente un danno allo Stato». Avete letto bene. Il problema è il danno d'immagine. Il problema sono le telecamere accese.
Netanyahu si scopre indignato: «Fuori dai valori di Israele». Poche ore prima ringraziava i militari per aver «sventato un piano per rompere l'isolamento di Hamas». Stesso uomo, stesso giorno, stessa operazione rivendicata.
Meloni e Tajani convocano l'ambasciatore, pretendono scuse. Per il video. Mai per il sequestro, mai per gli spari, mai per la marina che apre il fuoco contro civili in acque internazionali.
Chi oggi scopre lo scandalo fa teatro. Quello che si vede ad Ashdod è la sintesi di quello che accade ogni giorno fuori campo: a Gaza, sotto un genocidio certificato dalla Corte Internazionale di Giustizia; in Cisgiordania, sotto un'occupazione che la stessa Corte ha dichiarato illegittima; nelle carceri israeliane, dove migliaia di palestinesi vengono detenuti senza accusa.
Stavolta le telecamere erano accese. Il problema mai è stato la camicia nera di Ben-Gvir.
#GlobalSumudFlotilla #Flotilla #Gaza #Palestina #BenGvir #Netanyahu #Israele #DirittiUmani #Genocidio #FreeGaza
No.
Non son d’accordo con Netanyahu e il ministro degli Esteri di Israele secondo il quale Ben Gvir non sia in linea con i valori di Israele
Israele è uno Stato non solo canaglia, ma genocidario guidato da un governo che, purtroppo, nelle sue guerre di aggressione, gode dell’appoggio largo e generalizzato della popolazione.
L’unica “colpa” di Ben Gvir, per Israele, è quella di aver fatto meglio conoscere al mondo intero l’autentica natura dello Stato di Israele che oggi rappresenta il più grave pericolo per la pace nel mondo
E che è ridicolo continuare a parlare di Israele come di una democrazia
A proposito di meritarsi la cittadinanza, sarebbe il caso di affrontare il problema degli ex-folgore che pagavano cifre consistenti per il gusto di ammazzare bambini bosniaci.
Prima che vengano eletti con Vannacci, che dopo è un po’ più complicato.
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