Orrore a #Belfast
Dopo il brutale ferimento di un cittadino nordirlandese da parte di un rifugiato politico proveniente dal Sudan, l’estrema destra ha soffiato sul fuoco della paura e dell’odio, trasformando la giusta indignazione in un pogrom, che ormai dura da tre notti.
Nelle strade si sono viste scene che pensavamo appartenessero ad altre epoche: case assaltate, famiglie costrette a fuggire mentre le proprie abitazioni venivano incendiate, persone innocenti prese di mira per la sola colpa di essere straniere o non bianche.
La responsabilità di quell’orribile gesto appartiene solo a chi lo ha compiuto.
Non può essere estesa a un intero gruppo sociale che, peraltro, non gode di alcun privilegio strutturale né esercita alcuna forma di oppressione sugli altri – semmai accade il contrario.
Gli stranieri, i migranti, le persone razzializzate sono persone, non una categoria astratta.
Può sembrare banale ricordarlo, ma evidentemente ce n’è bisogno: non tra “loro”, ma tra noi, ci sono persone perbene e pezzi di merda, persone generose e persone meschine, persone che sbagliano e persone che no.
Per questo la caccia allo straniero in quanto straniero è qualcosa di profondamente sbagliato, vile e ripugnante. Qualcosa di veramente inaccettabile.
Quello che sta accadendo a Belfast è una pagina nera, nerissima, non solo per l’Irlanda del Nord, ma per l’Europa intera.
Il livello dello scontro e della disumanizzazione – favorito dalle fantasie fasciste della “remigrazione”, dall’iper-sfruttamento del lavoro, dalle guerre culturali e dalla sistematica costruzione di capri espiatori – ha ormai raggiunto un punto che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato impensabile.
L’indignazione a questo schifo è una reazione sana, ma non basta più.
Dobbiamo organizzarci, costruire reti di solidarietà, e difenderci insieme a chi viene colpito dall’odio razzista.
Noi antifasciste staremo sempre dalla parte di una società aperta, plurale e democratica.
Ve lo ricordate Eyal #Mizrahi? Quello di “definisci bambino”? Quello dello scontro con #Iacchetti?
Ieri me lo sono ritrovato a @LaZanzaraR24 e non avete la minima idea di cosa sia stato capace di dire. Ascoltate.
Mi scuso sinceramente per la mia reazione: penso di aver esagerato nei modi. Certe cose si possono dire con la stessa severità, ma in un altro modo. Però, davanti a frasi come quelle, ho perso il controllo.
Il pm di Milano Paolo Storari ha disposto il controllo giudiziario d'urgenza per caporalato nei confronti del colosso americano dell'edilizia Caddell Construction, accusato di aver sfruttato operai indiani impiegati nei lavori per il consolato generale Usa a Milano. Secondo l'inchiesta, i lavoratori avrebbero ricevuto salari sotto la soglia di povertà (circa 2 euro l'ora effettivi) e pagato una sorta di "pizzo" fino a 500.000 rupie (circa 4.500 euro) a un'agenzia intermediaria per poter essere reclutati e trasferiti in Italia