Il fuoco dei #comunisti non si è spento. Lo dimostra oggi questa sala, in cui si discute della necessità di costruire un #partitocomunista moderno, serio, all'altezza dei tempi. Le nostre migliori energie saranno a disposizione di questo percorso.
#Israele fa a pezzi la carta dell'#ONU mentre 143 paesi votano per l'ingresso della #Palestina. Proviamo tanta vergogna vedendo il governo italiano che si schiera con un regime fanatico e criminale. Dalla parte sbagliata della storia.
Fino a quattro anni e mezzo di carcere per i giornalisti accusati di diffamazione. Pur di non subire interferenze, il #governo della #guerra è disposto a colpire sempre di più la libertà di #stampa con provvedimenti da grande fratello. Fermiamoli.
Le #università sono in agitazione. A #Napoli dopo giorni di occupazione della #FedericoII, gli studenti ribadiscono: nessun accordo con le università israeliane e le imprese belliche che armano il massacro dei palestinesi. Stop al #genocidio!
La neolingua della propaganda. Israele ha ucciso sette operatori umanitari che stavano dando cibo alla gente di #Gaza. Secondo @Antonio_Tajani “hanno perso la vita”. Se questo è un Ministro degli esteri, facevamo prima a chiederne uno direttamente a #Netanyahu.
Ma tutti gli indignati per @maumol dove stavano quando sottoponeva a un'intimidazione oscena e violenta una giornalista in diretta TV?
Stanno zitti perché hanno paura di lui o sono complici?
Guardate che vi state giocando la dignità da qui alla fine dei tempi.
Se ne avete una.
A chi parla di “intolleranza” e “violenza” per l’annullamento del dibattito con Maurizio Molinari vogliamo rispondere che gli unici violenti e intolleranti sono coloro che giustificano e sostengono il genocidio in Palestina.
#FedericoII
Sui recenti sviluppi internazionali, l’opposizione al #governoMeloni e il ruolo dei comunisti. Risoluzione del Comitato Centrale del Fronte della Gioventù Comunista. Qui il testo completo ➡️ https://t.co/xC7aadk4bd
50mila persone in corteo a #Milano contro il genocidio in #Palestina. Può nascere un’opposizione vera, cioè operaia e popolare, al #governo della #guerra. Stanno provando a fermarla con censura e repressione. Non ci riusciranno.
Ora a #Milano. In Italia c'è un popolo che non ha paura di opporsi al genocidio in #Palestina. Decine di migliaia di persone in corteo contro menzogne, manganelli e censura. Fermiamo il #governo della guerra! #StopGenocidio
#Salvini si è offeso per i nostri cartelli alla manifestazione di oggi. Servivano a ribadire che chi sostiene il massacro in #Palestina ha le mani sporche di sangue. A quanto pare il messaggio è arrivato. Bene così.
#stopgenocidio
1. stasera non perdete una potente inchiesta @reportrai3 di @DProcaccianti sul progetto su cui #Salvini ha puntato tutto: il #PonteSulloStretto.
abbiamo scavato nei cablo di #WikiLeaks, scoprendo chi è l'azienda che fa tutta assistenza tecnica: #Parsons
https://t.co/bAH1jYLOQx
@Gianfi15 Poi a quelli che difendono la giornalista argomentando con la necessità di essere equilibrati e imparziali, in un contesto di occupazione, che è tutto tranne che equilibrato, avere una posizione del genere non fa altro che dare maggior peso a chi già ce l'ha.
@Gianfi15 Quello che molti di voi non comprendono è il fatto che Cecilia Sala ha risposto evitando di spiegare perché le notizie che riporta sono chirurgiche e parziali, ma attaccando Karem screditandolo non tanto per quello che dice, ma per quello che è, ovvero un palestinese. Ed è grave.
@ceciliasala@emapesta Costruire dei tunnel è "leggermente" diverso dal costruire dei bunker per proteggere 2 milioni di persone dai bombardamenti israeliani... Il problema non è Hamas che non costruisce i bunker ma Israele che bombarda i civili.
Mi sono sbagliato. Non è propaganda. Ma un suprematismo bianco che accomuna molti. Anche inconsapevolmente. La giornalista donna bianca che ci dice che è più palestinese di noi, che lei sa davvero quale è il nostro problema, e mi dice che non mi devo occupare dei giornalisti, ma di Hamas. Con il tanto caro ritornello "Non condanni abbastanza Hamas" "mmmh forse ti piacciono i terroristi Karem, non come ai miei amici veri palestinesi". Il ritornello di qualcuno che è arrivato in palestina da 3 settimane. A me i reporter di guerra non piacciono, servono, ma non piacciono. Arrivano e ti raccontano dei brandelli che restano, con la spocchia di saperne più di tutti perché loro hanno un metodo. Un tesserino. Visto altre guerre.
Io colpevole di non essere abbastanza palestinese. Che non sono mai stato a Gaza. Beh ci volevo andare a fare volontariato come sanitario, ma indovina rifiutano i permessi sempre agli arabi con passaporto.
Passaporto israeliano che rappresenta proprio il simbolo del colonialismo, devo tenerlo, un privilegio, se rinuncio per ideologia poi non entro più, non vengo più a trovare la mia famiglia, deportata solo a metà nel '48. O entro solo dalla Giordania e vengo trattato come spazzatura senza diritti, come Khaled. Se rinunci tra l'altro ti negano tutti i visti futuri. Diaspora totale.
Ci sono stato a Gaza nella pancia di mia mamma. Ho una foto di lei con il pancione sulla spiaggia di Gaza City.
Non c'era ancora Hamas, non esisteva. Ma israele già opprimeva un popolo da 50 anni. I coloni già facevano violenza. Mi racconta di come distruggevano le statue per la strada del monastero di Stella Maris.
Non sono abbastanza palestinese per Cecilia Sala perché lei si muove più agilmente di me con contatti e soldi, giustamente, fa il suo lavoro. I miei spostamenti sono più difficili proprio perché è un regime di apartheid. Non perché è più palestinese di me. Per me è anche pericoloso spostarmi. I miei post venivano mandati alla polizia israeliana ogni giorno. Mi hanno trovato e massacrato di botte a Roma dopo un pedinamento. Cosa pensate che mi avrebbero fatto se si fossero indispettiti con me in Palestina o israele? Ve lo dico io, mi avrebbero ucciso. Come stanno facendo in Cisgiordania.
E parlando di stampa, se avessero picchiato un influencer ebreo israeliano sarebbe finito in prima pagina su Repubblica o IlFoglio? O come me, notizia non pervenuta. È solo un pestaggio.. meglio chiamare Pro Hamas chi partecipa alla proteste.
Il 9 ottobre in uno scambio di battute su cosa avremmo fatto le dico che non entro a Ramallah quel giorno, checkpoint chiuso. Mi dice che lei ha un fixer che forse passa, le dico "fai entrare anche me lol". Colpevole di averle chiesto un passaggio, messaggio buttato li in una conversazione che diventa importante solo per screditarmi. Poi entriamo tutti e due quando i checkpoint sono aperti, semplicemente. "Sono più palestinese di te se hai bisogno di me" questo mi vuole dire la giornalista bianca. Divulgando senza contesto conversazioni private. Tenetene conto quando parlate con lei.
Eravamo in contatto in modo sincero, nessuno stava simpatico all'altro, dichiaratamente. Io le chiedevo di non andarci troppo pesante con la narrativa del suo giornale, lei negava di avere una narrativa, e probabilmente cercava solo di tenermi buono.
Io ero venuto qui a trovare la famiglia, con due camice per stare pochi giorni. Non sono arrivato con l'appoggio di un giornale, preparato a spostarmi in guerra e i fixer che mi portano a giro. Ho amici e famiglia ovunque, ma non siamo sottoposti entrambi a un apartheid degli spostamenti. Non ho le stesse disponibilità economiche.
Non ho mai voluto sostituirmi ai giornalisti.
È evidente però che il loro lavoro negli anni non ha permesso di comprendere davvero cosa stesse succedendo se tutti pensano che la "guerra" sia iniziata il 7 ottobre.
Ci raccontano solo Stories.. ci intrattengono con la notizia del giorno. Oggi è cattivo lui, domani lui.
Siamo 7 pullman da 50 persone dirette da Napoli a Roma per la manifestazione pro Palestina alle 15:00: la polizia c’ha fermato da un’ora, vogliono chiamare la scientifica e la DIGOS per due cartelloni. Ancora vogliamo giustificare l’azione di boicottaggio delle autorità italiane?
ogni volta che pensate che, alla fine, noi italiani siamo una forza per il bene,per i diritti umani, i diritti delle donne, delle minoranze, delle persone #LGBT, pensate alle nostra politica estera, che viene fatta dal mercante di morte #Leonardo e da #ENI https://t.co/rOWcZHc7zo
Ieri centinaia di #disoccupati hanno manifestato a #Napoli, #Cosenza e #Palermo contro il #GovernoMeloni. L'alternativa che hanno in mente per chi si oppone: cariche e manganelli. Solidarietà ai Disoccupati "7 novembre" e a chi ha subito l'ennesimo episodio di #repressione.