A ogni intervista al padre di Filippo Turetta emergono lampanti i segnali che la famiglia non è riuscita a cogliere in tempo.
La gelosia ossessiva considerata una cosa normale, il controllo del cellulare considerato normale, il ricatto emotivo dell'invocare il suicidio per essere stato lasciato e molti altri.
I segnali c'erano stati eccome, quello che è mancato è averli saputi comprendere e agire di conseguenza.
Ecco, io credo che se c'è una cosa che possiamo imparare dal femminicidio di Giulia è proprio che dovremmo allenarci a coglierli questi segnali, a parlarne con qualcuno se ne siamo vittime o se vediamo che qualcuno intorno a noi mette in atto comportamenti problematici.
Se per la persona maltrattata è difficile rendersene conto perché vittima di manipolazione emotiva, diverso è per chi è al di fuori da quel meccanismo di manipolazione.
L'apparenza da bravo ragazzo non è un deterrente, il male non ha una faccia prestabilita. Ma i segnali ci sono, sempre.
Ntini: arriva e la sbarra non si alza,prende la brioche sbagliata, entra per cercare dello non la trova per poi accorgersi che è situata nell unico posto dove non ha cercato e infine fa una battuta veramente infelice sul proprio ciclo mestruale
Voto 5,5 Dora l’esploratice
Petta:
Arriva aprendo la sbarra,offre brioche,entra e si cazza a ridere, vince un gratta e vinci e riassume tutto con il computer al 20%
Se ne va tra gli applausi compiaciuti ,o forse no,della folla accettando invito piratesco di dello.
Voto 7 PEOPLE’S CHAMP
Vorrei essere ricchissima ma proprio da fare schifo e occuparmi solo di piantare degli alberi, togliere la plastica dal mare e adottare i cagnolini dal canile