Nobody profits from telling you the body heals itself. So nobody tells you.
Your taste buds are new every 10 to 14 days. The tongue reading this flavour is a fortnight old.
Your stomach lining rebuilds every 3 to 5 days. Last week's gut is already gone.
Your skin turns over every 4 weeks. You grew a whole new surface this month.
Your white blood cells renew in days. Tonight's immune army was not on watch last week.
Your red blood cells retire every 120 days. Four months, and the entire fleet is replaced.
The fat built into your cell membranes turns over too. Years of stored seed oil can slowly be walked back out.
Your liver just gets on with regenerating. It holds no grudge about the bad years.
Your skeleton rebuilds over roughly ten years. The bones made in the worst years are not the ones you finish with.
Every one of those rebuilds is made from what you feed it.
Feed it meat, fat, sunlight and sleep, and it builds you strong.
Feed it sugar, seed oil and the sofa, and it builds you soft.
The body you will have next year is under construction right now.
What you give it today is what it builds you into.
Customer: "Oat milk, please. Trying to lower my footprint."
Barista: "Course. Happy with the rapeseed oil in it?"
Customer: "Rapeseed oil? In milk?"
Barista: "It's not milk. It's oats, water, and a good glug of seed oil for the creaminess."
Customer: "I avoid seed oils."
Barista: "You're about to wear a moustache of one."
Customer: "...Almond, then?"
Barista: "Lovely. How do you feel about draining California?"
Customer: "The soy?"
Barista: "Comes with a complimentary top-up of oestrogen. On the house."
Customer: "...Coconut?"
Barista: "Flown across an ocean, and more saturated fat than lard."
Customer: "What's the little carton at the back?"
Barista: "That one's just milk. Cow, field, grass, done. No factory, no solvent, no asterisk."
Customer: "And the footprint on that?"
Barista: "She made it out of rain. Yours is the taxi you took here to ask."
Vegan leather is plastic.
Vegan wool is plastic.
Vegan fur is plastic.
Vegan down is plastic.
All of it is plastic, dressed up as saving the planet with an oil rig hidden behind the label.
Every wash flushes it into the rivers.
Every wear breathes it into your lungs.
It sits whole in the ground for centuries after you bin it, because nothing that was never alive knows how to rot.
A sheep grows wool on grass for nothing, leaves the hillside better than it found it, and rots back into the soil in a single season.
Reject veganism. Embrace wool. Save the planet.
Precursori Diretti (Via dell'Arginina-NOS)
Questi amminoacidi agiscono come mattoni fondamentali per la sintesi dell'ossido nitrico attraverso l'enzima eNOS (ossido nitrico sintasi endoteliale).
L-Citrullina: È considerata l'integratore più efficace per aumentare i livelli di NO nel sangue. Viene convertita in L-Arginina nei reni, superando il primo passaggio epatico e garantendo una biodisponibilità superiore rispetto all'assunzione diretta di arginina. La forma Citrullina Malato è particolarmente usata in ambito sportivo.
L-Arginina: È il substrato diretto da cui l'organismo produce ossido nitrico. Tuttavia, se assunta per via orale, viene ampiamente degradata dall'enzima arginasi nell'intestino e nel fegato, rendendola meno efficiente della citrullina a parità di dosaggio.
Donatori di Nitrati (Via Nitrato-Nitrito-NO)
Questa via metabolica è indipendente dall'ossigeno ed è particolarmente attiva in condizioni di ipossia (es. durante un esercizio fisico intenso).
Estratto di Barbabietola (Beetroot): Ricchissimo di nitrati inorganici ($NO_3^-$). La flora batterica orale converte i nitrati in nitriti, che vengono poi trasformati in ossido nitrico nello stomaco e nei vasi sanguigni.
Estratto di Rucola o Spinaci: Analogamente alla barbabietola, contengono elevate concentrazioni di nitrati naturali ad azione vasodilatatrice
3. Antiossidanti e Attivatori dell'eNOS
Questi composti non si trasformano direttamente in NO, ma ne stimolano la produzione enzimatica o ne prolungano l'emivita, proteggendolo dalla degradazione causata dai radicali liberi.Pycnogenol (Estratto di Pino Marittimo Francese): Dimostra una forte capacità di attivare l'enzima endoteliale eNOS, aumentando la produzione endogena di ossido nitrico.
Flavonoidi del Cacao:
Stimolano l'attività di eNOS e migliorano la funzione endoteliale.
Estratto di Aglio Invecchiato (Aged Garlic Extract): Favorisce la sintesi di NO e contribuisce a mantenere la salute vascolare.
Vitamina C e Vitamina E: Lavorano in sinergia per neutralizzare i radicali liberi (come l'anione superossido) che altrimenti distruggerebbero rapidamente le molecole di ossido nitrico libere nel sangue.
Mio Commento:
Facendo la dieta chetogenica o chetocarnivora , non avrete necessita di integrazione, tutto al piu'probiotici orali e cibo fermentato.
Fruttosio, ferro e cancro al fegato.
Molte persone, soprattutto donne, sono carenti in ferro. Colpa loro, non mangiano carne rossa o ne mangiano poca.
Molte altre, paradossalmente, ne hanno troppo nel fegato, cosa che porta a steatoepatite e cancro al fegato.
La colpa? Frutta e succhi di frutta, soprattutto, ovvero il fruttosio.
Il fruttosio infatti stimola l'intestino ad assorbire molto più ferro del normale dai cibi che mangiamo, facendone aumentare i livelli nel sangue.
Lo fa riprogrammado il metabolismo delle cellule intestinali attivando una proteina chiamata HIF-2alfa.
In condizioni normali questa proteina si attiva solo quando c'è carenza di ossigeno per proteggere l'organismo, ma il fruttosio la inganna e la rende stabile anche quando non ce ne sarebbe bisogno.
Una volta attivata in modo anomalo, questa proteina ordina all'intestino di catturare tutto il ferro possibile.
Tutto questo ferro in eccesso finisce inevitabilmente per accumularsi nel fegato.
E lì iniziano i problemi.
Il ferro è un elemento essenziale, ma in quantità eccessive diventa tossico e crea una forte infiammazione.
Questo accumulo accelera drammaticamente la progressione della steatoepatite, comunemente nota come grave infiammazione da fegato grasso, e favorisce lo sviluppo e la crescita del carcinoma epatocellulare, ovvero il tumore al fegato.
La cosa è aggravata nelle persone grasse e infiammate.
Esiste infatti una condizione chiamata Sindrome da sovraccarico di ferro dismetabolico (DIOS).
L persone con insulino resistenza, obesità viscerale o fegato grasso tendono ad accumulare ferro nel fegato.
L'iperinsulinemia e l'infiammazione del tessuto adiposo alterano i trasportatori del ferro e la produzione di epcidina, creando un circolo vizioso in cui il fegato trattiene più ferro del dovuto.
Quindi se siete grassi ed infiammati, o anche magri ma insulino resistenti, non dovreste toccare la frutta neppure con un bastone da pollaio.
Ma è invece quello che i merdici raccomandano di mangiare.
Anche a Steve Jobs.
@Bluefidel47 Grazie George, in casa abbiamo quasi eliminato la frutta che ormai mangiamo solo ogni tanto. Purtroppo tutta la frutta è stata selezionata per diventare sempre più zuccherina, sono caramelle di fruttosio.
💬La mia riflessione sull'ottimo post di Marco:
Il grande inganno del Fruttosio "buono" per la glicemia
La trappola mentale e l'inganno sistematico in cui cadono moltissimi addetti ai lavori (nutrizionisti, dietologi e medici tradizionali) è consigliare il fruttosio come "dolcificante ideale" o spingere sul consumo di frutta sostenendo, come punto di forza, che "tanto non alza la glicemia ed ha un basso indice glicemico".
Questa è una parziale verità scientifica che nasconde un disastro metabolico. Non capiscono che il fruttosio è infinitamente più dannoso dell'eccesso di glucosio.
Perché nessuno se ne accorge?
Il glucosio, quando è alto, salta subito all'occhio: alza la glicemia immediata e impatta direttamente sull'Emoglobina Glicata (HbA1c), l'esame standard che tutti i medici monitorano. Il fruttosio, invece, segue una via metabolica subdola.
Non fluttua nel sangue periferico come il glucosio perché viene intercettato e processato quasi interamente dal fegato.
Esisterebbe un marker specifico per misurare i danni da fruttosio (la fruttosamina, o i test sui prodotti di glicazione avanzata derivati dal fruttosio), ma nessuno lo usa o lo prescrive nella routine medica.
Di conseguenza, il paziente pensa di stare bene perché la glicemia ed HbA1c restano apparentemente stabili, mentre il fegato sta silenziosamente marcendo.
Quando il fruttosio bombarda il fegato, scatena una cascata di effetti collaterali biochimici devastanti:
De Novo Lipogenesi (DNL) accelerata: Il fegato non ha un freno metabolico per il fruttosio (manca il controllo dell'enzima fosfofruttochinasi, presente invece per il glucosio).
Tutto il fruttosio che entra viene convertito direttamente in grasso (trigliceridi), accumulandosi nelle cellule epatiche. È la causa primaria della NAFLD (Fegato Grasso non alcolico) e della steatoepatite.
Deplezione di ATP cellulare (Crisi energetica): La metabolizzazione del fruttosio richiede una quantità massiccia e rapidissima di fosfato, esaurendo le riserve di ATP (la moneta energetica della cellula) nel fegato.
Questo stress energetico causa danno cellulare e infiammazione profonda.
Impennata dell'Acido Urico: Il consumo di fosfato cellulare dovuto al fruttosio accelera la degradazione dei nucleotidi purinici, producendo come scarto enormi quantità di acido urico.
L'iperuricemia non causa solo la gotta, ma blocca l'enzima ossido nitrico sintasi, alzando la pressione arteriosa e infiammando l'endotelio vascolare.
Insulino-resistenza Epatica selettiva: Anche se non stimola direttamente l'insulina nel brevissimo termine (perché non alza il glucosio ematico), l'accumulo di grasso nel fegato indotto dal fruttosio distrugge i recettori dell'insulina epatica. Il risultato? Il fegato perde la capacità di capire quando fermare la produzione interna di glucosio (gluconeogenesi), portando, nel tempo, a un'insulino-resistenza sistemica peggiore di quella causata dal glucosio puro.
Glicazione cellulare 10 volte superiore: Il fruttosio-1-fosfato e i suoi derivati all'interno della cellula sono agenti glicanti estremamente più reattivi e veloci del glucosio. Formano i micidiali AGEs (Prodotti di Glicazione Avanzata), che irrigidiscono le proteine, distruggono il collagene e accelerano l'invecchiamento cellulare e la carcinogenesi.
Blocco della Leptina (La fame perenne): Il fruttosio altera i segnali ormonali a livello ipotalamico. Non stimolando la leptina (l'ormone della sazietà) e stimolando invece la ghrelina, spegne i recettori che dicono al cervello "sei sazio", spingendo a un consumo compulsivo di altro cibo e zuccheri.
Consigliare il fruttosio o abusare di frutta per proteggere la glicemia è come spegnere la spia dell'olio sul cruscotto mentre il motore sta fondendo.
La biochimica non mente: il fruttosio è una tossina metabolica fegato-specifica, esattamente come l'alcool.
Molti mi chiedono perché io continui a dibattere con il Prof. Odifreddi.
Mi fanno notare che il Professore evita sistematicamente di entrare nel merito biochimico e profondo dei temi, limitandosi a ripetere i soliti slogan della narrazione mainstream che ci vengono propinati da decenni.
Slogan che, a guardarli bene, di scientifico non hanno nulla: "la carne non è adatta agli umani", "la carne aumenta il colesterolo cattivo", "causa il cancro, specie all'intestino", "gli allevamenti distruggono il pianeta", e così via.
Ad ognuna di queste "accuse", nei miei post precedenti, ho risposto smontando i dogmi con dati scientifici alla mano, logica evolutiva e biochimica cellulare. Eppure, dall'altra parte, il silenzio di merito è stato totale.
Ma allora, perché continuare? La risposta è semplice: per me questo dibattito è un'opportunità straordinaria. Proprio grazie al confronto con il Professore ho potuto elaborare, chiarire e sintetizzare ancora una volta i principi di biologia, fisiologia e antropologia evolutiva che pubblico instancabilmente da anni.
Che il Professore parta dalle conclusioni ideologiche precostituite e poi, instancabilmente, tenti di costruire a ritroso i presupposti per sostenerle — ignorando quasi del tutto le mie riflessioni di merito — in fondo non importa. Non è lui il vero destinatario di questo percorso.
Ciò che conta davvero sono le persone.
Coloro che leggono e che hanno deciso di aprire la propria mente a una nuova linfa di sapere. E non parlo delle mie idee, ma del lavoro titanico di tantissimi scienziati, medici e ricercatori d'avanguardia che in tutto il mondo stanno scardinando il vecchio paradigma nutrizionale.
Finché ci saranno persone curiose e desiderose di comprendere come funziona davvero il proprio corpo biologico, io continuerò a interloquire con il Professore, o con chiunque altro abbia voglia di confrontarsi su questi temi vitali.
Il sapere non si difende arroccandosi nei dogmi, ma accettando la sfida del microscopio.