Più escono fuori i dettagli sulla storia dell'omicidio di Henry Nowak, più appare profondo e buio il baratro in cui siamo sprofondati.
Un sikh accoltella un ragazzo inglese. E subito la famiglia dell'aggressore si mobilita: la madre nasconde l'arma, il padre trascina la vittima dietro un'auto e il fratello chiama la polizia parlando di "assalto razzista". Sanno che funziona sempre.
Intervengono le forze dell'ordine e si schierano subito a favore del sikh. Lo difendono, lo rassicurano. E intanto ammanettano Henry Nowak, che sta sanguinando copiosamente e chiede aiuto.
"Non respiro!" Questo ripete Henry, disperato. "Mi hanno accoltellato!"
Ma un poliziotto lo zittisce: "Non credo proprio.”
Henry muore così, con le manette ai polsi, soffocato nel suo stesso sangue. Ha 18 anni.
Dove sono i benpensanti inginocchiati?
Dove sono le femministe indignate?
Dove sono i murales, i concerti, i minuti di silenzio?
La guerra civile è dietro l'angolo nel Regno Unito. E questo clima si respira ormai in tutta l'Europa occidentale.
Se anche di fronte a questa storia il vostro primo pensiero è "sta crescendo l'estrema destra" allora sappiate che siete parte del problema. Siete complici.
In una parola: nemici.
Matteo Brandi
Pro Italia - Presidente
🔴URGENTE🔴
Questo è un video denuncia che avevo postato tempo fa, ma che ciclicamente riposto.
Pensateci tutte le volte che vi viene in mente di lasciare qualcosa in quei box.
C’è gente che si approfitta della nostra bontà …
@LucreziaNeue Mi dicono che scrivere che Sal Da Vinci "piange come un vitello" non è offensivo. Allora mi si consenta di dire che la giornalista che l'ha scritto "scrive come una vacca". "Vaccate" è un modo simpatico per dire che ha scritto sciocchezze.
@maurorizzi_mr Treccani..."Nella religione mesopotamica, Lilith, è un demone femminile portatore di sciagure e morte, legata al vento e alla tempesta e alcune trascrizioni che accennano a questo culto sembrerebbero risalire al III millennio a. C." da che pulpito
Assolti tutti i portuali di Trieste che protestarono contro il Greenpass. I criminali erano altri, e finalmente la giustizia lo riconosce. Felicitazioni a @PuzzerStefano e a tutti i colleghi! 👏🏼👏🏼👏🏼💪🏻💪🏻💪🏻
A Roma, durante la manifestazione della CGIL contro l’arresto di Maduro (e fa già ridere così), due giovani venezuelani di passaggio hanno osato mettersi a discutere: “Siamo nati in Venezuela, abbiamo vissuto il regime di Maduro e oggi siamo felici che sia finito.”
La risposta? I manifestanti li hanno insultati, chiamandoli “Traditori” e accusandoli di essere scappati e di dover studiare la storia!
Siamo davvero all’assurdo: chi ha conosciuto sulla propria pelle una dittatura viene zittito da chi, di solito, si proclama paladino della “resistenza”. E tu che cosa ne pensi?
#venezuela #maduro #trump #sinistra #cgil #roma #venezuelan
CORONA RACCONTA IL METOO GAY, LA LOBBY TREMA.
di Mario Adinolfi
Fabrizio Corona osa l’inosabile, va all’assalto della casamatta della lobby lgbt nel sistema mediatico italiano e racconta il me too all’italiana dove al posto di Harvey Weinstein c’è Alfonso #Signorini che usa il suo immenso potere televisivo per far pagare “il prezzo del successo” a maschi eterosessuali ottenendo prestazioni omosessuali in cambio di ambite posizioni in programmi tv. Corona produce prove inoppugnabili, chat fin troppo esplicite e fatti incontestabili. Qui succede però l’incredibile: il sistema mediatico fa muro, la lobby lgbt trema e fa scattare un cordone protettivo perché tante carriere ora finiscono a rischio. Pur in presenza di una enorme rilevanza anche politica dei fatti, perché è impensabile che Piersilvio e Marina Berlusconi non fossero a conoscenza dei metodi del potentissimo Signorini che guida da vent’anni il settimanale più venduto di Mondadori e da otto edizioni la trasmissione più iconica di Mediaset, le edizioni cartacee di Repubblica e Corriere della Sera non pubblicano una riga sulla notizia. Il Corriere della Sera di oggi ha mezza pagina di “gossip” sull’ennesima rottura tra il calciatore Morata e sua moglie, ma non scrive una parola sul me too in salsa arcobaleno scoperchiato da Corona. Repubblica che saltò alla giugulare di Berlusconi padre per le sue prodezze (etero)
sessuali, davanti allo scandalo omosessuale che inevitabilmente arriva su Berlusconi figlio incomprensibilmente tace. Lo stesso fa Dagospia, solitamente cassa di risonanza di ogni minimale gossip (la povera giovane amante di Fedez fu costretta a scappare dall’Italia per il clamore mediatico causato da una puntata di Falsissimo), stavolta protegge Signorini e Mediaset. E il Pd💩?
Zittissimo pure lui, solo Tajani ha capito la rilevanza politica della notizia e ieri si è ricandidato alla guida di Forza Italia rifilando così un pestone al Piersilvio in difficoltà che invocava rinnovamento. La lobby lgbt prova a proteggersi dallo scandalo più clamoroso della sua storia, come al solito silenziando le notizie scomode. A Mediaset e nella famiglia Berlusconi spero che una riflessione sia già stata avviata sullo strapotere che è stato lasciato a una cordata di potere arcobaleno che solo Fabrizio Corona, gli va dato atto, ha avuto il coraggio di esporre al giusto pubblico ludibrio.
Nel mentre...
Meta censura il video del prof. @RoyDeVita che riporta il ritiro dell'articolo sul Climate Change pubblicato sulla rivista Nature.
Il video è etichettato con "informazioni false" dai fattcecchersss indibendendihh
A seguire il video "censurato". Facciamolo girare!!
VON DER MERDEN💩
IN FUGA:
ORBÁN SCATENA UN TERREMOTO POLITICO A BRUXELLES ⚡🇪🇺
Una scena surreale si è verificata al Parlamento europeo: Ursula von der merden💩 ha lasciato bruscamente l'aula dopo che Viktor Orbán ha sfoderato un dossier esplosivo che accusava la Commissione europea di massiccia appropriazione indebita. Davanti agli eurodeputati sbalorditi, il Primo Ministro ungherese ha rivelato documenti riservati che implicavano miliardi di euro in progetti legati a collaboratori del Presidente della Commissione.
A Strasburgo è scoppiato il panico: urla, confusione, richieste di dimissioni immediate.
Von der merden💩, pallida in volto, ha
lasciato l'aula senza dire una parola, lasciandosi alle spalle un'Europa sotto shock. Quella che doveva essere una semplice sessione di bilancio si è trasformata in una bomba istituzionale, che minacciava di scuotere l'intero edificio europeo.
Orbán, un tempo isolato, ora appare come la punta di diamante di una ribellione sovranista, mentre Bruxelles lotta per contenere lo scandalo più devastante della sua storia recente.
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