«In Russia non c’è una somma di denaro che ti renda ricco in modo indipendente. Tutti i ricchi dipendono da Putin. Perché in qualsiasi momento lui può portar via i loro soldi, la loro libertà, o persino le loro vite. E queste persone lo sanno benissimo». (Bill Browder, imprenditore e attivista statunitense, è stato tra i più grandi investitori stranieri in Russia)
«Se l’Ucraina combattesse come fa Putin, Mosca sarebbe coperta di cadaveri. L'Ucraina non prende di mira i civili perché è uno Stato che combatte secondo regole civili. La Russia attacca deliberatamente le città ucraine e uccide civili. Quel contrasto definisce questa guerra». (Garry Kasparov)
Andrebbe pubblicato l’elenco dei medici #novax radiati. Una parte della politica li sta santificando e vuole riabilitarli.
La gente deve sapere chi sono, come si chiamano e dove lavorano per poter scegliere di non farsi curare da questi disertori della medicina.
A real shame to send the great Messi out with such a vulgar display of fouls, fights, and disrespect. It's a way of losing twice, instead just once on the pitch to a clearly superior side.
Che pena! È disgustoso vedere una forza politica che prende per imbecilli i propri elettori, facendo credere loro che si debba scegliere tra la la difesa e una visita specialistica e che la pace sia un costo anziché un investimento per le nostre ed altrui libertà. E bisogna essere imbecilli, cinici ed avere totale disprezzo per la democrazia per votare questi traditori. Il M5S è un pericolo per la sicurezza nazionale.
Il clown fascista, traditore della patria e disonore della divisa ha passato ogni limite di decenza e di demenza. Va isolato. E’ necessario che il governo di @GiorgiaMeloni prenda formalmente le distanze da questo soggetto, in modo definitivo.
Hanno fatto credere ai poveri pirla che li votano che con loro l’Italia sarebbe diventato il Paese più sicuro del globo terracqueo. Ora dicono ai poveri pirla che li votano che possono armarsi e farsi giustizia da soli. È tutto fantastico.
I conti mostrano in modo incontestabile che installare fonti variabili, stagionali e sincrone, come solare ed eolico, riduce le bollette (non moltissimo: tra il 3 e il 13% in meno rispetto al prezzo dell'elettricita a gas, quando il prezzo del gas varia tra 20 e 50 €/MWh e la quota ETS vale 80 €/ton CO2) sino a quando il contributo di queste fonti non supera una quota della domanda elettrica compresa tra il 20 e il 40% (20% se il gas costa 20 €/MWh, 40% se costa 50 €/MWh). Insistendo, il prezzo torna a crescere.
E già, perchè non dimentichiamo chequel che conta è il prezzo che pagheremmo in bolletta.
Qui sotto trovate tutti i conti (invito tutti a rifarli: astenersi da aggettivi e avverbi) qualora volessimo produrre a Milano energia elettrica continua utilizzando fotovoltaico, batterie e gas, al variare della quota della domanda soddisfatta da energia solare e del prezzo del gas. Per non complicare troppo, abbiamo considerato che la quota ETS rimanga costante a 80 €/tonCO2.
Il "prezzo" indicato nel grafico include: 1) il prezzo della quota di energia prodotta a gas (assumendolo pari al costo dell'energia generata con un ciclo combinato, maggiorata del 10%); 2) il prezzo corrisposto ai produttori (a Milano 70 €/MWh, come da FerX) per tutta l'energia fotovoltaica prodotta (inclusa quella tagliata e quella dissipata in carica/scarica delle batterie); 3) il prezzo corrisposto agli installatori delle batterie (13000 €/MWh anno, come da asta Macse), batterie per le quali abbiamo considerato profondità di scarica dell'80% e rendimento di ciclo del 95%; 4) per semplicità NON abbiamo incluso la quota dovuta al costo dei necessari investimenti nella rete, NÈ il costo dei bilanciamenti. Componenti che crescono al crescere della quota di rinnovabili variabili.
Soffermatevi a guardarlo attentamente: vi accorgerete che il prezzo rimane vincolato a quello del gas, finchè non si arriva a una quota solare del 90%. Ma con quella quota, a causa del costi del curtailment e delle batterie, il prezzo dell'energia elettrica non dipende più da quello del gas -è vero- ma come vedete è maggiore di quello dell'elettricità prodotta tutta a gas con gas a 70 €/MWh... sarebbe cioè un costosissimo capriccio. Eppure c'è qualcuno (e non proprio avventori da bar) che vi racconta che quella è la strada.
Nel grafico trovate anche una soluzione molto più efficace ed efficiente per rendere le bollette immuni alle bizzarrie della quotazione del gas, con bollette molto competitive. Si chiama nucleare!
Il prezzo del nucleare si ricava dai dati pubblicati dal World Energy Outlook 2025 della @IEA: Capex 6600 $/kW; costruzione in 8 anni; tasso di ammortamento (che determina il prezzo nei primi 25-30 anni e per gli anni successivi diventa irrilevante) compreso tra 4 e 6,5% (valori che dipendono esclusivamente da scelte di regolazione, che definiremo nei decreti attuativi della legge delegaa, a cominciare dalla remunerazione con contratto a 2 vie per tutta l'energia generata), da cui la forchetta di prezzo nei primi 30 anni indicata nel grafico; costi di esercizio e di combustibile identici a quelli @IEA, che determinano il prezzo dell'energia per i 55-60 anni dopo l'ammortamento.
Un'ultima considerazione che dovrebbe stare a cuore a tutti, massimamente a chi si definisce ambientalista: con la soluzione 90% solare ad ogni kWh consegnato al carico sono associati 168 grammi di CO2. Al nucleare appena 6.
MEDITATE, GENTE, MEDITATE. E soprattutto NON FATEVI FREGARE
Alla domanda su che impatto abbia avuto il superbonus del M5S sulla nostra economia, la risposta è arrivata secca, tecnica, e senza il minimo scrupolo diplomatico.
«Si sa che i bonus del 110% sono costati tra i 210 e i 260 miliardi. È stata una delle peggiori misure degli ultimi decenni. Non per l'idea di sostenere un settore in crisi come l'edilizia, ma per l'assurdità di buttare tutti quei soldi solo lì. Il provvedimento fu favorito dal fatto che una marea di liquidità arrivava dalla Bce e per alcuni anni non esisteva vincolo di bilancio. Sembrava che non si sapesse come spenderli, ma si poteva farlo diversamente: giustizia, istruzione, sanità...» dice Carlo Cottarelli ai microfoni de Il Giornale, in un'intervista firmata da Anna Maria Greco.
Insomma, ciò che racconta Cottarelli, da moderato, specie quando si parla di risorse pubbliche, fotografa perfettamente la situazione italiana odierna: chi invita ad alzare la pressione fiscale, chi infila la patrimoniale nel programma elettorale, dovrebbe prima ricordare che oltre 200 miliardi sono stati bruciati per le politiche scellerate dei propri alleati. Se mancano i soldi per servizi e welfare, non �� colpa delle tasse basse: è colpa della malagestione dei NOSTRI soldi.
L'odio sociale travestito da giustizia di classe resta lo spauracchio perfetto per chi vuole raccogliere consenso sui sentimenti delle classi meno agiate.
Ricordate, se oggi vostro figlio non ha l'autobus urbano, se la mensa scolastica non riesce a coprire i pasti, se per una visita ospedaliera aspettate mesi (quando va bene), sappiate che i fondi c'erano. Sono stati adoperati per rifare le facciate delle villette indipendenti.
I tecnocapitalisti americani hanno un piano eversivo contro le democrazie e la UE. Al centro l’obiettivo di non avere limiti su uso dei dati e qualità dei contenuti.
Le frasi di Musk vanno in questa direzione.
Vanno colpiti, regolati e sanzionati. Ristabilendo il primato della politica democratica e della civiltà europea su questi predatori.
Volentieri.
Una batteria ha una "taglia" che indica quanta energia è in grado di accumulare. Supponiamo che la batteria sia da 1 kWh. E, per semplificare il ragionamento, in prima battuta supponiamo di caricarla e scaricarla per intero (profondità di scarca 100%).
Se la uso tutti i giorni dell'anno per accumulare 1 kWh solare prodotto in eccesso da un impianto fotovoltaico p.e. a mezzogiorno e riutilizzarlo dopo il tramonto, in modo che il giorno dopo la stessa batteria sia di nuovo disponibile per compiere lo stesso servizio, allora la userò 360 volte all'anno e in un anno quella batteria da 1 kWh avrà reso disponibili di sera 360 kWh, chè altrimenti sarebbero stati inutilizzabili. Quindi il suo costo annuale sarà "spalmato" su 360 kWh.
Se invece la voglio usare per accumulare 1 kWh prodotto in eccesso dallo stesso impianto p.e. a giugno, per riutilizzarlo p.e. a dicembre (accumulo stagionale), per poi di nuovo utilizzarla l'anno dopo, allora la batteria renderà riutilizzabile un solo kWh all'anno. E il suo costo annuale sarà tutto caricato su quel kWh.
I due esempi rapprentano i due estremi dell'impiego di una batteria a integrazione di un impianto fotovoltaico.
A settembre 2025, con l'asta Macse di Terna, è stata definita la remunerazione riconosciuta a chi installa, collega in rete, mantiene in esercizio, ecc. una batteria, in modo che essa sia a disposizione del gestore di rete per "utilizzare" anzichè buttare via energia elettrica generata in eccesso, o per altri usi, p.e. bilanciamento (decide il gestore di rete). A seguito di quelle aste, il proprietario della batteria (che oltre ad installarla deve anche provvedere alla manutenzione) riceve, fissi e garantiti, 13 euro all'anno per 15 anni per ciascun kWh di capacità.
Per far durare la batteria 15 anni, è bene limitare la profondità di scarica all'80%. Perciò per "spostare" nel tempo 1 kWh di energia elettrica serve una capacità lorda di 1,25 kWh.
I calcoli che vi ho mostrato, sono ottenuti simulando e ottimizzando il sistema in modo che, per ogni valore di potenza fotovoltaica installata (e quindi di percentuale di energia solare) il simulatore fornisca il giusto valore della capacità delle batterie e il giusto ammontare dell'energia tagliata (curtailment) il modo che il prezzo dell'energia consegnata al carico continuo sia il minimo possibile per quella quota di energia solare.
Al crescere della quota solare, il prezzo dell'energia cresce perchè diventa necessaria sempre più capacità di accumulo che viene utilizzata per sempre meno ore all'anno. A un certo punto l'ottimizzatore "decide" di tagliare energia in eccesso invece che installare nuova capacità di accumulo che sarebbe utilizzata solo poche volte all'anno, perchè produrre a gas l'energia mancante a seguito di questa scelta costa meno.
I valori della capacità e dell'energia tagliata non sono riportati nel post, ma al crescere della quota solare diventano via via più grandi.
Se avrò tempo pubblicherò un articolo.
Spero cmq di aver chiarito
Mentre da noi i soliti noti celebrano l’invincibilità della Russia e si plaude all’asse Mosca-Pechino come portante per il nuovo ordine mondiale, gli analisti osservano come “l’amicizia senza limiti” citata da Putin agli incontri con Xi sia ormai una dipendenza senza limiti.
La prova del nove è in questi mesi lo stallo del progetto del gasdotto Power of Siberia 2, che il Cremlino spiega essere ancora oggetto di trattative, sebbene il Wall Street Journal abbia rivelato una situazione assai più complessa. Sembra infatti che lo stallo sia determinato dal mancato accordo sulle tariffe del gas. Pechino lo vorrebbe pagare al prezzo interno russo, cioè 50 dollari per 1.000 metri cubi, invece degli attuali 258,80 (che peraltro includono già uno sconto di sudditanza del 39%). In questo modo l’infrastruttura, la cui realizzazione costerebbe miliardi, diventerebbe un investimento in perdita per la Russia. Si tratta di una richiesta che nessuno farebbe ad un “amico” in difficoltà, ma che la Cina può permettersi di avanzare, dal momento che la Russia non ha alternative per risollevare le sorti del mercato del gas, orfano dei ricchi acquirenti europei, che ha trascinato in perdita i bilanci di un colosso come Gazprom, il cui valore azionario è ai minimi da quasi un ventennio.
Secondo il Carnegie la strategia di Pechino è quella di far cuocere la Russia fino al punto di non poter rifiutare le condizioni sfavorevoli pur di fare cassa. Una tecnica ormai consolidata in questa straordinaria ma piuttosto sbilanciata “amicizia”.
Quanto la lancetta penda dalla parte cinese lo si capisce proprio dalle relazioni commerciali tra i due paesi. Gli scambi hanno raggiunto quota 244 miliardi di dollari nel 2024, sono scesi a 228 miliardi nel 2025 e sono ora riesplosi nel 2026, raggiungendo quota 134,2 miliardi nei primi 6 mesi (+25,6%). Le cifre nude mostrano una bilancia commerciale favorevole a Mosca per circa 13 miliardi (cioè vende più di ciò che acquista), ma la tipologia delle merci e le dinamiche dei prezzi rivelano una situazione assai diversa. La Cina fa infatti il pieno di materie prime russe a prezzi ridicoli, mentre vende componenti tecnologiche ad alto valore aggiunto a prezzi anche quadrupli rispetto ai valori di mercato, un sovrapprezzo che le aziende cinesi chiedono a titolo di “indennità di rischio” legata a possibili sanzioni occidentali. Per questo stesso motivo chip e macchinari venduti non sono nemmeno di ultima generazione (destinati, quelli, ai mercati occidentali) e vengono realizzati con scarsa cura. Secondo documenti interni all’industria russa rivelati da Australian Institute of International Affairs il tasso di semiconduttori difettosi è passato dal 2% del periodo pre-guerra ad un mostruoso quasi 50%, causando problemi enormi alle catene industriali russe. Un grattacapo non da poco, visto che la Repubblica Popolare Cinese fornisce tra il 70 ed il 90% della componentistica tecnologica.
La sproporzione nei rapporti di forza sta poi non solo nei numeri, comunque impressionanti (la Cina rappresenta il 40% del mercato russo, mentre la Russia vale il 3-4% di quello cinese), ma anche in elementi non proprio secondari come la dipendenza dallo Yuan, divenuto valuta di riferimento per borsa e scambi commerciali a seguito dell’esclusione di Mosca dal sistema SWIFT. Questo dà a Pechino un enorme potere di leva finanziaria. Se le banche cinesi decidono di stringere i controlli (come sta già accadendo per paura delle sanzioni secondarie degli Stati Uniti), il commercio estero russo rischia la paralisi.
Ma i timori a Mosca si concentrano soprattutto sui pericoli di colonizzazione industriale e demografica. L’invasione di auto cinesi è il sintomo più evidente del rapido smantellamento dell’industria manifatturiera nazionale in favore di importazioni dalla Cina. Ma vale anche la pena citare l’emblematico caso della Siberia.
I territori dell'Estremo Oriente russo sono immensi, ricchi di risorse, ma quasi vuoti. A causa della crisi demografica russa e della fuga dei giovani verso Mosca o San Pietroburgo, la popolazione locale è scesa a circa 6-8 milioni di abitanti nell'intera fascia di confine. Appena oltre il fiume Amur, le province cinesi del nord-est (come l'Heilongjiang) ospitano oltre 100 milioni di persone. Decine di migliaia di cittadini cinesi in questi anni si sono stabiliti in Siberia con visti commerciali o di lavoro. Gestiscono mercati, aziende agricole, concessioni forestali e imprese edili. In molte città siberiane, l'economia di sussistenza dipende interamente da loro.
Il problema è che la percezione della popolazione locale siberiana verso la Cina è spesso di forte risentimento, alimentata da quello che molti vedono come un saccheggio legalizzato delle risorse naturali. Per anni, aziende cinesi (spesso in joint-venture con oligarchi o funzionari russi corrotti) hanno ottenuto concessioni per tagliare enormi porzioni di taiga siberiana. Il legname grezzo viene spedito in Cina per essere lavorato, lasciando alla Russia il danno ambientale e pochissimo valore aggiunto. Ma la situazione di maggiore tensione è quella che riguarda il Lago Baikal. Il Baikal, la più grande riserva d'acqua dolce del pianeta e luogo sacro per i russi, è diventato una meta di turismo di massa cinese. Hanno fatto scalpore le proteste dei residenti russi contro la costruzione di hotel e persino di impianti di imbottigliamento cinesi destinati a esportare l'acqua del lago a Pechino.
Per vedere il ribaltamento dei rapporti di forza basta osservare come si sono evolute le città gemelle separate dal fiume Amur, come Blagoveščensk (Russia) e Heihe (Cina). Fino agli anni '90, la sponda russa era pi�� sviluppata e i cinesi attraversavano il fiume per vendere merci a basso costo. Oggi la situazione si è letteralmente invertita: Heihe è diventata una metropoli futuristica con grattacieli e luci a LED, mentre Blagoveščensk è rimasta ferma al passato post-sovietico. Gli abitanti russi della Siberia guardano oltre il fiume e vedono la modernità, finendo per dipendere dai servizi, dagli ospedali e dai centri commerciali cinesi.
È del tutto evidente che guerra in Ucraina comunque non finirà con la vittoria della Russia, che a quanto pare è vittima della legge del contrappasso. A furia di inseguire i propri deliri imperiali e di voler rendere Kiyv una colonia, le colonie le sta perdendo una ad una (Siria, Venezuela, Iran, Armenia e si mette male anche nel Sahel) ed è ormai prossima a diventare essa stessa vittima della più colossale colonizzazione di sempre.
La Spagna ha meritatamente vinto il #mundialdefútbol2026, che sarà ricordato per essere stato il più influenzato dagli interessi economici e politici di sempre. Chi conosce questo sport e conosce e rispetta le sue regole è rimasto inorridito ieri sera a vedere che i regolamenti si possono cambiare per soddisfare la cupidigia e gli interessi della cupola. Tenere ferme due squadre per 30 minuti nell’intervallo tra il primo e il secondo tempo per permettere all’enorme slot-machine FIFA di fare soldi a palate e’ stato il punto più basso che questo sport abbia mai toccato. Non è solo un problema di regole infrante, ma anche di aver messo a repentaglio la salute fisica degli atleti: 15’ e’ il tempo perfetto per ripartire. 30’ No.
Il messaggio che arriva dagli USA è che le regole scritte, oltre 100 anni fa, possono essere cambiate senza alcun problema. Questi sono gli insegnamenti che il mundial lascia ai più giovani: non esistono leggi e regole che non si possono cambiare per soddisfare le proprie mire di potere, di ingordigia e di bramosia di denaro
Roggero insegue e spara per uccidere.
A sconcertare è l'atteggiamento successivo: nessun pentimento, “lo rifarei”. Non chiede la grazia, la pretende.
Non ‘beve la cicuta’, facendosi carico delle conseguenze del gesto, ma vuole evitare ogni responsabilità.
Indifendibile.
Giandomenico Caiazza, avvocato penalista italiano del Foro di Roma, già presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane (2018–2023), noto per il suo impegno nella tutela del diritto di difesa. Non un pericoloso manettaro.
E Amen, direi.
La Lega fa propaganda su:
- sicurezza: il ministro dell’interno è dei loro
- legittima difesa: la legge sulla legittima difesa l’hanno fatta loro
- immigrazione: le legge sull’immigrazione l’hanno fatta loro
Senza contare che, da 4 anni, governano loro
"È triste vedere un paese [la Russia] potenzialmente ricchissimo, che potrebbe dare un immenso contributo alla pace mondiale, andare fiero del proprio fallimento morale e ridottosi a bullizzare altre nazioni per pretendere con la forza un ruolo nella storia anziché meritarlo."
All’attacco ucraino di ieri la Russia ha risposto applicando l’unico metodo che conosce: quello mafioso. Una salva di almeno 50 missili tra Iskander, Zircon (ipersonici) e S-400 ha colpito nel bel mezzo di aree residenziali a Kyiv, quasi tutti lanciati nell’arco di meno di un’ora, causando almeno un morto e 8 feriti.
Colpito anche l’ingresso del sottopassaggio della stazione della Metro di Lykivka, mentre il soffitto di un’altra stazione è parzialmente collassato a dimostrazione che tra gli obiettivi c’erano anche i luoghi nei quali i residenti si rifugiano durante gli allarmi.
È triste vedere un paese potenzialmente ricchissimo, che potrebbe dare un immenso contributo alla pace mondiale, andare fiero del proprio fallimento morale e ridottosi a bullizzare altre nazioni per pretendere con la forza un ruolo nella storia anziché meritarlo.